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title: "Imprese, Deloitte: dal 2018 al 2024 le aziende ad alto potenziale hanno registrato un fatturato del +41% e un utile netto del +83%"
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author: "Redazione"
published: 2026-01-28T07:00:22+01:00
modified: 2026-01-27T19:50:35+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Imprese, Deloitte: dal 2018 al 2024 le aziende ad alto potenziale hanno registrato un fatturato del +41% e un utile netto del +83%

*Redazione · 28 Gennaio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Pompei: “In una fase di cambiamenti epocali è fondamentale sostenere le imprese che generano valore e dimostrano la forza straordinaria del Made in Italy”.

- *Migliora la  **redditività** delle imprese analizzate, con un risultato netto aggregato nel 2024 di 164,1 miliardi di euro, in crescita dell’83% rispetto al 2018.*
- *Il **Manifatturiero** si conferma la colonna portante dell’economia nazionale, con un’incidenza del 34% sul totale delle imprese.*
- *Nonostante le tensioni geopolitiche, le imprese del comparto **Commercio** hanno registrato un aumento del fatturato del 38,2% e un raddoppio dell’utile netto (+108,6%).*
- ***Energia****: il settore ha visto un aumento del fatturato del 48,6% e dell’utile netto del 56,4%.*
- *Le aziende dei **Servizi Finanziari** sono le best performer:* *fatturato a +49,1%, mentre l’utile netto è aumentato del +131,4%.*
- *In forte crescita anche il comparto **ICT**:* *l’utile netto è più che raddoppiato (+164%).*

 

Aziende italiane ad alto potenziale che, nonostante un contesto macroeconomico complesso, tra il 2018 e il 2024 hanno dimostrato una spiccata capacità di generare valore, adattandosi con flessibilità alle trasformazioni dei mercati. Sono queste le protagoniste dello **studio “WHY Italia”**, il report di **Deloitte Private** sulle eccellenze imprenditoriali del Paese presentato alla **Camera dei Deputati** alla presenza del Vice Presidente della Camera dei Deputati, **Fabio Rampelli**, il Ministro dell’agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste, **Francesco Lollobrigida**, il Vice Ministro dell’economia e delle finanze,  **Maurizio Leo**, il Presidente dell’Associazione Produttori Proteine del Latte,  **Ambrogio Invernizzi**, il Presidente di Federalimentare, **Paolo Mascarino** e il Presidente di Confindustria Moda, **Luca Sburlati**.

 

Il report racconta “**il bello e il buono**” del tessuto imprenditoriale italiano, mettendo in luce punti di forza e potenzialità da cogliere per le imprese del **Made in Italy**. Basata sull’analisi di oltre **45mila aziende** con ricavi superiori a **5 milioni di euro** e almeno  **5 dipendenti**, la ricerca individua i trend di lungo periodo che hanno caratterizzato la crescita delle aziende italiane in termini di fatturato, redditività e occupazione di fronte a sfide strutturali come la transizione green e digitale e profondi cambiamenti come la crisi pandemica, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, l’inflazione e le recenti tensioni geopolitiche e commerciali, individuando cinque paradigmi per la crescita nei prossimi anni.

 

Secondo lo studio, il **fatturato complessivo** delle aziende analizzate ha registrato una **crescita di circa il 41%**, passando da 2.012 miliardi di euro nel 2018 a  **2.800 miliardi di euro** **nel 2024**. La **redditività** è migliorata in modo ancora più marcato, con l’utile netto aggregato che è **aumentato nominalmente di circa l’83%,** passando da 89,6 miliardi di euro nel 2018 a **164,1 miliardi** nel 2024. Anche l’occupazione ha registrato un andamento positivo tra le aziende analizzate, con un **aumento del numero dei dipendenti di oltre il 20%**. Si è infatti passati da 5,4 milioni a 6,5 milioni di addetti, con un incremento di più di un milione di posti di lavoro.

 

*“Con WHY Italia siamo entrati in contatto con migliaia di imprese italiane, da Nord a Sud, toccando con mano il potenziale straordinario del nostro Made in Italy: i* *numeri di questo report testimoniano la solidità di un sistema che, pur tra molte difficoltà, ha saputo adattarsi, riorganizzarsi e migliorare la propria efficienza. L’Italia ha dimostrato una capacità di tenuta che spesso tendiamo a sottovalutare e che non dobbiamo dare per scontata. In una fase di cambiamenti epocali è fondamentale sostenere queste imprese, se vogliamo garantire crescita e competitività all’economia nazionale”,* ha affermato **Fabio Pompei**, **CEO Deloitte Central Mediterranean**.

 

*“I modelli vincenti di crescita – costante e sostenibile – sono riconducibili alle realtà che hanno saputo investire parallelamente in nuove tecnologie e nel qualificare capitale umano, attraendo capitali per sostenere investimenti e acquisire nuovi settori e mercati anche per linee esterne”,* ha affermato **Eugenio Puddu, Senior Partner di Deloitte & Touche SpA**.

 

## **I principali settori produttivi**

 

Il **settore manifatturiero** si conferma la colonna portante dell’economia nazionale, con le imprese analizzate che hanno registrato un aumento del fatturato (+32,1%), dell’utile (+61,3%) e dell’occupazione (+14,4%). Il **commercio** rappresenta un ulteriore pilastro in termini di numerosità di imprese e volume di fatturato complessivo, sebbene sia caratterizzato da margini più contenuti e da minori investimenti in innovazione e digitalizzazione. Complessivamente, il settore ha visto un aumento del fatturato del 38,2%, un raddoppio del risultato netto (+108,6%) e un robusto incremento dell’occupazione (+23,6%).

 

I **servizi finanziari** si sono distinti per una performance particolarmente brillante, affermandosi come un cardine strategico per la stabilità e il sostegno agli investimenti del Paese. Il comparto ha registrato un incremento del fatturato (+49,1%) e un aumento del risultato netto del 131,4%, il più elevato tra tutti i settori analizzati. La crescita occupazionale, più moderata (+7,8%), riflette una profonda trasformazione guidata da efficienza, automazione e digitalizzazione. I **servizi di pubblica utilità o utilities** (+48,6% di fatturato), invece, si distinguono per aziende capital intensive e ad alta produttività, assumendo un ruolo strategico nella transizione energetica e nella gestione delle risorse.

 

Altri settori, come la **consulenza** (+48,9% di fatturato) e i **servizi amministrativi**, mostrano dinamiche di crescita positive, sostenendo attivamente la trasformazione digitale delle imprese. Al contrario, alcuni comparti tradizionalmente importanti, quali **agricoltura, tessile, servizi sociali e attività culturali & creative**, pur avendo un impatto occupazionale rilevante, mostrano ampi margini di miglioramento.

 

## **Le dimensioni aziendali**

 

Le **grandi imprese** si confermano i principali driver del sistema produttivo e la loro crescita è stata trainata da un eccezionale aumento degli utili di oltre il 92%, a fronte di un solido incremento del fatturato (+43%). Sono fortemente presenti nei settori ad alta intensità tecnologica e di capitale, come l’energia e il minerario, i servizi finanziari (con un fatturato totale di 460 miliardi di euro) e le attività professionali, scientifiche e tecniche, il commercio su larga scala e il manifatturiero avanzato (con un fatturato totale di oltre 500 miliardi di euro).

 

Anche le **medie imprese** hanno registrato una crescita robusta e bilanciata su tutti i fronti (fatturato +64% e utile +38%), soprattutto in termini di occupazione: il significativo incremento nel numero di addetti del 26%, con oltre 370mila nuovi occupati, sottolinea il ruolo cruciale di questo cluster di imprese per la competitività e la stabilità dell’economia nazionale. Le medie imprese trovano la loro massima espressione nel settore **manifatturiero** (con un fatturato totale di 438 miliardi di euro), confermando la loro capacità di operare su larga scala e sostenere un’elevata produttività, ma sono presenti in modo significativo anche nel commercio, nei servizi finanziari e assicurativi e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche.

 

Le **piccole imprese** si affermano come il segmento più dinamico in termini di crescita percentuale, con un aumento sia dell’utile (+69%), sia del fatturato (+39%), sia dell’occupazione (+27%), diffuso in tutti i settori, con un peso rilevante nel manifatturiero, nel commercio e nei servizi business e amministrativi. Stesse dinamiche per le microimprese che, pur partendo da una base più contenuta, hanno registrato performance importanti e sono ampiamente diffuse in numerosi settori, con una presenza significativa nel commercio, costruzioni, servizi e in specifiche nicchie manifatturiere.

 

## **I cinque paradigmi per i prossimi passi**

 

L’analisi ha permesso di identificare “5 paradigmi” che possono offrire spunti per la crescita futura:

 

*1. Settori tradizionali da consolidare e settori emergenti da supportare*

 

Il manifatturiero e il commercio si confermano la spina dorsale del sistema produttivo italiano. I dati mostrano alcune nicchie settoriali dinamiche e innovative, legate alla consulenza informatica, alla logistica, alla salute e al turismo, i servizi alle imprese e l’ICT, i trasporti, la ristorazione e il settore alberghiero, salute, formazione e i servizi alla persona.

 

*2. Aggregazione e selezione competitiva*

 

Le imprese maggiormente capitalizzate reagiscono meglio agli shock e sono capaci di trasformare le fasi di crisi in opportunità di consolidamento. Le aziende più piccole, pur mostrando una forte flessibilità e capacità di reazione nel breve periodo, risultano più vulnerabili agli shock sui fattori produttivi e sui tassi di interesse, a causa di una minore capacità di accesso al credito, di una base patrimoniale più ridotta e di una maggiore esposizione ai costi variabili.

 

*3. Un modello di crescita ibrido e dinamico*

 

Le imprese di maggior successo hanno saputo combinare tecnologia evoluta e internazionalizzazione, costruendo un modello di crescita ibrido basato su tradizione, innovazione e sostenibilità. Le aziende che hanno investito in modo costante nella specializzazione verticale e in nuove tecnologie sono cresciute a ritmi significativamente più elevati, riuscendo a penetrare e consolidare la propria presenza nel contesto domestico e nei mercati esteri.

 

*4. Il legame tra crescita e accesso alle fonti finanziarie*

 

Le imprese che possono contare su una maggiore disponibilità di capitale per finanziarie le proprie progettualità – sia attraverso il sistema bancario che tramite l’accesso a mercati finanziari, strumenti di equity o operazioni straordinarie – sono le realtà più avvantaggiate per il consolidamento e la crescita. L’accessibilità al capitale, quindi, si conferma un fattore strategico di crescita.

 

*5. Il valore delle competenze e della formazione dei talenti*

 

Le imprese che hanno ottenuto le migliori performance non sono soltanto quelle che hanno investito in tecnologia o in capitale finanziario, ma soprattutto quelle che hanno saputo difendere, attrarre e far crescere lavoro qualificato, trasformando le competenze in un vero asset strategico. Negli ultimi anni, i settori più performanti sono stati: il comparto ICT (+73% di occupati per le imprese dei servizi IT) e dei servizi professionali (+69% di occupati per le aziende del consulting), le filiere specializzate dell’industria chimica avanzata (+40%), quella farmaceutica (+35%) e l’abbigliamento (+36%).

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Fonte: [Imprese, Deloitte: dal 2018 al 2024 le aziende ad alto potenziale hanno registrato un fatturato del +41% e un utile netto del +83%](https://giornaledellepmi.it/imprese-deloitte-dal-2018-al-2024-le-aziende-ad-alto-potenziale-hanno-registrato-un-fatturato-del-41-e-un-utile-netto-del-83/), Il Giornale delle PMI.
