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title: "Il 49% delle imprese italiane utilizza energie rinnovabili (la media europee è del 46%)"
url: https://giornaledellepmi.it/il-49-delle-imprese-italiane-utilizza-energie-rinnovabili-la-media-europee-e-del-46/
author: "Redazione"
published: 2024-12-13T06:40:34+01:00
modified: 2024-12-12T21:16:48+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["Sostenibilità"]
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# Il 49% delle imprese italiane utilizza energie rinnovabili (la media europee è del 46%)

*Redazione · 13 Dicembre 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Cribis annuncia i risultati della prima edizione del Global Synesgy Observatory 2024, nato con l’obiettivo di analizzare l’approccio alla sostenibilità delle aziende in tutto il mondo.

- *Lo score ESG delle aziende che operano in Italia è passato da un livello sufficiente di sostenibilità (D) nel 2021 a un livello soddisfacente (C) nel 2024.*
- *Le imprese italiane mostrano un impegno significativo verso la sostenibilità ambientale con una percentuale di utilizzo di energie rinnovabili pari al 49%, meglio della media mondiale (45%) e di quella europea (46%).*
- *La certificazione ISO 9001, indice di un sistema di gestione della qualità efficace, è meno diffusa nelle aziende in Italia (46%) rispetto alla media mondiale (54%) ed europea (53%).*

 

**Cribis**, società del gruppo **CRIF** specializzata nel fornire informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese, annuncia i risultati della prima edizione del **Global Synesgy Observatory 2024**, nato con l’obiettivo di analizzare l’approccio alla sostenibilità delle aziende in tutto il mondo. L’osservatorio è stato promosso da CRIF elaborando i dati delle imprese che si sono registrate su **Synesgy**, piattaforma globale specializzata nella valutazione di aziende in ambito ESG lanciata nel 2021 da Cribis.

 

**Synesgy** è la piattaforma lanciata nel 2021 da Cribis e serve **misurare la sostenibilità di un’azienda** e a **valutare il livello di compliance ai criteri ESG** (environmental, social, governance). È una soluzione che viene utilizzata sia da chi deve fare una rendicontazione non finanziaria, sia da chi vuole verificare che i propri fornitori abbiano un approccio corretto nei confronti della sostenibilità. La metodologia su cui opera si basa su standard internazionali di eccellenza (*Global Reporting Initiative, Global Compact delle Nazioni Unite, Carbon Disclosure Project, European Sustainability reporting standards*) e sulla collaborazione con la credit ratings agency di Crif.

 

Il campione dell’osservatorio è rappresentato da oltre **500.000 aziende** fornitrici situate in **144 stati** nel mondo e da più di duemila aziende capo filiera presenti in  **23 stati nel mondo** (dati aggiornati a giugno 2024).

 

**Il 91% delle aziende** fornitrici sono **PMI** **con un fatturato compreso tra 500 mila e 50 milioni di euro,** mentre **il 45% delle aziende capo filiera** hanno un **fatturato superiore a dieci milioni di euro.** **A livello italiano**, ci sono oltre 135 mila aziende considerate, di cui l’86% ha un fatturato medio inferiore ai dieci milioni di euro.

 

Lo studio prende in considerazione sei aree geografiche differenti: **Africa, Asia e Australia, Europa, Nord America, Sud e Centro America, Medio Oriente**. La valutazione (score ESG) tiene conto delle performance indicate nel database, delle informazioni raccolte tramite il questionario GRI-Licensed e dell’ampio database di informazioni di CRIF. Lo score ESG rappresenta la valutazione della conformità ai principi ESG (Environment, Social, Governance) di un’azienda. Il giudizio è rappresentato utilizzando una valutazione dalla lettera *A* (più alto – eccellente livello di sostenibilità) alla *E* (più basso, insufficiente livello di sostenibilità).

 

**A livello mondiale**, lo score ESG mostra un miglioramento complessivo per le aziende prese in analisi che passano da un giudizio *D* nel 2021 (basso livello di sostenibilità) a *C* nel 2024 (soddisfacente livello di sostenibilità).

 

**L’Europa è l’area geografica che ha registrato la crescita maggiore in termini di score medio ESG dal 2021 al 2024**. Questo valore è infatti passato da un giudizio E nel 2021 (basso livello di sostenibilità), a *D* nel 2022 (sufficiente livello di sostenibilità) e *C* nel 2024 (soddisfacente livello di sostenibilità).

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/12/image001.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/12/image001.png)

 

**Lo score ESG delle aziende che operano in Italia** è passato da un livello sufficiente di sostenibilità (*D*) nel 2021 a un livello soddisfacente (*C*) nel 2024.

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/12/image002.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/12/image002.png)

 

**In termini di sostenibilità ambientale** l’osservatorio analizza i livelli di adozione di energie rinnovabili evidenziando come siano in continua crescita a livello globale. L’Italia, con il **49% di aziende che utilizzano energie rinnovabili**, si posiziona al di sopra della media mondiale (**45%**) ed europea (**46%**). Il Continente che mostra il miglior posizionamento in termini di utilizzo di fondi rinnovabili è **l’America Centrale – Meridionale** con una percentuale pari al **57%**. Tuttavia, permangono margini di miglioramento per raggiungere una completa transizione energetica.

 

**Rispetto alla sostenibilità sociale**, l’Italia mostra un leggero ritardo rispetto al resto del mondo. Nonostante progressi, persistono le disparità di genere nelle posizioni di leadership e nei ruoli operativi. L’analisi dei dati relativi alle posizioni manageriali rivela come a livello globale gli uomini occupino il 64% di questi ruoli, nell’Unione Europea il 66% e in Italia il 67%.

 

**Per quanto riguarda invece la governance** è importante sottolineare come la certificazione ISO 9001, indice di un sistema di gestione della qualità efficace, sia meno diffusa nelle aziende italiane (46%) rispetto alla media mondiale (54%) ed europea (53%).

 

**Simone Rampichini, Senior Director of Synesgy at Crif:** “*Le aziende che hanno una valutazione compresa tra A (buon livello di sostenibilità) e B (ottimo livello di sostenibilità) presentano un rischio di liquidazione giudiziale minore del 30% rispetto a quelle che hanno un livello insufficiente (E).* *Questo dato sottolinea l’importanza di rafforzare ulteriormente l’integrazione dei principi ESG all’interno dei processi decisionali aziendali*”.

 

Per consultare tutti i dati dell’osservatorio visitare il sito [https://www.synesgy.com/en/observatory/](https://www.synesgy.com/en/observatory/).

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Fonte: [Il 49% delle imprese italiane utilizza energie rinnovabili (la media europee è del 46%)](https://giornaledellepmi.it/il-49-delle-imprese-italiane-utilizza-energie-rinnovabili-la-media-europee-e-del-46/), Il Giornale delle PMI.
