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title: "Gomma e plastica: due settori che valgono complessivamente oltre 23 miliardi e impiegano 140mila addetti affrontano una situazione congiunturale complessa"
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author: "Redazione"
published: 2022-06-27T07:05:23+02:00
modified: 2022-06-26T10:47:38+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Gomma e plastica: due settori che valgono complessivamente oltre 23 miliardi e impiegano 140mila addetti affrontano una situazione congiunturale complessa

*Redazione · 27 Giugno 2022 · Il Giornale delle PMI*

> Presentato durante l’Assemblea Pubblica di Federazione Gomma Plastica, l’andamento dei comparti gomma e plastica nel contesto economico nazionale e internazionale.

*Dalle rilevazioni del Centro Studi Confindustria emergono forti preoccupazioni sui costi dell’****energia e su quelli delle materie prime.*** *Più che raddoppiata l’incidenza di questi costi sul totale di quelli di produzione nei settori della gomma e della plastica (+105%).*

 

*Questi rincari sono dovuti al contesto internazionale e rischiano di mettere in seria difficoltà due comparti che sino ad oggi si sono mostrati solidi, impiegando oltre* ***140 mila addetti*** *e raggiungendo nel 2021 un fatturato complessivo di oltre* ***23 miliardi di euro*** *ossia l’****1,3% del PIL italiano***

 

*“I settori della gomma e della plastica (due comparti che attualmente contano **140.000 addetti e che nel 2021 hanno superato i 23 miliardi di euro di fatturato in Italia**), nonostante le difficoltà legate* *all’aumento dei costi energetici e alla crescente complessità di reperimento delle materie prime, oltre che ai gravi problemi logistici dovuti al difficilissimo contesto internazionale, continuano a svolgere un ruolo di primo piano non solo nelle filiere industriali strategiche del nostro Paese**, ma anche in quelle internazionali* *–* commenta **Marco Do, Presidente di Federazione Gomma Plastica**. – *È però evidente che il quadro della situazione presentato dal Centro Studi Confindustria ci preoccupa molto*: *settori importanti e solidi come i nostri si trovano ad affrontare una situazione che non vedevamo da decenni e che può portare a conseguenze pesanti sulla marginalità dei due comparti*.*”*

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/06/grafico.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/06/grafico.png)

 

Il **Centro Studi Confindustria** ha evidenziato i temi di maggiore importanza per le imprese e le filiere industriali italiane, facendo **luce sulle criticità** che stanno attraversando in termini di **costi dell’energia, carenza di materie prime e problemi logistici,** dovuti principalmente al conflitto in corso in Ucraina, dopo due anni di pandemia.

 

“*La Federazione Gomma Plastica ha intrapreso con coraggio la strada del cambiamento, tenendo saldi i propri valori e accelerando il passo in risposta alle trasformazioni recenti del contesto economico, sociale e attuale* – sottolinea **Alberto Marenghi, Vice Presidente di Confindustria con delega all’Organizzazione, Sviluppo e Marketing** – *un approccio che si lega anche a un’attenzione crescente ai temi del marketing e della comunicazione. I risultati sono tangibili: aver saputo insistere su alcuni temi di primo piano per le imprese – come la plastic tax, introdotta nel 2019 e più volte rinviata per merito dell’azione incisiva di Confindustria e della Federazione – e aver proposto soluzioni di medio e lungo periodo per attutire l’impatto del caro-energia. La Federazione è riuscita a trasferire all’esterno in modo chiaro il valore di essere network: lo confermano le 23 nuove acquisizioni registrate nel 2021 e la crescita del 4% della base associativa. Risultati ancora più importanti perché raggiunti nella fase complessa che ancora stiamo attraversando*”.

 

*“La produzione dell’industria italiana della gomma è aumentata del 19% nel 2021 riportandosi quasi ai livelli del 2019, ma è in frenata nel 1° trimestre 2022 (-2%). La redditività si è nettamente ridotta – afferma* **il Presidente di Assogomma Livio Beghini** *– Tutto ciò è dovuto ad aumenti generalizzati dei costi delle materie prime, dei noli e dei trasporti, a cui si sono sommati quelli del tutto imprevisti dei prodotti energetici. Da ultimo il conflitto bellico che, oltre a produrre generali effetti depressivi, per la nostra industria assume una connotazione particolare visto che importiamo da quelle aree circa il 40% di alcune materie prime strategiche come il carbon black e il cord metallico. Quest’ultimo da giugno è addirittura sottoposto a divieto all’importazione in UE. Le difficoltà di adeguare le nostre condizioni economiche agli aumenti dei costi, unitamente alla non disponibilità di materiali, potrebbero tradursi in prospettiva in fermi produttivi.”*

 

*“Il nostro settore –* dichiara il **Presidente di Unionplast, Marco Bergaglio** *– stava per sollevarsi dalla crisi legata alla pandemia, ma i rincari di energia e materie prime hanno proiettato una lunga ombra sulle prospettive di ripresa del comparto, a cui si aggiunge la temutissima partenza nel 2023 della Plastic Tax, con tutti i dubbi mai risolti che si porta dietro; tassa che non comporterà nessun investimento per il settore in particolare per l’economia circolare, creando al contrario una ulteriore contrazione del mercato e un trasferimento del costo sul consumatore finale. Le misure alternative esistono.”*

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Fonte: [Gomma e plastica: due settori che valgono complessivamente oltre 23 miliardi e impiegano 140mila addetti affrontano una situazione congiunturale complessa](https://giornaledellepmi.it/gomma-e-plastica-due-settori-che-valgono-complessivamente-oltre-23-miliardi-e-impiegano-140mila-addetti-affrontano-una-situazione-congiunturale-complessa/), Il Giornale delle PMI.
