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title: "Impresa donna: la solidità vince sul numero"
url: https://giornaledellepmi.it/impresa-donna-la-solidita-vince-sul-numero/
author: "Redazione"
published: 2026-03-09T06:35:37+01:00
modified: 2026-03-07T21:39:50+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Impresa donna: la solidità vince sul numero

*Redazione · 9 Marzo 2026 · Il Giornale delle PMI*

> In lieve flessione rispetto al 2024 (-0,3%) le imprese femminili crescono di dimensione e struttura.

Un piccolo passo indietro nei numeri (-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.

 

A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di **Unioncamere****,** realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne, in occasione della prima tappa, in partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del *Giro d’Italia delle donne che fanno impresa*. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per l’Imprenditoria Femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.

 

“I dati 2025 fanno emergere tendenze interessanti per quanto riguarda le imprese femminili”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “L’impresa piccola e diffusa, prossima in alcune sue forme all’autoimpiego, tende a lasciare il posto a realtà produttive più articolate e capaci di competere sul mercato. E’ un segnale positivo che registriamo ormai da tempo”.

 

Il confronto con il 2024 vede una sensibile diminuzione delle imprese femminili più piccole, con 0-9 addetti (quasi 4.500 in meno), e, in parallelo, un aumento (numericamente modesto ma percentualmente significativo) di quelle di “taglia” superiore: +0,5% per le imprese femminili con 10-49 addetti (+246), +1,3% per quelle tra 50-249 addetti (+44), +3,8% per quelle oltre 250 addetti (+13).

 

Il rafforzamento strutturale delle imprese guidate da donne si traduce anche in un incremento delle sole società di capitali (+2,6% rispetto al 2024) a discapito delle altre forme giuridiche. In valori assoluti, ciò significa oltre 9mila società di capitali in più guidate da donne e oltre 7mila ditte individuali in meno.

 

Il contenuto calo della base produttiva al femminile, che oggi rappresenta il 22,3% del sistema produttivo nazionale, non si distribuisce in maniera uniforme nel Paese. Le maggiori diminuzioni si concentrano infatti in alcune regioni: prime tra tutte, Valle d’Aosta (-3,8%), Abruzzo (-1,6%), Calabria (-1,4%), seguite, a pari merito, da Emilia Romagna e Molise (-1,3%). Di segno opposto le dinamiche soprattutto in Trentino Alto Adige, dove l’impresa al femminile cresce dell’1,1%, seguita da Sicilia (+0,7%) e Sardegna (+0,3%).

 

La dinamica si fa anche più variegata se si scende al dettaglio provinciale. Sette le province che vedono crescere le imprese femminili tra il 2025 e il 2024, a partire da Sondrio (+2,5%), seguita da Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanissetta, Sassari e Trapani, tutte con valori superiori al +1%. Sul fronte opposto soprattutto Crotone, Aosta, Rovigo e Isernia, che registrano riduzioni superiori al 3%.

 

Le attività legate alla cura della persona, all’assistenza sociale e all’istruzione e formazione restano un caposaldo del fare impresa al femminile. In questi ambiti, le imprese femminili rappresentano il 30-40% del totale delle imprese registrate. La partecipazione delle donne è alta anche nei servizi di alloggio e ristorazione, nell’agricoltura e nel commercio. In questi settori, infatti, le imprese femminili rappresentano un quarto del totale.

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Fonte: [Impresa donna: la solidità vince sul numero](https://giornaledellepmi.it/impresa-donna-la-solidita-vince-sul-numero/), Il Giornale delle PMI.
