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title: "I NEET calano al 14,5% ma restano 1 milione 748mila nel 2 trimestre 2025"
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author: "Redazione"
published: 2025-12-16T06:30:00+01:00
modified: 2025-12-15T20:41:16+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# I NEET calano al 14,5% ma restano 1 milione 748mila nel 2 trimestre 2025

*Redazione · 16 Dicembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> L’aggiornamento trimestrale dei dati sul fenomeno NEET in Italia, a cura del Laboratorio Dedalo di Fondazione Gi Group, evidenzia un miglioramento generalizzato delle condizioni occupazionali o formative dei giovani, ma persistono diverse criticità.

Nel secondo trimestre 2025 il fenomeno NEET mostra un sensibile miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso complessivo tra i giovani tra i 15 e i 34 anni scende infatti dal 16,7% del 2° trimestre del 2024 al 14,5%, con un calo in termini assoluti di 251mila unità, da circa 1 milione 999mila a 1 milione 748mila.

 

Lo evidenzia l’aggiornamento al II trimestre 2025 a cura di “**Dedalo – Laboratorio permanente sul fenomeno NEET” di Fondazione Gi Group.** Lanciato a luglio 2025, il progetto, unico nel suo genere, ha istituito in Italia un Osservatorio continuativo e sistemico per conoscere, contrastare e prevenire l’incidenza dei giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi. L’iniziativa è realizzata in partnership con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, in collaborazione con ZeroNeet – il programma di contrasto al fenomeno dei Neet promosso da Fondazione Cariplo – e Fondazione Compagnia di San Paolo.

 

Scorrendo i dati dell’analisi, la diminuzione del tasso di NEET attraversa tutte le fasce d’età, con i progressi più marcati nella fascia 20-24 anni (dal 17,7% al 14,3%). **Rilevante anche la diminuzione della quota di NEET tra i giovani di 30-34 anni**, ovvero coloro che più probabilmente sono già usciti dal sistema di istruzione, dove l’incidenza scende dal 22,8% al 20,6%.

 

## **Si allarga il gender gap, che aumenta con l’età**

 

Il calo del tasso di NEET interessa entrambe le componenti di genere – le donne passano infatti dal 19,8% al 18,1% (-1,8 pp), mentre gli uomini dal 13,7% e all’11,2% (-2,5 pp) – anche se la distanza tra i due gruppi rimane e anzi si amplia, segnalando un rafforzamento delle opportunità di inserimento o reinserimento più evidente sul lato maschile.

 

Le differenze di genere crescono al crescere dell’età, con gap di particolare rilevanza nelle fasi centrali del percorso giovanile. Tra i 25-29enni, infatti, l’incidenza femminile raggiunge il 23,9%, quasi dieci punti in più rispetto agli uomini (14,0%). Un divario ancora più ampio nella fascia 30-34 anni, dove le donne arrivano al 29% contro il 12,5% degli uomini.

 

## **Calano i NEET tra i diplomati, le donne restano svantaggiate in tutti i livelli educativi**

 

Per quanto riguarda il titolo di studio, il calo più evidente della percentuale di NEET si osserva tra i giovani 25-34 anni con diploma, che passano dal 22,6% al 18,2%. Se un calo si registra anche tra i laureati (-0,7 punti percentuali, al 9,8%), gruppo che già partiva da livelli più bassi, il tasso di NEET aumenta invece per chi ha conseguito al massimo la scuola secondaria inferiore, dal 38% al 39,8%.

 

L’incidenza del fenomeno in questa fascia di età mostra inoltre differenze molto marcate tra uomini e donne all’interno di ciascun livello educativo. Tra chi ha al più la scuola secondaria inferiore, il tasso raggiunge il 60,3% tra le donne, più del doppio rispetto agli uomini (24,5%). Anche tra i diplomati l’incidenza si mantiene significativamente più alta tra le donne (26,8%) rispetto agli uomini (11,4%), segnalando che il possesso di un diploma riduce il rischio di essere NEET, ma continua a farlo in maniera meno efficace per la componente femminile. Il divario si riduce, ma non scompare, tra i laureati, dove il tasso scende all’11,3% per le donne, mentre si colloca al 7,6% per gli uomini.

 

## **Persiste il divario Nord Sud**

 

L’arretramento generalizzato del fenomeno dei NEET nel secondo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo 2024 interessa tutte le aree geografiche, anche se il divario storico tra Nord e Mezzogiorno resta molto pronunciato.

 

Nel Nord-Est l’incidenza dei NEET 15-34 anni scende dal 10,1% del secondo trimestre 2024 all’8,3% del 2025, con tuttavia un divario di genere particolarmente ampio (12,6% donne vs 4,4% uomini). Anche il Nord-Ovest conferma un andamento favorevole, passando dal 10,4% al 9,9%, anche se resta la differenza di genere (13,4% vs 6,7%).

 

Se anche nel Centro il tasso scende dal 13,1% al 12,0%, il quadro cambia profondamente nel Mezzogiorno dove l’incidenza complessiva, pur in calo dal 26,6% al 22,4%, è quasi tripla rispetto al Nord-Est, e il divario di genere si amplia ulteriormente: il 26,2% tra le donne contro il 18,9% tra gli uomini. Nelle Isole i livelli risultano ancora più elevati, arrivando al 23,9% (dal 27%) complessivo. Anche qui le donne presentano un’incidenza molto alta (27,4%) rispetto agli uomini (20,6%).

 

## **Diminuiscono gli scoraggiati, aumentano i NEET per ragioni familiari e i disoccupati di lungo periodo**

 

Anche la composizione interna dei NEET secondo la classificazione Dedalo – che offre una lettura del fenomeno a una profondità senza precedenti – mostra cambiamenti significativi nel secondo trimestre 2025 a confronto con lo stesso periodo del 2024.

 

I dati mostrano infatti un **calo per i NEET in transizione, che scendono dal 10% al 7,3%**, così come per gli scoraggiati, che passano dall’11,3% al 9,9%, e i disoccupati di brevissima durata (1-5 mesi), dal 7,3% al 5,5%.

 

Al contrario, **cresce in modo importante la categoria dei NEET per ragioni familiari, che passa dal 13,2% al 17,5%.** Trend affine per i disoccupati da 6 a 11 mesi e i disoccupati da almeno un anno, tra i quali la percentuale cresce rispettivamente da 4,9% a 6,8% e da 15,2% a 15,7%.

 

## **NEET per responsabilità familiari: 27% donne, 3% uomini**

 

Anche le motivazioni che conducono alla condizione di NEET mostrano differenze rilevanti tra uomini e donne. Tra gli uomini prevalgono soprattutto le condizioni legate alla disoccupazione: i disoccupati da oltre un anno raggiungono il 21,6%, quasi il doppio rispetto alle donne (11,9%), mentre tra i disoccupati da 6 a 11 mesi gli uomini arrivano al 8,8%, contro il 5,4% delle donne. Anche tra coloro che sono in attesa di risposte dopo una candidatura si osserva una differenza significativa (14,4% degli uomini rispetto all’8,8% delle donne) così come fra chi risulta scoraggiato (13,3% uomini rispetto al 7,8% delle donne).

 

Le donne, invece, risultano maggiormente coinvolte in condizioni legate ai carichi familiari o di cura. La categoria più critica è quella delle responsabilità familiari, dove l’incidenza femminile raggiunge il 26,6%, contro appena il 3,2% degli uomini. Anche nelle responsabilità di cura per scelta (13,2% contro 0,3%) e nella cura resa necessaria dai costi dei servizi (4,3% contro 0,7%) le donne registrano valori sensibilmente superiori.

 

Il progetto è accessibile all’indirizzo **[fondazione.gigroup.it/dedalo](http://fondazione.gigroup.it/dedalo).**

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Fonte: [I NEET calano al 14,5% ma restano 1 milione 748mila nel 2 trimestre 2025](https://giornaledellepmi.it/i-neet-calano-al-145-ma-restano-1-milione-748mila-nel-2-trimestre-2025/), Il Giornale delle PMI.
