---
title: "Il corporate venturing facilita le collaborazioni tra aziende consolidate e start-up"
url: https://giornaledellepmi.it/il-corporate-venturing-facilita-le-collaborazioni-tra-aziende-consolidate-e-start-up/
author: "Redazione"
published: 2020-07-28T07:03:48+02:00
modified: 2020-07-27T14:55:04+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
---

# Il corporate venturing facilita le collaborazioni tra aziende consolidate e start-up

*Redazione · 28 Luglio 2020 · Il Giornale delle PMI*

> IESE Business School, in collaborazione con GELLIFY e ACCIONA, hanno pubblicato un nuovo report su come le aziende consolidate possono accrescere competenze ed efficacia, anche in termini di ricavi e nuovi business, collaborando con gli imprenditori in un mercato estremamente volatile.

- Le aziende consolidate hanno l’opportunità di avviare collaborazioni con gli ‘abilitatori’ quando fanno open innovation con le start-up: ciò permette di ridurre i costi, eliminare i rischi e migliorare la proposta di valore offerta agli imprenditori.
- Tali collaborazioni possono generare nuovi flussi di reddito per i team che si occupano di innovazione, facendo leva sulle competenze di corporate venturing esistenti, come lo scouting di start-up e la prototipazione agile, tra le altre cose.
- I cosiddetti ‘broker dell’innovazione’ dovrebbero concentrarsi meno sull’apparenza e più sullo sviluppo di processi comprovati. Questo è l’aspetto che le aziende consolidate prendono in considerazione più frequentemente (nel 38% dei casi analizzati) quando considerano di rivolgersi ad un intermediario.

 

[IESE Business School](https://www.iese.edu/), in collaborazione con [GELLIFY](https://www.gellify.com/) e [ACCIONA](https://www.acciona.com/), hanno pubblicato un nuovo report su come le aziende consolidate possono accrescere competenze ed efficacia, anche in termini di ricavi e nuovi business, collaborando con gli imprenditori in un mercato estremamente volatile.

 

Supportato da interviste con 92 responsabili dell’innovazione, e manager con ruoli equivalenti, di aziende consolidate in Asia, Nord e Sud America ed Europa, il report “*Open Innovation: Improving Your Capability, Deal Flow, Cost and Speed With a Corporate Venturing Ecosystem” (“Open Innovation: Migliorate le vostre competenze, la quantità e qualità di collaborazioni, ottimizzando i costi e la vostra rapidità attraverso ecosistemi di Corporate Venturing”)*, fa luce su ciò che aziende come Disney, Samsung e Formula 1 tengono in considerazione quando si trovano a scegliere tra lavorare in maniera diretta con una start-up oppure attraverso un intermediario. Come si può scegliere l’intermediario corretto?

 

Nella ricerca è rappresentata anche l’Italia attraverso il contributo di Chief Innovation Officer italiani provenienti da settori più disparati tra cui quello bancario e finanziario, automobilistico/motociclistico, energy and utility e ICT, che hanno condiviso risposte basate sulla propria esperienza di manager in organizzazioni consolidate.

 

### **Quali sono le sfide**

 

- Dal momento che sempre più aziende collaborano con le start-up, le aziende consolidate si stanno progressivamente impegnando nel battere la concorrenza inseguendo e seducendo i migliori imprenditori.
- L’intensificarsi della volatilità dei mercati globali ha introdotto un’ulteriore pressione nei team di corporate venturing interni alle aziende, con l’obiettivo di ottenere previsioni di mercato più chiare e nuovi flussi di entrate, pronti a correre a velocità più elevate.

 

### **Una soluzione promettente**

 

Le aziende integrano sempre più spesso il proprio impegno interno con il supporto degli abilitatori di corporate venturing – che possono essere acceleratori privati, centri di ricerca, ambasciate o anche altre aziende corporate etc. – per facilitare le collaborazioni con le start-up.

 

- *Come azienda corporate, lavoro con le start-up direttamente o con il supporto di un abilitatore?* Nella media, gli aspetti più significativi valutati in questa prima decisione sono: la prossimità della start-up al core business dell’azienda (nel 26% dei casi), le sue competenze interne per poter lavorare con gli imprenditori (24%), accesso ad opportunità selezionate (17%), costi di implementazione (11%), ecc.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/07/Figura-10.png)

 

- *Come azienda corporate, come posso scegliere il miglior abilitatore?* Una volta che un’azienda decide di rivolgersi ad un abilitatore, gli aspetti che più di frequente le aziende valutano nel prendere questo secondo step di decisione sono: la propria capacità di lavorare con gli imprenditori (nel 38% dei casi), l’esistenza di un ecosistema di portatori di interesse (stakeholder) selezionati per facilitare la collaborazione tra azienda e start-up (15%), la sua conoscenza del settore o della tecnologia esplorata (12%), il livello di fiducia personale esistente e capacità di personalizzazione del servizio (10%), per citarne solo alcuni.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2020/07/Figura-12.png)

 

### **Le implicazioni**

 

*Che effetto ha questo sulle aziende?* Dal momento che sempre più aziende corporate stanno lavorando insieme alle start-up e stanno offrendo benefici simili agli imprenditori, fare squadra con gli abilitatori può migliorare la loro proposta di valore, moltiplicandone così il valore.

 

Inoltre le aziende possono ridurre i costi dell’innovazione condividendoli con gli altri attori. Possono anche accrescere l’accesso ad una quantità e qualità di collaborazioni selezionate e adeguate e diventare abili nell’intercettare in anticipo delle opportunità.

 

Tuttavia, gli abilitatori non sono solo società di consulenza: la realtà è molto più ricca.

 

*Come influisce questo aspetto sugli abilitatori?* Bisogna dimenticare la frase “molto rumore per nulla”. Avere delle competenze collaudate e comprovate è l’aspetto maggiormente considerato quando le aziende corporate si trovano a scegliere tra due abilitatori (nel 38% dei casi). Si dovrebbero investire meno sforzi nella ‘commercializzazione’ degli asset degli abilitatori, viceversa investire maggiormente nello sviluppo di team esperti e con un metodo collaudato, atto ad offrire un supporto di estremo valore all’azienda corporate.

 

Lo studio è stato scritto da Josemaria Siota, Executive Director Entrepreneurship and Innovation Center, IESE Business School e Mª Julia Prats, Professore della IESE Business School, in collaborazione con Diego Fernández, CEO GELLIFY Iberia e Telmo Pérez, Chief Innovation & New Business ACCIONA.

---

Fonte: [Il corporate venturing facilita le collaborazioni tra aziende consolidate e start-up](https://giornaledellepmi.it/il-corporate-venturing-facilita-le-collaborazioni-tra-aziende-consolidate-e-start-up/), Il Giornale delle PMI.
