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title: "Il bello della Brexit: tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito"
url: https://giornaledellepmi.it/il-bello-della-brexit-tutte-le-opportunita-da-non-perdere-nel-regno-unito/
author: "Redazione"
published: 2021-03-31T07:04:38+02:00
modified: 2021-03-30T19:49:54+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE", "La rassegna dell'una"]
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# Il bello della Brexit: tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito

*Redazione · 31 Marzo 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Il deal di Natale lascia aperte le porte del Regno Unito, primo paese a riemergere dal Covid: sarà il mercato più appetibile secondo gli analisti.

Nel turbinio della pandemia da Covid-19, il tanto auspicato “**Brexit Deal**” siglato a fine 2020 tra Regno Unito e Unione Europea è passato quasi in sordina. Eppure, sancendo il **libero scambio** e **azzerando dazi e quote**, è stato un grande regalo di Natale per le imprese europee che esportano verso il mercato britannico.

 

Nel 2020 il volume dell’**export dai Paesi dell’Unione** in Gran Bretagna si è attestato su **226.000 miliardi di sterline**. In **Italia,** secondo le fonti del Ministero degli Esteri, le esportazioni verso il mercato anglosassone hanno superato i **22 miliardi di euro**, il 5% dell’intero export, una percentuale di tutto rispetto per il Belpaese.

 

Grazie alla ratifica dell’accordo di Natale le 43mila aziende italiane operanti nei settori della meccanica strumentale, dell’auto e del food, dell’abbigliamento e dei prodotti farmaceutici hanno potuto quindi tirare un respiro di sollievo, tale da far sperare in un recupero, per il 2021, del calo dell’11,9% subìto nel 2020 rispetto al 2019, addebitabile allo **shock pandemico**.

 

### Il disorientamento delle imprese dopo la Brexit

 

I primi mesi del 2021, tuttavia, con un ulteriore calo di 6,6 miliardi di sterline dell’export europeo verso l’UK, non sembrano aver colto i benefici del grande risultato negoziale tra Londra e Bruxelles. Sarà per **l’aumento degli adempimenti burocratici** comunque generati dalla Brexit, le code alle dogane e la confusione generale di questo primo periodo post-Deal, sembra che le piccole-medie imprese dell’Unione europea siano ancora preoccupate delle incognite derivanti da questa fase di passaggio.

 

Sono particolarmente sensibili a questa condizione di **disorientamento** le società di servizi europee che, operando nel campo dell’internazionalizzazione e della mediazione linguistico-culturale, sono diventate da alcuni mesi destinatarie delle più svariate richieste di informazioni e consulenza da parte delle imprese dell’Unione che cercano di ritrovare la bussola in questa importante fase di trasformazione post-Brexit.

 

“Il **Regno Unito** conserverà e anzi **rafforzerà il proprio ruolo da protagonista del business europeo** anche nel dopo-Brexit,” afferma **Adele Nardulli**, Founder & CEO di [Landoor](https://www.landoor.com/) ([www.landoor.com](http://www.landoor.com/)), la società di traduzioni e localizzazione milanese che dal 2017 è presente nel Regno Unito con un suo correspondent office.

 

“**L’Inghilterra** si è dimostrata **all’avanguardia nella lotta contro il coronavirus**, nella ricerca clinica e nella sperimentazione dei vaccini anti-Covid, e questo la riconferma quale indiscutibile punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale,” continua Nardulli. “Si consideri poi che, grazie al **successo della campagna vaccinale**, il Paese d’Oltremanica sta uscendo dalla pandemia prima di tutti i Paesi dell’Unione europea e diventerà con ogni probabilità un mercato molto appetibile e interessante in tutti i settori.”

 

### Conoscere le nuove procedure burocratiche per fare nuovi affari

 

La perfetta conoscenza delle nuove procedure burocratiche in materia doganale e di controllo sanitario che regolamentano il traffico di merci attraverso la Manica diventa pertanto l’unico scoglio da superare per poter cogliere questa irripetibile opportunità in quello che è stato finora il quinto importatore al mondo di beni italiani e che, secondo le recenti dichiarazioni del suo Prime Minister, **Boris** **Johnson**, intende rimanere “culturalmente, emotivamente, storicamente, strategicamente, geologicamente **attaccato all’Europa**”.

 

“È per questo che abbiamo deciso di supportare i nostri clienti, italiani ed europei, non solo dal punto di vista linguistico ma anche normativo, rafforzando la nostra presenza fisica sul territorio con un nuovo **ufficio nel cuore della City,**” aggiunge **Michael Ellis**, il **Country Manager** a capo del team londinese di **Landoor.**

 

“Questo ci consentirà di avere connessioni più dirette con la rete di enti di riferimento e consulenti, come **Camera di Commercio britannica** e **Camera di Commercio italiana a Londra**, agenzie di commercio estero, ambasciata, studi di diritto internazionale – consolidata in trent’anni di attività nel settore linguistico e dell’internazionalizzazione. E saremo più vicini al fulcro dell’attività finanziaria del Paese d’Oltremanica, aspetto non trascurabile se si considera che il destino di Piazza Affari e di tutte le Borse europee è strettamente legato a quello della Borsa di Londra, quella che sembra aver perso di meno durante la pandemia.”

 

### Le nuove opportunità di mercato dopo la Brexit

 

Si consideri poi che, a fronte del calo dell’export dall’Unione al Regno Unito, si sta configurando un incremento degli accordi di libero scambio con i Paesi extra-Ue, i quali sembrano cavalcare l’onda del cambiamento, andando a occupare quelle **quote del mercato britannico lasciate scoperte dall’Unione**. Secondo fonti KPMG, gli scambi tra questi Paesi e il Regno Unito hanno registrato a gennaio 2021 una crescita dell’1,7%.

 

“Il nostro vuole essere un grido di allarme alle aziende del nostro Paese e a quelle del resto dell’Unione. Il **Made in Italy, in particolare, ha tutte le carte in regola** per riconquistare la propria **quota di mercato nel Regno Unito** o per avviare nuove attività e collaborazioni con quel Paese,” conclude Ellis. “Di più: questo momento di transizione può rappresentare **un’ottima occasione per una ridistribuzione della torta**, laddove la fetta maggiore verrà conquistata da chi saprà muoversi per primo e con maggior cognizione di causa.”

 

Landoor è il partner linguistico di riferimento per primari business player operanti sui mercati globali più esigenti: medico-farmaceutico, diagnostico, finanziario, legale, nuove tecnologie, digitale, fashion&design. Con sede centrale a Milano e correspondent offices a Londra, Berlino e Parigi, l’azienda vanta 35 anni di esperienza al fianco di imprese locali e internazionali con un ventaglio completo di servizi linguistici, che vanno dalle traduzioni alla localizzazione, dal medical writing all’interpretariato.

 

Per saperne di più rimandiamo al sito internet [www.landoor.com](https://www.landoor.com/).

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Fonte: [Il bello della Brexit: tutte le opportunità da non perdere nel Regno Unito](https://giornaledellepmi.it/il-bello-della-brexit-tutte-le-opportunita-da-non-perdere-nel-regno-unito/), Il Giornale delle PMI.
