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title: "Il ROI del benessere accelera produttività, resilienza e talent attraction"
url: https://giornaledellepmi.it/il-roi-del-benessere-accelera-produttivita-resilienza-e-talent-attraction/
author: "Claudia Cipolla"
published: 2025-01-29T07:30:54+01:00
modified: 2025-01-28T19:42:03+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["PERSONE"]
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# Il ROI del benessere accelera produttività, resilienza e talent attraction

*Claudia Cipolla · 29 Gennaio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Investire nella salute olistica dei dipendenti può generare 12.000 miliardi di dollari.

Il **benessere** dei **dipendenti** in azienda è il più potente **moltiplicatore** di **produttività**, **resilienza** e **talent attraction**. Ecco perché oggi per le aziende investire nel **wellbeing** dei propri lavoratori non è più un’opzione, ma un **fattore competitivo vitale**. A scattare la “fotografia” del nuovo scenario del mondo aziendale in tema di **Welfare** sono i dati della ricerca del [**McKinsey Health Institute**](https://www.mckinsey.com/mhi/our-insights/thriving-workplaces-how-employers-can-improve-productivity-and-change-lives?hsid=d6c8fb01-8c28-471d-9d01-676eb06fbb6c) presentati alla *53esima* edizione del **World Economic Forum (WEF)** di **Davos**, in Svizzera.

 

L’indagine di McKinsey rivela che l’**investimento aziendale** per il **miglioramento della salute** **dei dipendenti** potrebbe generare un **valore economico globale** fino a **11.700 miliardi** di dollari e che il conseguente miglioramento della salute dei professionisti potrebbe incrementare il **PIL mondiale** di una percentuale compresa tra il **4 e il 12%.**

 

### **PMI italiane sempre più sensibili al Wellbeing**

 

In Italia, l’adozione di misure per il wellbeing dei dipendenti è in forte crescita e mira ad aumentare la **produttività** e **soddisfazione dei dipendenti** e a prevenire fenomeni come il **Quiet Quitting** – insoddisfazione latente e produttività in modalità “sopravvivenza” – e le **grandi dimissioni**. In base ai dati presenti nel **Rapporto Randstad** (2023) circa il **50%** delle aziende italiane ha introdotto politiche di benessere per i propri dipendenti, soprattutto dopo la pandemia, quando molte aziende hanno preso coscienza della necessità di garantire un **buon equilibrio** tra **vita lavorativa e personale.**

 

### **Tutti i vantaggi del ROI del benessere (che piace agli investitori)**

 

**Riduzione** dei **costi sanitari** e minor **assenteismo**, crescita della **produttività** e miglioramento dell’**engagement** dei dipendenti, miglior **talent attraction** e **talent retention** nel lungo periodo, aumento delle **performance** e dei **KPI aziendali** e della **resilienza** organizzativa. Sono solo alcuni dei *molteplici* **vantaggi** per le aziende che investono nel wellbeing dei loro dipendenti. Una **scelta strategica** che incontra, peraltro, anche il **plauso** degli **investitori,** che sottolineano come la salute e il benessere dei dipendenti siano fra le **linee guida** chiave anche per il rispetto dei **criteri ESG**, regolati da **pressioni normative** crescenti.

 

### **“Cultura della Salute”: attira i Talenti e piace alla GenZ**

 

Investire nella “**Cultura della salute**” dei dipendenti può aumentare la loro **fidelizzazione** in azienda, riducendo ad esempio i tassi di turnover dei dipendenti (-11%) rispetto alle imprese che non lo fanno. Inoltre, investire nella salute e nel benessere dei dipendenti è sempre più importante per **attrarre talenti**. Una ricerca della **Saïd Business School** rileva che per molti dipendenti **i fattori che contribuiscono al loro benessere** **sono cruciali quanto gli incentivi tradizionali, come lo stipendio**. Questo aspetto è particolarmente importante per i giovani talenti della **Generazione Z** – nati fra il 1996 e il 2010 – che sceglie il datore di lavoro dando particolare importanza ai benefici per la salute mentale.

 

### **Poco più di un dipendente su due si sente “in salute”**

 

Nel sondaggio del McKinsey Health Institute condotto su oltre **30.000 dipendenti** in tutto il mondo, solo il **57%** ha dichiarato di godere di una **buona salute olistica** – intesa come visione integrata del funzionamento mentale, fisico, spirituale e sociale di un individuo. *E non mancano interessanti curiosità.* Ad esempio, i dipendenti di sesso **femminile,** **LGBTQI+**, **più giovani** o **neurodivergenti,** o che riferiscono **livelli di istruzione più bassi** o con **difficoltà finanziarie**, tendono a soffrire maggiormente di **burn-out**.

 

### **Salute Olistica in calo per LGBTQI+, Donne, giovani e dipendenti a basso reddito**

 

L’indagine evidenzia come **donne, LGBTQI**+, dipendenti **senza un diploma di scuola superiore**, **neurodivergenti**, o a **basso reddito** siano quelli con una **salute olistica inferiore** e sintomi di **burnout** più elevati rispetto agli altri intervistati.

 

In particolare, le donne avevano otto punti percentuali in più di probabilità di riferire sintomi di esaurimento rispetto agli uomini (**46% contro 38**% per gli uomini), nonostante punteggi simili per quanto riguarda la salute olistica (**55% contro 58%** per gli uomini) e i sintomi di burnout **(23% contro 21%** per gli uomini). E ancora: le persone **LGBTQI+** avevano nove punti percentuali in meno di probabilità di dichiarare una buona salute olistica rispetto agli eterosessuali (**46% contro 55%** per gli eterosessuali). Inoltre, più della metà dei dipendenti **gay, lesbiche** e **non binari** si sentiva **“unica**” (*unica persona o una delle uniche persone con il proprio orientamento sessuale o identità di genere)* sul posto di lavoro rispetto agli altri dipendenti. **Il sentimento di isolamento può esacerbare l’esclusione** **e può avere un impatto negativo sul benessere**. Infine, i *lavoratori più giovani – tra i 18 e i 28 anni – avevano 18 punti percentuali in più di probabilità di riportare sintomi di burnout* rispetto ai lavoratori più anziani (oltre i 60 anni) (27% contro il 9% dei lavoratori più anziani).

 

### **Wellhub: passaparola, il vero “booster” del benessere olistico in azienda (+70%)**

 

In base ai recenti dati raccolti da **Wellhub** – *piattaforma di servizi per il benessere olistico dei dipendenti* – il tasso di adozione medio dei servizi per il Wellbeing è stato compreso fra il **15 ed il 25%,** con una crescita media annua del **42%.** Ma il vero **booster** del benessere olistico in azienda è il **passaparola**, insieme alla comunicazione interna per la **promozione** della “**Cultura della salute**”, che porterebbe a un aumento nelle adesioni fino al **70%.**

 

### **L’effetto domino a quota 25%**

 

L’indagine condotta da Wellhub rivela, inoltre, che i programmi per il benessere dei dipendenti tendono a generare un **effetto domino** – favorendo un ulteriore aumento delle adesioni – **una volta che almeno il 20-25% dei lavoratori partecipano e sono coinvolti.** Questo fenomeno nasce dal fatto che si crea una micro-community che condivide la cultura della salute e che si auto-motiva. Infine, le aziende che utilizzano i servizi Wellhub hanno in media un aumento del 42% su base annua nella partecipazione ai programmi.

 

### **Per il 97% dei dipendenti il benessere conta quanto lo stipendio**

 

**Il benessere in azienda non è più negoziabile**: in base a un recente sondaggio globale su oltre **5.000** lavoratori condotto da Wellhub, per il **97%** dei dipendenti è importante quanto lo stipendio. Ecco perché ogni organizzazione deve diventare un **abilitatore di politiche di Wellbeing** e benessere fisico e mentale, fattori determinanti per la produttività.

 

[Immagine di tonodiaz su Freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/ritratto-di-bella-lavoratrice-che-organizza-i-file-sul-laptop-durante-il-suo-tempo-libero_27999335.htm#fromView=search&page=1&position=16&uuid=59c2026f-78e7-4c7a-8a31-1a84d792ab7c&query=weelbeing+work)

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Fonte: [Il ROI del benessere accelera produttività, resilienza e talent attraction](https://giornaledellepmi.it/il-roi-del-benessere-accelera-produttivita-resilienza-e-talent-attraction/), Il Giornale delle PMI.
