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title: "Gestione del Rischio: solo l’8% delle aziende italiane dispone di una visione integrata del rischio fornitori"
url: https://giornaledellepmi.it/gestione-del-rischio-solo-l8-delle-aziende-italiane-dispone-di-una-visione-integrata-del-rischio-fornitori/
author: "Redazione"
published: 2026-05-15T06:45:35+02:00
modified: 2026-05-14T19:23:50+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Gestione del Rischio: solo l’8% delle aziende italiane dispone di una visione integrata del rischio fornitori

*Redazione · 15 Maggio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Il report IUNGO mette in luce un divario ancora marcato tra la crescente consapevolezza strategica del rischio di filiera e la reale maturità operativa delle imprese.

In un contesto economico sempre più complesso e interconnesso, la gestione del rischio di filiera si conferma una priorità strategica per le imprese. È quanto emerge dall’indagine *La Gestione del Rischio di Filiera a 360°* di IUNGO, condotta su 350 aziende italiane o con sede in Italia, che evidenzia come a fronte di una crescente consapevolezza dell’importanza del tema, molte aziende si trovino a un livello di maturità ancora intermedio e processi di analisi del rischio spesso frammentati, non integrati e solo parzialmente digitalizzati.

 

Il report si sviluppa attorno a quattro aree chiave, analizzando innanzitutto come le aziende valutano oggi **i rischi lungo la filiera**, per poi approfondire gli strumenti utilizzati per monitorare la **solidità economico-finanziaria dei partner**. Esamina inoltre il livello di attenzione dedicato al **rischio informatico nella supply chain** e, infine, valuta quanto le **metodologie adottate** siano efficaci, insieme alla propensione delle imprese a investire in soluzioni più evolute.

 

Il primo ambito mostra che il monitoraggio del rischio fornitori è sempre più riconosciuto come strategico, ma il livello di maturità dei processi resta ancora limitato. Nonostante oltre la metà delle imprese lo consideri prioritario, la gestione è per lo più frammentata: nel 69% dei casi le aree di rischio sono tracciate separatamente e nel 23% tramite aggregazioni manuali, mentre solo l’8% dispone di sistemi integrati e automatizzati. Questo evidenzia un divario tra rilevanza strategica e capacità operativa, con approcci ancora parziali e poco efficaci nel supportare decisioni tempestive.

 

La mancata adozione di sistemi avanzati dipende soprattutto da due fattori: la priorità data a obiettivi di breve termine, come la riduzione dei costi, e la non completa strutturazione dei processi interni, che ostacola l’introduzione di strumenti più evoluti.

 

Infine, emerge una coerenza tra rischi percepiti e monitorati dove l’attenzione si concentra principalmente sulla performance operativa dei fornitori e sulla solidità economico-finanziaria, mentre l’inclusione di aspetti organizzativi e certificazioni indica un progressivo ampliamento e consolidamento dei processi di gestione del rischio lungo la supply chain.

 

L’analisi relativa al rischio economico-finanziario dei fornitori evidenzia una maturità ancora disomogenea nella sua gestione: gli strumenti sono diffusi (67%), ma l’applicazione resta frammentata e non sistematica. Il monitoraggio continuativo è limitato (25%) e la valutazione è spesso selettiva, concentrata su fornitori nuovi o critici, mentre solo il 17% estende l’analisi a tutto il parco fornitori, indicando una copertura ancora parziale del rischio.

 

Sul piano analitico emerge una polarizzazione: l’80% delle aziende adotta un’analisi approfondita basata su indicatori o report completi, contro un 20% che si limita a metriche sintetiche. Anche la frequenza di aggiornamento non è sempre continuativa, segnalando pratiche talvolta episodiche o reattive. Infine, il fatto che il 50% delle aziende dichiari di aver già sperimentato problematiche economico-finanziarie con i fornitori sottolinea la concretezza del rischio e la necessità di evolvere verso modelli più strutturati, estesi e continui.

 

Ancora più evidente il ritardo nel terzo ambito dedicato al rischio informatico nella supply chain dove i dati mostrano una gestione del rischio informatico dei fornitori ancora iniziale e poco strutturata e un approccio ancora poco integrato nel vendor management, con scarsa sistematicità, copertura limitata e un’impostazione prevalentemente reattiva. Solo l’8,3% delle aziende utilizza provider esterni specializzati per la cybersecurity, mentre il 50% non li utilizza e il 41,7% non sa rispondere, indicando scarsa diffusione e consapevolezza.

 

Sul piano operativo, il monitoraggio è frammentato e privo di standard: le poche aziende che aggiornano le valutazioni lo fanno con modalità distribuite ma marginali. Il 50% non effettua alcuna valutazione di cybersecurity, mentre il 25% si limita ai nuovi fornitori e il 16,7% ai fornitori strategici. A ciò si aggiunge che l’83% non ha mai avuto esperienza diretta di incidenti informatici legati ai fornitori, elemento che contribuisce a una bassa percezione di priorità del rischio.

 

Sul piano operativo e informativo, l’ultima sezione dell’indagine mette in luce come i processi di gestione del rischio fornitori, pur essendo presenti, risultino generalmente leggeri in termini di effort operativo ma ancora limitati sotto il profilo dell’efficacia informativa. Il 55,6% delle aziende dedica meno di 4 ore al mese alla gestione e aggiornamento dei dati, mentre solo il 44% dispone di informazioni in tempo reale. Le principali criticità riguardano la scarsa fruibilità dei dati (55%), la mancanza di aggiornamenti tempestivi (23%) e la presenza di informazioni parziali o difficilmente correlabili all’impatto economico (22%). Pur riconoscendo un livello discreto di affidabilità e chiarezza delle metriche (66%), le imprese evidenziano difficoltà nel trasformare i dati in strumenti realmente utili al supporto decisionale.

 

In generale, il livello di soddisfazione complessivo verso l’attuale gestione del rischio fornitori è pari a 2,4 su 5, segnalando un sistema ancora lontano da una piena efficacia operativa e strategica. In prospettiva, le aziende indicano come priorità il rafforzamento della resilienza e della sostenibilità della filiera, la riduzione dell’impatto economico dei fermi fornitura, il miglioramento della rapidità e oggettività delle decisioni e la capacità di intercettare vulnerabilità non immediatamente visibili.

 

“*Oggi la gestione del rischio di filiera non può più essere considerata una scelta accessoria: è una leva strategica decisiva per la crescita e la resilienza delle imprese. Investire in modelli integrati, digitali e predittivi significa dotarsi degli strumenti per anticipare le criticità, prendere decisioni più consapevoli e trasformare l’incertezza in opportunità,”* commenta **Micaela Valent, COO Area Solutions di IUNGO**. *“Le aziende che sapranno compiere questo salto evolutivo non solo saranno più preparate ad affrontare le sfide future, ma diventeranno protagoniste del cambiamento nel proprio settore.*”

 

Dall’indagine emerge chiaramente come le aziende più evolute siano quelle che hanno già avviato percorsi di digitalizzazione e integrazione dei dati, adottando piattaforme in grado di offrire una visione olistica della filiera. Tuttavia, il gap tra realtà più mature e aziende meno strutturate rimane significativo. Per questo motivo diventa sempre più necessario passare da un approccio reattivo a uno proattivo, capace di anticipare criticità e supportare decisioni strategiche. In questo scenario, la collaborazione tra funzioni aziendali e l’adozione di strumenti avanzati diventano elementi chiave per garantire resilienza e competitività.

 

Il report integrale è disponibile a questo [link](https://share.hsforms.com/1cNMu2863T-i1kK4brzz_5wdab6?utm_source=hs_email&utm_medium=email&_hsenc=p2ANqtz--axNjtunwtYiw7K__1sCSadsMSqSwZL3VYL7PIv8V7EQgCupR2vVeLCwQpDlS2kQwBDQwi)

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Fonte: [Gestione del Rischio: solo l’8% delle aziende italiane dispone di una visione integrata del rischio fornitori](https://giornaledellepmi.it/gestione-del-rischio-solo-l8-delle-aziende-italiane-dispone-di-una-visione-integrata-del-rischio-fornitori/), Il Giornale delle PMI.
