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title: "Il settore terziario italiano rallenta ma tiene: a settembre l’attività cresce ai minimi del trimestre"
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author: "Redazione"
published: 2026-10-06T06:40:05+02:00
modified: 2026-10-05T12:32:15+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Il settore terziario italiano rallenta ma tiene: a settembre l’attività cresce ai minimi del trimestre

*Redazione · 6 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> L'indice PMI scende a 51.7 dai 55.2 di agosto, ma resta sopra la soglia di espansione. A trainare sono gli ordini esteri, ai massimi da maggio 2024. Preoccupano i costi: le tariffe applicate ai clienti volano al record in due anni e mezzo.

A settembre il settore terziario italiano continua a crescere, ma a un ritmo decisamente più contenuto rispetto ai mesi precedenti. È quanto emerge dai dati PMI® elaborati da S&P Global, che fotografano un terzo trimestre in progressivo rallentamento per le imprese dei servizi.

 

L’Indice dell’Attività Economica, che ad agosto aveva toccato un record in 40 mesi a quota 55.2, è sceso bruscamente a **51.7**, il valore più debole del trimestre. Una lettura che resta sopra la soglia di 50 – indicante espansione – ma che segnala una crescita ormai modesta. Le aziende intervistate hanno motivato l’aumento dell’attività con maggiori volumi di vendita e l’acquisizione di nuovi clienti.

 

## Ordini esteri in forte crescita, la debolezza arriva dal mercato interno

 

Nonostante il rallentamento complessivo, il dato più interessante arriva dalle commesse internazionali. I nuovi ordini esteri hanno segnato il **rialzo più vigoroso da maggio 2024**, a testimonianza di una domanda internazionale di servizi in netta ripresa. Una dinamica che contrasta con la debolezza della domanda interna, che secondo S&P Global è la principale responsabile dell’indebolimento del ritmo di crescita generale.

 

Il tasso di espansione dei nuovi ordini totali è comunque rimasto **superiore alla media storica della serie**, sostenuto proprio dal contributo dei mercati esteri. Si tratta del ventesimo mese consecutivo di aumento delle commesse ricevute dalle aziende terziarie.

 

## Occupazione: si assume, ma con più cautela

 

Sul fronte del lavoro, il settore continua a creare posti di lavoro, ma il tasso di assunzione ha registrato il **valore più lento da giugno**. Le imprese hanno mantenuto un atteggiamento prudente, complice una minore pressione sulla capacità operativa: il volume degli ordini inevasi è rimasto sostanzialmente invariato, segno che la capacità produttiva è sufficiente a gestire il carico di lavoro attuale.

 

## L’allarme costi: tariffe ai clienti al massimo da due anni e mezzo

 

La vera nota dolente arriva dai prezzi. La pressione sui costi operativi è aumentata per il secondo mese consecutivo, con un tasso di inflazione dei prezzi d’acquisto che si è mantenuto elevato. Circa il **36% delle aziende monitorate** ha segnalato aumenti delle spese operative mensili, contro appena il 3% che ha invece indicato una diminuzione.

 

Tra i fattori all’origine di questo rialzo, S&P Global cita il **conflitto in Medio Oriente**, che ha spinto al rialzo i costi di energia, carburanti, trasporti, salari e pedaggi. Di conseguenza, anche le tariffe applicate ai clienti finali sono salite, segnando il **tasso di inflazione più alto in quasi due anni e mezzo**. A settembre solo il 13% delle aziende ha deciso di aumentare i prezzi di vendita, mentre il 4% li ha ridotti.

 

## La voce degli analisti: “Preoccupa il rialzo dei costi”

 

Commentando i dati, **Eleanor Dennison, Economist presso S&P Global Market Intelligence**, ha dichiarato: *“Anche se a settembre il settore terziario italiano sembra aver perso slancio, l’Indice dell’Attività economica è stato il più alto di quest’anno. Nonostante il tasso di crescita dei nuovi ordini si sia indebolito, è comunque rimasto superiore alla media, sostenuto da un flusso maggiore di nuovi ordini esteri, saliti infatti ad un picco in due anni abbondanti”*.

 

Sul fronte occupazionale, Dennison ha sottolineato come *“le aziende hanno continuato ad assumere ma a tasso minore, vista la diminuzione della pressione sulla capacità operativa”*. La maggiore preoccupazione, tuttavia, riguarda i costi: *“Il tasso di inflazione dei prezzi d’acquisto non ha raggiunto i livelli di maggio, che segnalavano l’impatto iniziale della guerra in Medio Oriente. Tuttavia, la stabilità della domanda ha incoraggiato un maggiore trasferimento degli aumenti sui clienti finali”*.

 

## Prospettive: ottimismo sì, ma sotto la media storica

 

Guardando al futuro, le aziende italiane del terziario hanno espresso a settembre un **maggiore ottimismo**, raggiungendo uno dei valori più alti in poco più di un anno. A alimentare la fiducia sono stati il lancio di nuovi prodotti, l’acquisizione di nuovi clienti e la speranza di un miglioramento della situazione internazionale.

 

Tuttavia, le preoccupazioni relative alle condizioni economiche generali – in particolare l’aumento dei tassi di interesse – hanno continuato a pesare sulle prospettive future, mantenendo il livello di ottimismo **al di sotto della media storica della serie**.

 

## Il quadro composito: manifattura in contrazione, servizi in crescita

 

A livello aggregato, l’Indice S&P Global PMI della Produzione Composita in Italia è sceso a **51.0** a settembre, dai 53.6 di agosto, segnalando la crescita più lenta del settore privato nel terzo trimestre. La dinamica resta a due velocità: da un lato il terziario, che continua a espandersi seppur a ritmi ridotti; dall’altro il manifatturiero, che ha invece continuato a registrare una **contrazione**, seppur più lieve.

 

Per le PMI italiane del terziario, il messaggio che emerge dai dati di settembre è chiaro: la domanda interna resta fragile e i costi operativi continuano a salire. La tenuta del settore è affidata soprattutto alla capacità di intercettare la domanda estera e alla prudenza nella gestione delle risorse.

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Fonte: [Il settore terziario italiano rallenta ma tiene: a settembre l’attività cresce ai minimi del trimestre](https://giornaledellepmi.it/il-settore-terziario-italiano-rallenta-ma-tiene-a-settembre-lattivita-cresce-ai-minimi-del-trimestre/), Il Giornale delle PMI.
