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title: "Il Mezzogiorno guida la crescita dell’agriturismo nel 2024"
url: https://giornaledellepmi.it/il-mezzogiorno-guida-la-crescita-dellagriturismo-nel-2024/
author: "Redazione"
published: 2026-03-10T06:35:15+01:00
modified: 2026-03-09T19:37:28+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Il Mezzogiorno guida la crescita dell’agriturismo nel 2024

*Redazione · 10 Marzo 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Nel 2024 le aziende agrituristiche autorizzate sono 26.360 (+0,9% rispetto al 2023).

Nel 2024 le aziende agrituristiche sono 26.360 (+0,9% rispetto al 2023). La crescita delle aziende agrituristiche è più elevata nel Mezzogiorno (+2,5%) e in particolare è molto sostenuta nelle Isole (+6,1%). Ancora in crescita anche il valore economico del settore: +3,3% rispetto al 2023.

 

Gli agrituristi sono 4,7 milioni (+4,3% rispetto al 2023), prevalgono gli stranieri che raggiungono una quota del 54,8%. Il72% sceglie le strutture del Centro e del Nord-est. La presenza degli agrituristi è concentrata sul territorio: 382 Comuni (il 7,6% del totale) ospitano il 42% degli agrituristi.

 

In pochi casi, un’azienda agricola autorizzata a gestire due o più agriturismi viene conteggiata due o più volte.

 

## **Mezzogiorno dinamico ma più forte la dotazione delle strutture al Centro e al Nord**

 

Nel 2024 le aziende agrituristiche italiane raggiungono il numero di 26.360, con un incremento di ben 231 unità rispetto all’anno precedente (+0,9%). Si tratta di un segnale che conferma la vitalità del turismo rurale.

 

Anche nel 2024 il Nord, resta, con 11.504 aziende (43,5%), il territorio con la più alta dotazione di strutture agrituristiche: di queste poco più di 7.540 si trovano nelle Regioni del Nord-est. Seguono il Centro con 9.626 aziende (36,5%) e il Mezzogiorno, con poco più di 5.230 aziende (19,8%). Di queste ultime, 3.340 operano nelle Regioni del Sud e 1.890 nelle Isole.

 

Anche nel 2024, la Toscana, con il 22,2% delle aziende agrituristiche a livello nazionale, si conferma al primo posto nella graduatoria regionale, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano/*Bozen* (13%). In questi due territori si concentra oltre un terzo del totale delle strutture presenti nel Paese. Tra le altre Regioni dotate di una quota rilevante di strutture si segnalano: Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5,0%). Tutte le altre Regioni e la Provincia autonoma di Trento presentano una quota inferiore al 5%.

 

I tassi di crescita del numero di aziende agrituristiche evidenziano un maggiore dinamismo del Mezzogiorno che, rispetto al 2023, registra una crescita del 2,5%, mentre nel Nord e nel Centro la crescita è stata dello 0,5%. All’interno del Mezzogiorno crescono significativamente le due Isole (+6,1%), e in particolare la Sicilia (+8,9%), mentre la Sardegna cresce del 2,6%.

 

Oltre a queste due Regioni, si segnala l’incremento della dotazione di strutture agrituristiche in Basilicata (+3,3%), Campania (+2,2%) e Piemonte (+2%).

 

Quattro delle prime cinque posizioni per tasso di crescita delle aziende agricole sono occupate da Regioni del Mezzogiorno.

 

Il numero delle aziende agrituristiche aumenta dell’1,6% in Veneto e dell’1,1% in Toscana e Umbria. A diminuire significativamente sono le aziende della Valle d’Aosta/*Vallée d’Aoste* (-8,9%), in flessione anche quelle della Calabria (-2,1%), del Lazio (-1,8%) e della Lombardia (-1,1%).

 

Nel complesso, si rileva un aumento dell’interesse imprenditoriale per l’agriturismo nelle Isole e in alcune Regioni del Sud, una possibile “saturazione” nei territori a più antica vocazione agrituristica, come Toscana, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano/*Bozen* e una leggera flessione in alcune Regioni del Nord e del Centro, in particolare la Lombardia e il Lazio.

 

## **Cresce l’offerta di ristorazione e alloggio soprattutto nelle Isole e nel Centro**

 

Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-ovest e il 7,8% nelle Isole.

 

Rispetto al 2023, le strutture con alloggio aumentano dell’1,4%. La crescita maggiore è nelle Isole (+6,5%), seguite dal Nord-est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%), mentre nelle altre macroaree la variazione è pressoché nulla.

 

Analogamente allo scorso anno, la Toscana si conferma la Regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano/*Bozen* (13,7%) e dall’Umbria (6%). In tutte le altre Regioni la quota di questo tipo di aziende oscilla tra il 5,3% del Veneto e lo 0,2% della Valle d’Aosta/*Vallée* *d’Aoste*.

 

Le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 e il 44,7% si trova nel Centro. Le strutture che offrono soltanto degustazione sono 153.

 

Nel 2024 gli agriturismi che offrono servizi di ristorazione (agri-ristoranti) sono poco più di 13mila, circa il 50% del totale, registrando un leggero aumento rispetto al 2023 (+0,5%) La crescita più significativa si osserva, ancora una volta, nelle Isole (+3,2%).

 

Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-ovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).

 

## **In crescita l’offerta di servizi**

 

Le aziende agrituristiche che combinano alloggio e ristorazione sono poco più di 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture, il 73,4% delle aziende con alloggio e il 44,8% degli agri-ristoranti. Il 20% di queste aziende si trova in Toscana, seguono, a grande distanza, le Regioni Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, ciascuna con una quota di poco superiore al 6% del totale nazionale.

 

Le aziende che associano all’alloggio anche la degustazione sono 5.473, poco meno del 18% del totale delle strutture e rappresentano il 25,5% delle strutture con alloggio e oltre l’81% di quelle autorizzate alla degustazione. Il 45,4% di queste aziende è ospitato nel Centro (il 28,9% in Toscana), il 18,4% nel Sud (il 7,4% in Puglia), il 15,1% nel Nord-ovest (l’11,2% in Piemonte), il 13,5% nelle Isole (l’11,9% in Sicilia) e il 7,5% nel Nord-est (il 3,8% nella Provincia autonoma di Bolzano/*Bozen*).

 

Sono 4.683 le aziende agrituristiche che combinano degustazione e ristorazione e incidono per il 17,7% sul totale delle aziende, il 35% di quelle autorizzate alla ristorazione e il 69,4% di quelle autorizzate alla degustazione. Anche per questo tipo di offerta al primo posto si collocano le aziende del Centro (43,8%) e, a livello regionale, la Toscana accoglie il 25,9% di queste strutture. Seguono il Sud con il 21,8% (8,6% in Puglia), il Nord-ovest con il 17,5% (13% in Piemonte), le Isole con il 10,7% (l’8,6% in Sicilia) e il Nord-est con il 6,2% (2% circa in Veneto).

 

Rispetto al 2023, la crescita maggiore riguarda l’abbinamento alloggio-degustazione (+4,3% delle aziende che offrono questi servizi), seguito dalla combinazione degustazione e ristorazione (+2%) e da alloggio-ristorazione (+1,4%).

 

Anche in questo caso, la crescita maggiore per le tre combinazioni si ha nelle Isole, con un incremento dell’abbinamento alloggio-degustazione del 9,8%, degustazione-ristorazione del 7,7% e  
 alloggio-ristorazione del 3,9%.

 

## **Aumenta il ruolo dei servizi complementari**

 

Pur restando l’alloggio, la degustazione e la ristorazione il *core business* delle aziende agrituristiche, anche nel 2024 i servizi complementari confermano la loro importanza nell’articolazione dell’offerta agrituristica.

 

Nel 2024, 13.265 aziende – pari al 50,3% del totale – offrono almeno un servizio aggiuntivo tra equitazione, escursioni, osservazioni naturalistiche, *trekking*, *mountain* *bike*, fattorie didattiche, corsi vari, attività sportive, attività varie.

 

Tra le strutture attrezzate per almeno uno di questi servizi, il 38,2% si concentra nel Centro, il 36,2% nel Nord e il 25,7% nel Mezzogiorno.

 

Il 74,3% delle strutture è autorizzato a svolgere anche servizi vari; circa un quarto può offrire escursioni e servizi per le attività sportive, il 17,6% è anche fattoria didattica e poco meno del 15% può svolgere corsi vari. Una quota compresa tra l’11% e il 14% può svolgere osservazione naturalistica, *trekking*, *mountain* *bike* ed equitazione.

 

Rispetto al 2023, le fattorie didattiche crescono del 12,2%, l’equitazione del 9%, le osservazioni naturalistiche dell’8,9%, il *trekking* dell’8%, la *mountain* *bike* del 7%, i corsi vari del 5,4%, le escursioni del 5,2% e i servizi vari del 3,9%.

 

Anche per il 2024 si conferma la diversificazione territoriale dell’offerta. Nel Nord prevalgono le aziende con fattorie didattiche e quelle attrezzate per attività sportive, con quote rispettivamente del 52,5% e del 38,1% sul totale nazionale. Nel Centro sono presenti in misura maggiore le attività sportive (23%) e le escursioni (22,2%), mentre il Mezzogiorno si caratterizza per la presenza di aziende che organizzano attività sportive (38,8%), escursioni (41,7%), osservazioni naturalistiche (51,2%) e *trekking* (42,6%).

 

Le aziende agrituristiche sembrano quindi adattarsi progressivamente alle esigenze degli agrituristi, valorizzando le specificità locali e rafforzando il ruolo dell’agriturismo non solo come luogo di soggiorno e ristorazione, ma anche come spazio per esperienze e attività ricreative.

 

## **Agriturismo educativo: il ruolo crescente delle fattorie didattiche**

 

Nel 2024 le aziende agrituristiche autorizzate al servizio di fattoria didattica sono 2.340, pari all’8,9% del totale delle strutture e al 17,6% delle aziende che offrono almeno uno dei nove servizi complementari.

 

Il 52,5% di queste attività è localizzato nel Nord (di cui il 26,5% nel Nord-est), il 25,3% nel Centro, il 13,5% nel Sud e l’8,7% nelle Isole.

 

Considerando la dotazione di agriturismi nelle diverse aree, le fattorie didattiche incidono per circa un quarto nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Centro, il 15,3% nel Sud e il 14,3% nelle Isole.

 

Rispetto al 2023, il numero delle strutture cresce del 12,2%. Nord-est e Centro mostrano gli aumenti più marcati, rispettivamente +29,8% e +19,3%; il Mezzogiorno registra incrementi più contenuti  
 (+5% nel Sud e +6,8% nelle Isole). Il Nord-ovest rappresenta l’unica area in flessione (-2,3%), anche se nel 2023 era la macroarea con il maggior numero di fattorie didattiche (610).

 

Il fenomeno interessa sempre di più il territorio: nel 2024 i Comuni che ospitano almeno una fattoria didattica sono 1.574, poco meno del 20% dei Comuni italiani e il 31,3% dei Comuni con almeno un agriturismo.

 

Circa il 39% delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche è gestito da donne, una quota superiore di circa cinque punti percentuali rispetto al complesso dei conduttori. L’età media dei conduttori agrituristici è poco superiore a 56 anni, mentre scende a 54 anni nelle aziende con fattoria didattica e a 53 anni quando la conduzione è femminile.

 

Rispetto al 2010 si registra un forte incremento delle aziende agrituristiche con fattorie didattiche (+220%), di quelle attrezzate per l’osservazione naturalistica (+141%) e per l’escursionismo (+11,2%). Sempre rispetto al 2010, diminuisce l’offerta di servizi di *mountain* *bike* (-36%), *trekking* (-7.7%) ed equitazione (-7.6%).

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Fonte: [Il Mezzogiorno guida la crescita dell’agriturismo nel 2024](https://giornaledellepmi.it/il-mezzogiorno-guida-la-crescita-dellagriturismo-nel-2024/), Il Giornale delle PMI.
