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title: "I contagi da Covid-19 sul lavoro all’origine di un quarto del totale delle denunce d’infortunio e di un terzo dei casi mortali"
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author: "Redazione"
published: 2021-07-21T07:06:05+02:00
modified: 2021-07-20T16:03:20+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "SALUTE-SICUREZZA"]
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# I contagi da Covid-19 sul lavoro all’origine di un quarto del totale delle denunce d’infortunio e di un terzo dei casi mortali

*Redazione · 21 Luglio 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Nel nuovo numero di Dati Inail l’analisi dell’effetto Covid sull’andamento infortunistico nel 2020. L’emergenza sanitaria sta influenzando anche i primi mesi di quest’anno, ma da febbraio il trend delle infezioni di origine professionale è in sensibile diminuzione.

All’indomani della presentazione della Relazione annuale 2020 alla Camera dei deputati, il numero speciale del periodico Dati Inail pubblicato oggi, a cura della Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, dedica un’approfondita analisi alla situazione degli infortuni e delle malattie professionali nel periodo della pandemia, che ha avuto un impatto negativo anche in ambito lavorativo. Un quarto del totale delle denunce d’infortunio e un terzo di quelle con esito mortale pervenute all’Inail nel 2020 sono, infatti, dovute al contagio da Covid-19.

 

**L’impatto della pandemia sul confronto con il 2019.** Il confronto tra il 2019 e il 2020 risente di alcuni fattori collegati all’emergenza sanitaria che hanno fortemente condizionato l’andamento infortunistico dell’anno scorso: la sospensione su tutto il territorio nazionale, tra marzo e maggio, di ogni attività produttiva considerata non essenziale, ai fini del contenimento dell’epidemia, la contemporanea chiusura delle scuole e la difficoltà incontrata dalle imprese nel riprendere la produzione a pieno regime nel periodo post lockdown. Le chiusure mirate, le limitazioni alla circolazione stradale e il massiccio ricorso allo smart working hanno avuto l’effetto collaterale di ridurre l’esposizione al rischio di infortuni sul lavoro “tradizionali”, compresi quelli “in itinere”, avvenuti cioè nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro, abbattendone sensibilmente il numero rispetto al 2019, sia per il totale dei casi sia per quelli con esito mortale.

 

**I decessi “in itinere” in calo di un terzo ma +50,1% per quelli avvenuti “in occasione di lavoro”**. A compensare questi effetti, precisa Dati Inail, sono però intervenuti gli infortuni sul lavoro legati alle infezioni da Covid-19 di origine professionale che, aggiungendosi alle denunce “tradizionali”, hanno avuto due distinte conseguenze: da un lato il ridimensionamento del calo delle denunce di infortunio in complesso rispetto all’anno precedente, dall’altro l’incremento dei casi mortali, su cui ha influito la particolare letalità del virus. I decessi sul lavoro denunciati all’Istituto nel 2020 sono stati, infatti, 1.538, 333 in più rispetto ai 1.205 registrati nel 2019 (+27,6%). Questo incremento è la sintesi di un diverso andamento nelle modalità di accadimento dell’infortunio: le denunce di infortuni mortali in itinere (226 casi) sono diminuite rispetto all’anno precedente del 31,7%, per effetto della riduzione della circolazione stradale come misura di contenimento della pandemia, a fronte di un notevole aumento (+50,1%) dei decessi denunciati in occasione di lavoro (1.312).

 

**Le denunce complessive sono 74mila in meno.** L’analisi sul totale dei casi rileva, alla data dello scorso 30 aprile, 571.198 infortuni sul lavoro denunciati all’Istituto nel 2020, circa 74mila in meno rispetto alle 644.993 del 2019 (-11,4%). Questa riduzione è il risultato di due diminuzioni marcatamente diverse per la modalità di accadimento degli infortuni: se quelli in occasione di lavoro (505.736) sono diminuiti del 6,2%, nonostante la presenza delle denunce da Covid-19, quelli in itinere (65.462) sono calati del 38,2%. Il minor numero di incidenti stradali si conferma anche tra gli infortuni in occasione di lavoro. I 13mila casi che hanno visto coinvolti mezzi di trasporto, con il coinvolgimento di conducenti professionali come camionisti e tassisti, sono infatti diminuiti del 31,8%.

 

**Quasi sette contagi su 10 tra il personale sanitario e parasanitario.** Nell’anno della pandemia gli infortuni in itinere sono diminuiti in tutte le gestioni assicurative, mentre quelli in occasione di lavoro segnano valori in aumento rispetto al 2019 solo nell’Industria e servizi, che ha fatto segnare un incremento del 7,9%, trainato quasi esclusivamente da un settore esposto a un elevato rischio di contagio e a stress lavorativi rilevanti come quello della Sanità e assistenza sociale, passato dai circa 28.500 casi del 2019 agli oltre 96mila del 2020 (+236,5%), passando dai 28.500 casi circa del 2019 agli oltre 96mila del 2020. Quasi il 70% dei contagi professionali da Covid-19 del 2020 ha infatti interessato il personale sanitario e parasanitario. Tra gli altri settori che hanno registrato incrementi rispetto all’anno precedente spiccano l’amministrazione pubblica, e in particolare gli organismi preposti alla sanità come le Asl (+74,3%), l’agricoltura industriale (+48,6%) e alcune attività del manifatturiero che rientrano tra quelle essenziali e, di conseguenza, sono rimaste sempre attive, come le produzioni farmaceutiche (+5,1%).

 

**Gli unici incrementi rilevati tra gli over 45 e in Valle d’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Trento.** Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati, tranne per le fasce 50-64 anni (+6,5%), 45-49 anni (+2,5%) e 65-69 anni (+1,4%). L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese, più contenuto nel Nord-Ovest (-2,0%) e più accentuato al Centro (-18,0%), nelle Isole (-17,4%), al Sud (-15,3%) e nel Nord-Est (-13,5%). Le regioni con il minor decremento sono Campania (-3,6%), Lombardia (-4,3%) e Liguria (-7,3%), mentre quelle con i decrementi maggiori sono Calabria (-26,9%), Umbria (-24,6%) e Molise (-22,9%). Gli unici incrementi rispetto al 2019 sono quelli rilevati in Valle d’Aosta (+17,5%), Piemonte (+5,7%) e provincia autonoma di Trento (+2,1%).

 

**Forte flessione anche per le malattie professionali denunciate.** Come per il totale degli infortuni, anche il calo delle denunce di malattia professionale rispetto al 2019 è stato notevole. Le 44.955 patologie denunciate nel 2020, con 31.433 lavoratori coinvolti, sono infatti oltre 16mila in meno rispetto alle 61.201 dell’anno precedente (-26,6%). La diminuzione ha riguardato tutti i tipi di malattie: quelle muscolo-scheletriche (poco più di 30mila casi, il 67,5% di tutte le denunce protocollate nel 2020) sono calate del 25,8%, quelle del sistema nervoso (oltre cinquemila, soprattutto sindromi del tunnel carpale) del 23,6%, le ipoacusie (tremila) del 31,6%, quelle respiratorie (poco meno di duemila) del 36,8% e i tumori (quasi 1.700) del 36,2%. L’effetto Covid è evidente anche in questo caso: se la sospensione temporanea o la chiusura nel corso dell’anno di molte attività ha, da una parte, ridotto l’esposizione al rischio di contrarre patologie, dall’altra lo stato di emergenza può aver reso difficoltoso, disincentivandolo o semplicemente rimandandolo, il ricorso ai presidi sanitari e amministrativi propedeutici alla presentazione della denuncia.

 

**Il bilancio provvisorio del 2021.** L’impatto della pandemia in ambito lavorativo non è limitato solo al 2020 ma sta influenzando anche i primi mesi di quest’anno, con un trend delle infezioni di origine professionale che comunque dallo scorso mese di febbraio è in sensibile diminuzione. Il confronto con i primi cinque mesi del 2020 evidenzia per il 2021 un aumento sia degli infortuni in occasione di lavoro (+5,2%) sia di quelli in itinere (+10,0%). Al netto dei casi di contagio da Covid-19, si registra un aumento complessivo ancora più accentuato (+14,4% contro il +5,7% al lordo dei contagi). In particolare, le denunce di infortuni avvenuti in occasione di lavoro, modalità di accadimento da considerare ai fini degli effetti del virus, aumentano del 15%, triplicando l’incremento al lordo dei casi Covid-19 (+5,2%). Il bilancio provvisorio del 2021 è particolarmente critico sul fronte delle morti sul lavoro “tradizionali”. I decessi denunciati tra gennaio e maggio sono stati infatti 434, due in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+0,5%) e ben 43 in più rispetto al 2019 (+11,0%). Il trend delle malattie professionali, con quasi 24mila denunce nei primi cinque mesi di quest’anno, mostra invece un aumento del 43,4% rispetto all’analogo periodo del 2020 e un calo del 12,6% rispetto al 2019.

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Fonte: [I contagi da Covid-19 sul lavoro all’origine di un quarto del totale delle denunce d’infortunio e di un terzo dei casi mortali](https://giornaledellepmi.it/i-contagi-da-covid-19-sul-lavoro-allorigine-di-un-quarto-del-totale-delle-denunce-dinfortunio-e-di-un-terzo-dei-casi-mortali/), Il Giornale delle PMI.
