A marzo, i dati previsionali dell’indagine PMI® hanno mostrato un aumento dell’attività economica dell’eurozona per il terzo mese consecutivo. Il tasso di espansione risulta marginalmente più veloce dei primi due mesi dell’anno, restando comunque lieve. Per la prima volta in due anni, la produzione manifatturiera è aumentata, unendosi alla crescita del terziario. L’incremento complessivo della produzione è stato rilevato malgrado l’ulteriore riduzione del flusso dei nuovi ordini, mentre l’occupazione si è stabilizzata ed i prezzi, sia di vendita che di acquisto, hanno indicato tassi di rialzo più lievi.
Produzione e domanda
Dopo le opportune destagionalizzazioni, l’Indice HCOB Flash PMI Composito della Produzione dell’eurozona, calcolato sulla base dell’85% circa delle risposte solitamente raccolte dall’indagine e redatto da S&P Global, è salito a marzo a 50.4 da 50.2 di febbraio, segnalando il terzo mese consecutivo di marginale espansione dell’attività economica dell’eurozona. Sebbene lieve, quest’ultimo aumento è stato il più rapido da agosto dello scorso anno.
L’incremento complessivo della produzione rispecchia la crescita sia del manifatturiero che del terziario. Le aziende dei servizi hanno indicato il quarto mese consecutivo di aumento dell’attività, ma a un tasso di espansione rallentato ai minimi della sequenza. Allo stesso tempo, la produzione manifatturiera è tornata in crescita per la prima volta in due anni e al tasso più alto da maggio 2022.
La crescita di marzo è stata sostenuta dalla Germania, grazie in parte alla ripresa dell’espansione della produzione manifatturiera. Complessivamente, si tratta del più rapido incremento in dieci mesi. D’altra parte, l’attività economica francese è diminuita per il settimo mese consecutivo, anche se il tasso di contrazione è rallentato rispetto a febbraio. Nel frattempo, il resto dell’eurozona ha registrato un nuovo e forte aumento della produzione, estendendo l’attuale sequenza di crescita a 15 mesi.
Alla fine di questo primo trimestre dell’anno, se l’attività economica complessiva è aumentata per il terzo mese consecutivo, le aziende hanno continuato a indicare un declino dei nuovi ordini, in contrazione nell’eurozona in ciascuno dei dieci mesi passati e a un tasso di riduzione simile a febbraio. Il flusso delle commesse ricevute si è ridotto sia nel manifatturiero che nel terziario, anche se nel primo il calo è stato il meno forte nell’attuale sequenza di contrazione che dura da quasi tre anni. Anche i nuovi ordini esteri sono diminuiti, ma a un tasso invariato rispetto al mese scorso, che peraltro è il più debole da maggio 2022, mese in cui si è registrato lo stesso valore.
Occupazione
Con la produzione che continua a crescere, le aziende dell’eurozona hanno segnato la conclusione del periodo di tagli occupazionali che si estendeva fino ad agosto 2024. A marzo, i posti di lavoro sono rimasti complessivamente invariati, con una crescita più rapida degli organici terziari e una riduzione minore di quelli manifatturieri. Nonostante siano state registrate nuove contrazioni dei livelli del personale nelle due maggiori economie dell’eurozona (Germania e Francia), lo scenario complessivo dell’occupazione ha indicato una stabilizzazione. Il resto dell’eurozona ha indicato forti espansioni degli organici, posizionandosi tra i valori più alti dallo scorso giugno.
Con la stabilità dei livelli occupazionali di marzo, le aziende hanno potuto gestire il carico di lavoro e ridurre il livello delle commesse inevase, che continua a diminuire su base mensile da due anni. L’ultimo calo è stato forte e il più rapido in quattro mesi.
Prezzi
A marzo, il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto è diminuito, concludendo 5 mesi consecutivi di accelerazione. L’ultimo rialzo è stato il più debole da novembre dello scorso anno e più lento della media di serie. Le ragioni del rallentamento sono dovute ai valori registrati dal terziario, anche se quelli registrati dal settore sono rimasti comunque elevati. I prezzi di acquisto del manifatturiero hanno indicato un debole rialzo, restando comunque il più netto da agosto scorso.
Anche il rialzo dei prezzi di vendita è stato più lento a fine del primo trimestre, segnando il più debole tasso di inflazione finora quest’anno. La tendenza inflazionistica delle tariffe applicate ai clienti del terziario si è indebolita, mentre i prezzi imposti dal manifatturiero sono aumentati per la prima volta in sette mesi. In Germania, i prezzi di vendita hanno indicato un rialzo più debole, mentre la Francia e il resto dell’eurozona hanno indicato tassi inflazionistici invariati rispetto a febbraio.
Scorte e catene di fornitura
I segnali di ripresa del settore manifatturiero dell’eurozona hanno diminuito il trend di riduzione dell’attività di acquisto di marzo. Quest’ultimo calo è stato elevato, ma il più debole da agosto 2022. Si sono registrate nuove diminuzioni delle giacenze sia degli acquisti che dei prodotti finiti. Contemporaneamente, i tempi medi di consegna hanno continuato ad accorciarsi per il secondo mese consecutivo e al valore maggiore in nove mesi.
Prospettive future
I dati raccolti a marzo hanno indicato il secondo calo mensile consecutivo della fiducia, rimasta peraltro debole rispetto alla media di serie. L’ottimismo sulle prospettive di attività nei prossimi 12 mesi ha indicato il valore più basso da novembre scorso, con un calo rilevato sia nel manifatturiero che nel terziario. Le aziende francesi si sono mostrate pessimiste sulle proiezioni di crescita, mentre quelle tedesche hanno indicato più fiducia di febbraio. Nel resto dell’eurozona si è di nuovo registrato un forte livello di ottimismo, anche se indebolito rispetto al mese scorso.
Commento
Analizzando I dati PMI flash Dr. Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “Proprio con l’inizio della primavera potremmo vedere spuntare i primi germogli di una rinascita del manifatturiero. Se non dobbiamo lasciarci prendere la mano dai risultati di un singolo indicatore, è comunque degno di nota che le aziende manifatturiere abbiano registrato un’espansione della produzione per la prima volta da marzo 2023. È inoltre incoraggiante che l’indice della produzione sia aumentato per tre mesi di fila. Tutto ciò si accompagna ad un notevole indebolimento del calo dei nuovi ordini e dell’occupazione. Gli entusiasmi potrebbero essere frenati dal pensiero che il miglioramento registrato dal manifatturiero è solo un fattore temporaneo dovuto all’ondata di importazioni dagli Stati Uniti causata dal timore dei dazi doganali. Eppure, considerando l’intenzione dell’Europa di fare enormi investimenti sulla difesa e le infrastrutture (la Germania ha approvato solo la scorsa settimana uno storico pacchetto fiscale equivalente), la speranza di una ripresa più duratura sembra ben fondata. Lo sviluppo dei prezzi nel terziario, che è sotto stretta osservazione della BCE, sarà una buona notizia per le “colombe” delle politiche monetarie. Sia quelli di vendita che di acquisto hanno rallentato la tendenza al rialzo dei mesi precedenti. L’inflazione dei costi più bassa indica minor pressione dei salari, uno dei principali fattori delle spese affrontate nel settore terziario ad alta intensità di manodopera. Allo stesso tempo, nel manifatturiero, l’aumento sia dei prezzi di acquisto che di vendita resta moderato, grazie anche al calo del costo dell’energia. Ci sono però molti rischi nel radar della BCE, quali i potenziali dazi di ritorsione dagli Stati Uniti, le misure per arginare i beni provenienti dalla Cina, e gli aumenti sui generi alimentari dovuti ai fenomeni atmosferici estremi. Tali fattori, uniti all’incertezza, fanno esitare alcuni membri della BCE sulle decisioni di adozione di tagli troppo aggressivi. È interessante notare che a marzo la Germania ha superato la Francia, suo principale partner commerciale, sia nella produzione manifatturiera che nell’attività terziaria. Eppure, se allarghiamo la visuale storica e guardiamo ai due anni passati, l’industria francese si è contratta solo di circa l’1% dall’inizio del 2023, mentre quella tedesca è crollata grossomodo dell’8%. In questo senso, la Germania ha potenzialmente molto da recuperare. Nel settore terziario le aspettative economiche sono nettamente inferiori alla media, mentre nel manifatturiero sono nella media, il che è incredibile date le difficoltà cui le aziende sono sottoposte tra dazi, tensioni geopolitiche e incertezze sulle politiche monetarie. E’ probabile che l’Europa colga l’opportunità e mostri più unità sulle riforme, sulle spese sulla difesa e nel completare l’unione dei mercati dei capitali, tanto per citare alcune possibilità. Questo potrebbe lanciare un chiaro segnale che la posizione europea, quale centro degli affari, nei prossimi anni si prepara a rafforzarsi.”