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title: "Frena ancora la domanda di credito delle imprese (-4,2%), a soffrire di più sono ristorazione, turismo e tempo libero"
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author: "Redazione"
published: 2023-07-28T07:30:21+02:00
modified: 2023-07-27T17:57:37+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Frena ancora la domanda di credito delle imprese (-4,2%), a soffrire di più sono ristorazione, turismo e tempo libero

*Redazione · 28 Luglio 2023 · Il Giornale delle PMI*

> Nel I semestre le imprese individuali limitano la domanda di credito (-6,6%), mentre per le società di capitali il calo è del -3%. Cresce l’importo medio richiesto al +17,6%, attestandosi a 141.581 euro.

- *Nel I semestre le imprese individuali limitano la domanda di credito (-6,6%), mentre per le società di capitali il calo è del -3%.*
- *Cresce l’importo medio richiesto al +17,6%, attestandosi a 141.581 euro.*
- *Nei settori ristorazione, turismo e tempo libero continua ad aumentare il tasso di default, che raggiunge il 4%.*
- *Le imprese più in difficoltà sono quelle più piccole con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.*

 

Continua la contrazione del numero di **richieste di credito presentate dalle imprese italiane**, che nel secondo trimestre 2023 calano quasi del -5% sullo stesso trimestre dell’anno precedente, portando il dato complessivo del **primo semestre al -4,2% rispetto al pari periodo 2022.**

 

La frenata riguarda sia le **Società di capitali**, che hanno fatto registrare nel primo semestre un -3%, sia le **Imprese individuali**, per le quali la flessione è stata del **-6,6%**. Queste le principali evidenze dell’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF.

 

![andamento delle richieste di credito delle imprese italiane](https://www.crif.it/media/bivfalvf/andamento-richieste-di-credito-imprese-1.png?rmode=max&)

*Fonte: EURISC – Il sistema di Informazioni Creditizie di CRIF*

 

“*Il mercato industriale potrà attingere ai fondi europei per sostenere il tessuto economico locale e percorrere così nuove strade di innovazione e sostenibilità. Purtroppo, le piccole e medie imprese sono quelle che stanno soffrendo maggiormente la congiuntura economica sfavorevole, con l’aumento dei tassi e la perdita del potere di acquisto*” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

 

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge anche che l**’importo medio nel primo semestre dell’anno è in crescita del +17,6%** rispetto al pari periodo 2022 e si attesta a **141.581 euro**, ma con il secondo trimestre che mostra un rallentamento (+8,3%).

 

Analizzando la distribuzione e ranking per classe di importo, **la fascia sotto i 5mila euro cresce di quasi 1 punto percentuale e si attesta al 30,7% del totale delle richieste**, aumentando leggermente il distacco dalla seconda classe di importo, quella oltre i 50mila euro, che al contempo perde 1 punto percentuale, calando dal 29,2% al 28,2%.

 

|  | 1 semestre 2023 | 1 semestre 2022 |
| --- | --- | --- |
| Classe Importo Imprese | Distribuzione | Distribuzione |
| A. 0-5.000€ | 30,7% | 29,8% |
| B. 5.000€-10.000€ | 7,2% | 7,1% |
| C. 10.000€-20.000€ | 10,4% | 10,6% |
| D. 20.000€-50.000€ | 23,4% | 23,4% |
| E. Oltre 50.000€ | 28,2% | 29,2% |

 

Fonte: EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF

 

Per quanto riguarda le **Imprese individuali**, le richieste di credito hanno registrato un importo medio pari a **47.561** **euro** (+14,7% rispetto al corrispondente periodo 2022), con l’incidenza dello scaglione al di sotto dei 5.000 euro che raccoglie il 35,7% del totale.

 

Per quanto riguarda le **Società di Capitali**, invece, l’importo medio richiesto ammonta a **185.670 euro**, segnando un incremento del +16,9% rispetto alla corrispondente rilevazione dell’anno scorso. Nel dettaglio, guardando alla classe di importo, il 33,3% delle richieste di questo segmento di imprese presenta un importo superiore ai 50.000 Euro.

 

A livello regionale nel I semestre 2023 si registra un andamento fotocopia di quanto accade a livello nazionale, rispetto al 2022 infatti la domanda di finanziamento è in contrazione in 16 regioni su 20, con un’unica regione in crescita, ovvero la Sicilia (+3,5%). Viceversa, l’importo medio cresce in doppia cifra in 14 regioni su 20, la variazione rimane invece più contenuta in Basilicata e Umbria; mentre si contrae per Trentino-Alto Adige, Molise e Calabria.

 

**Variazione delle richieste di credito e importo medio da parte delle imprese italiane**

 

| REGIONE | Variazione Richieste di credito | Variazione Importo Medio |
| --- | --- | --- |
| Abruzzo | -8,7% | 16,7% |
| Basilicata | 0,0% | 3,3% |
| Calabria | -2,5% | -4,4% |
| Campania | -5,1% | 18,2% |
| Emilia-Romagna | -9,3% | 34,1% |
| Friuli Venezia Giulia | -3,0% | 37,1% |
| Lazio | -7,7% | 10,6% |
| Liguria | -1,2% | 26,7% |
| Lombardia | -2,9% | 20,4% |
| Marche | -9,3% | 12,7% |
| Molise | -15,0% | -17,9% |
| Piemonte | -3,9% | 14,6% |
| Puglia | -2,6% | 19,9% |
| Sardegna | -6,5% | 15,1% |
| Sicilia | 3,5% | 14,6% |
| Toscana | 0,0% | 34,1% |
| Trentino-Alto Adige | -8,2% | -23,6% |
| Umbria | -5,3% | 7,9% |
| Valle d’Aosta | 0,0% | 33,9% |
| Veneto | 3,8% | 25,4% |

 

Fonte: EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF

 

## Focus sul settore turismo, ristorazione e tempo libero

 

**Il settore del turismo, ristorazione e tempo libero in senso ampio (“leisure”) è stato indubbiamente quello più colpito**, anche dal punto di vista economico finanziario, dagli effetti avversi della pandemia Covid-19 e conseguenti lockdown. Ciononostante, grazie agli interventi governativi a supporto delle attività colpite, ivi incluse moratorie sui debiti bancari e accesso al credito garantito, il tasso di default (inteso come default pubblici e bancari) delle imprese nel **settore leisure è stato sui livelli minimi storici per l’intero periodo 2020-2021**, con un valore intorno al 2,5%, rispetto a un dato nel range 5-6% pre pandemia.

 

Tuttavia, a partire dal 2022 il tasso di default ha fatto segnare un progressivo incremento sino ad attestarsi intorno al 4% già a fine 2022, dimostrandosi uno dei settori con un aumento di rischiosità creditizia in più rapida crescita.

 

![Andamento tasso di default delle imprese (periodo 2018-Q2-2022-Q4)](https://www.crif.it/media/gcxma4tq/andamento-tasso-di-default-delle-imprese.png?rmode=max&width=857&)

*Fonte: CRIF Ratings*

  

Va evidenziato come il **trend della rischiosità all’interno dei singoli segmenti che afferiscono al comparto del leisure** appaia fortemente differenziato: da un lato i servizi di alloggio, sport e intrattenimento, gaming e agenzie viaggi hanno colto in modo importante la ripresa post Covid-19, riuscendo al tempo stesso a gestire la volatilità del contesto macroeconomico, a partire dalle dinamiche inflazionistiche e dei prezzi energetici, mostrando di conseguenza tassi di default in risalita solo marginale nel corso del 2022.

 

Viceversa, **il segmento dei servizi di ristorazione**, il più numeroso in termini di aziende, ha **risentito in modo più evidente** di tali dinamiche, mostrando una netta risalita della rischiosità specie negli ultimi trimestri 2022. Se analizziamo il trend di domanda dal periodo pre Covid-19 al I semestre 2023, notiamo che dopo il picco del 13,8% del 2020 la richiesta è rientrata sui valori pre pandemia (9,7% al I SEM 2023).

 

All’interno del comparto, **dal punto di vista dimensionale le aziende che maggiormente stanno registrando un aumento di rischiosità sono quelle di dimensioni più piccole (con fatturato entro 2 milioni di EUR)** anche per effetto della loro minor strutturazione e flessibilità finanziaria. Viceversa, la rischiosità delle aziende di maggiori dimensioni è rimasta relativamente stabile su livelli contenuti.

  

**Dettaglio della composizione macro settore leisure**

 

![Dettaglio della composizione macro settore leisure](https://www.crif.it/media/q0zpiola/dettaglio-composizione-macro-imprese.png?rmode=max&)

 

Alla luce del maggior ricorso all’indebitamento finanziario da parte delle aziende nel comparto leisure per sopravvivere e ripartire dopo la pandemia, la progressiva risalita dei tassi di interesse in corso contribuisce a creare ulteriori pressioni sulla capacità di far fronte al servizio del proprio debito finanziario. In particolare, **CRIF Ratings si attende che nel 2023 il rapporto tra EBITDA ed Oneri finanziari mediano del settore si riduca da un valore prossimo a 10x nel 2021 ad una soglia di attenzione intorno a 4x.**

  

![Andamento EBITBA dei settori dal 2018 alle previsioni del 2023](https://www.crif.it/media/5f1ft1g1/andamento-ebitba-settori-2018-2023.png?rmode=max&)

*Fonte: CRIF Ratings*

  

Di conseguenza, CRIF Ratings si attende la prosecuzione del trend di risalita dei tassi di default nel comparto leisure anche nel corso del 2023, atterrando su una forchetta prevista a fine anno tra il 5,5% ed il 7,5%. Tali valori per quanto nettamente superiori rispetto ai valori di minimo del 2021 e alla media nazionale, appaiono comunque allineati con l’evidenza storica del comparto nel periodo 2015-2019. Il persistere di condizioni di volatilità macroeconomica con tassi di interesse stabilmente su un plateau oltre il 4% potrà comportare un incremento della rischiosità per il 2024.

 

Foto di [Ibrahim Boran](https://unsplash.com/it/@ibrahimboran?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText) su [Unsplash](https://unsplash.com/it/foto/JhbrPBIZj0o?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText)

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Fonte: [Frena ancora la domanda di credito delle imprese (-4,2%), a soffrire di più sono ristorazione, turismo e tempo libero](https://giornaledellepmi.it/frena-ancora-la-domanda-di-credito-delle-imprese-42-a-soffrire-di-piu-sono-ristorazione-turismo-e-tempo-libero/), Il Giornale delle PMI.
