---
title: "Il lavoro nella vita delle persone: cambia la relazione con il tempo, il reddito e i propri interessi. In crescita i dati sull’occupazione"
url: https://giornaledellepmi.it/il-lavoro-nella-vita-delle-persone-cambia-la-relazione-con-il-tempo-il-reddito-e-i-propri-interessi-in-crescita-i-dati-sulloccupazione/
author: "Redazione"
published: 2024-01-29T07:00:43+01:00
modified: 2024-01-27T19:06:57+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
---

# Il lavoro nella vita delle persone: cambia la relazione con il tempo, il reddito e i propri interessi. In crescita i dati sull’occupazione

*Redazione · 29 Gennaio 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Presentato il Rapporto Censis «Il senso del lavoro nella comunità produttiva e urbana di Bologna». Per il 62,7% degli italiani il lavoro non è centrale nella vita, il 76,2% dei giovani scambierebbe solo a caro prezzo un’ora di tempo libero con un’ora di lavoro, per l’80% degli occupati nel passato si è chiesto troppo a chi lavora, ora è giusto pensare di più a sé stessi.

**Mai così tanti occupati.** A partire dalla ripresa post-Covid, si registra una prolungata fase di crescita: al crollo dell’occupazione fra gennaio 2020 e luglio 2020 che ha sfiorato il milione di addetti (-937.000), è seguito un progressivo aumento del volume degli occupati che da luglio 2020 a novembre 2023 è passato da poco più di 22 milioni a oltre 23 milioni e 700.000, raggiungendo il livello più alto mai registrato in Italia. È quanto emerge dal Rapporto «Il senso del lavoro nella comunità produttiva e urbana di Bologna», realizzato dal Censis con la collaborazione di Philip Morris, che analizza la fase attuale dell’occupazione in Italia alla luce della percezione del lavoro, a livello nazionale, locale (in particolare dell’area del bolognese) e aziendale.

 

**Il lavoro che invecchia.** Fra il terzo trimestre 2022 e il terzo trimestre 2023, l’occupazione in Italia è aumentata di 470.000 unità: tutti gli indicatori che riguardano le componenti dell’occupazione mostrano un segno positivo (occupazione dipendente e occupazione indipendente), mentre il solo segno negativo è riconducibile a contratti di lavoro a termine, che si riducono in dodici mesi di 89.000 unità (-2,9%). D’altra parte, però, nel giro di dieci anni – fra il 2012 e il 2022 – la base occupazionale formata da giovani con un’età compresa fra i 15 e i 34 anni si è ridotta di circa 360.000 unità (188.000 sono riconducibili al Mezzogiorno), mentre i lavoratori con almeno 50 anni di età sono aumentati di 2,7 milioni. Inoltre, la mancata partecipazione al mercato del lavoro conta oggi 12 milioni e 434.000 persone (quasi otto milioni sono donne) che, pur essendo in età lavorativa, non lavorano e non sono alla ricerca di un lavoro: quasi dieci italiani su cento dichiarano di non partecipare al mercato del lavoro perché scoraggiati dagli esiti negativi della ricerca di un lavoro (prevalentemente donne).

 

**Lavorare per vivere (e non vivere per lavorare).** I tre quarti degli italiani (il 76,1%) condividono l’affermazione secondo la quale in Italia il lavoro c’è, ma si tratta di un lavoro poco qualificato e sottopagato. Il 76,2% dei giovani sono convinti che un impegno aggiuntivo di un’ora di lavoro deve avere un compenso tale da giustificare la rinuncia a un’ora di tempo libero e l’80% degli italiani occupati vede nel lavoro un fattore che, soprattutto in passato, ha portato a trascurare gli interessi personali, tanto da porre il proprio benessere in secondo piano (lo pensa anche il 79,8% dei più giovani e l’80,8% nella classe dei 35-64enni). Fra chi è oggi alla ricerca di un nuovo lavoro, il 36,2% indica come motivazione principale quella di ottenere un guadagno più elevato rispetto a quello corrente; il 36,1% afferma invece che la ricerca di un nuovo lavoro è stimolata dalla necessità di vedere riconosciuto il livello di competenze acquisito insieme a una maggiore prospettiva di carriera.

 

**Il senso del lavoro.** Nell’ambito della ricerca è stata condotta un’indagine presso i dipendenti di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna per analizzare quale sia il senso del lavoro all’interno delle dinamiche aziendali. Il profilo di ciò che rappresenta il lavoro per i dipendenti può essere evidenziato attraverso tre elementi essenziali: il lavoro come diritto, ma anche come contributo personale a qualcosa che supera i confini del posto di lavoro e trova un riscontro anche nella collettività (lo afferma un dipendente su quattro); il lavoro come fattore di indipendenza (43,2%), con particolare rilevanza per la componente femminile dell’occupazione (57,6%); il lavoro come fattore di sicurezza economica (41,1%), che possa però essere svolto in un ambiente lavorativo meritocratico (48,6%). Più trasversalmente, l’indagine ha poi portato a riflettere sul concetto di lavoro «ben fatto»: il 46,9% dei dipendenti definisce «ben fatto» un lavoro completo in ogni suo dettaglio (24,5%), per il 22,5% invece lo è se svolto con passione e creatività oltre quanto richiesto.

 

*Questi sono i principali risultati del Rapporto «Il senso del lavoro nella comunità produttiva e urbana di Bologna».*

 

Immagine di [Freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/ritratto-del-maschio-adulto-che-gode-del-lavoro-a-distanza_7521575.htm#page=2&query=lavoro%20vita&position=0&from_view=search&track=ais&uuid=31e9da4f-6948-405d-86e1-0e4f0fa83ae3)

---

Fonte: [Il lavoro nella vita delle persone: cambia la relazione con il tempo, il reddito e i propri interessi. In crescita i dati sull’occupazione](https://giornaledellepmi.it/il-lavoro-nella-vita-delle-persone-cambia-la-relazione-con-il-tempo-il-reddito-e-i-propri-interessi-in-crescita-i-dati-sulloccupazione/), Il Giornale delle PMI.
