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title: "Food Industry Monitor: nel 2020 pesa l’effetto Covid (-1%), ma ripresa nel 2021 e 2022 a +6% annuo"
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author: "Redazione"
published: 2021-07-05T07:04:27+02:00
modified: 2021-07-03T17:57:46+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Food Industry Monitor: nel 2020 pesa l’effetto Covid (-1%), ma ripresa nel 2021 e 2022 a +6% annuo

*Redazione · 5 Luglio 2021 · Il Giornale delle PMI*

> La sostenibilità aiuterà il recupero: ci investe già il 93% delle aziende. L’Osservatorio sulle performance delle aziende italiane del settore alimentare pubblica la sua indagine annuale.

Nel 2020, il settore alimentare ha registrato una contrazione della crescita dell’1% (ROS -3,8%), rispetto al -8,9% dell’economia italiana. La flessione del settore è dovuta principalmente alla contrazione del segmento [Ho.Re.Ca](http://ho.re.ca/). e alla riprogrammazione degli investimenti in capacità produttiva, che sono stati posticipati alla fine dell’anno. Il 2021 e 2022, però segneranno subito una ripresa, con una crescita prevista di poco inferiore al 6% annuo (ROS 6,8%), un tasso superiore alla previsione di crescita del Pil italiano (4,5/5%). E la ripresa riguarderà anche l’export che nel biennio 2021-2022 si prevede in aumento mediamente del 3%.

 

Cresceranno di più i comparti delle farine e del packaging, e quest’ultimo in particolare beneficerà della spinta del redesign sostenibile. I settori del caffè e del vino saranno interessati da crescite importanti, trainate dalla forte ripresa del segmento [Ho.Re.Ca](http://ho.re.ca/). Molto bene anche le previsioni per il comparto del food equipment, trainato dai nuovi investimenti stimolati dal piano di recovery.

 

Sono questi, in sintesi, i risultati presentati questa mattina del **Food Industry Monitor**, l’osservatorio di riferimento sul settore food italiano realizzato ogni anno **dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo**, in collaborazione con **Ceresio Investors**. L’analisi valuta le performance delle aziende, l’evoluzione dei modelli di business e i trend di mercato nazionali e internazionali.

 

L’edizione 2021 (la settima) è dedicata al rapporto tra performance economiche e scelte strategiche delle aziende agroalimentari in tema di sostenibilità e innovazione. L’osservatorio ha valutato le performance di 854 aziende con un fatturato aggregato di 66 miliardi di euro, ovvero il 75% di tutte le società di capitale operanti nel settore. Sono stati presi in esame 15 comparti, per ciascuno dei quali è stato selezionato un campione, rappresentativo dell’offerta, costituito da aziende di medie e grandi dimensioni, con sede strategica e operativa in Italia, nel periodo 2009-2020, facendo riferimento a quattro profili: crescita, redditività, produttività e struttura finanziaria. I comparti analizzati sono: acque minerali, birra, caffè, conserve, distillati, dolci e prodotti da forno, farine, food equipment (attrezzature), packaging, prodotti lattiero-caseario, olii, pasta fresca e secca, derivanti della carne, surgelati, vino.

 

### **Sostenibilità, innovazione e performance**

 

Dall’analisi si rileva che l’81% delle aziende intervistate si ritiene sostenibile e il 56% ha già messo in atto una strategia di sostenibilità. Il 78% ha nella propria gamma uno o più prodotti sostenibili, ma la scelta non si limita ai processi produttivi: il 54% è intervenuto sul packaging e il 44% valuta la sostenibilità anche dei propri fornitori, nel momento in cui li seleziona. Inoltre, il 74% delle aziende ritiene che attuare una strategia di comunicazione sul tema abbia un impatto positivo sulle vendite, nonostante il 63% ritenga che processi produttivi sostenibili implichino un aumento dei costi aziendali.

 

**Alessandro Santini, Head of Corporate & Investment per Ceresio Investors**, nel corso della tavola rotonda che ha coinvolto alcuni dei protagonisti storici ed emergenti del panorama internazionale, ha portato la sua esperienza sulle operazioni M&A in ambito food&beverage, per chiarire fino a che punto, e in che modo, queste possono rivoluzionare il business di settore. “*Un dato particolarmente significativo è quello relativo agli investimenti*”, ha spiegato. “*Ben il 93% delle aziende dichiara di aver realizzato negli ultimi 5 anni investimenti in sostenibilità e l’80% effettuerà ulteriori investimenti nei prossimi 3 anni. Mediamente le aziende italiane hanno incrementato i propri investimenti in sostenibilità del 38,8% negli ultimi 5 anni, a testimonianza dell’inizio di un trend di cambiamento strutturale*”.

 

*“Per il nostro Gruppo bancario queste attività rappresentano la punta di diamante*”, ha commentato **Gabriele Corte, Direttore Generale Ceresio Investors**, *“non solo perché sono espressione del saper fare italiano e della qualità che tanto viene apprezzata all’estero, ma in quanto rappresentano uno dei settori a cui puntiamo maggiormente per investimenti e operazioni di finanza straordinaria”.*

 

“*Le aziende che hanno una strategia di sostenibilità formalizzata, che hanno incrementato gli investimenti in sostenibilità negli ultimi 5 anni e che comunicano in modo efficace le proprie scelte hanno performance di crescita decisamente superiori*”, ha osservato **Carmine Garzia, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio**, docente di Economia Aziendale presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “*Le aziende che hanno investito in sostenibilità hanno un approccio proattivo all’innovazione, in particolare di processo, e questo si riflette sulle performance di crescita, sia nel medio periodo sia nel lungo periodo*”.

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Fonte: [Food Industry Monitor: nel 2020 pesa l’effetto Covid (-1%), ma ripresa nel 2021 e 2022 a +6% annuo](https://giornaledellepmi.it/food-industry-monitor-nel-2020-pesa-leffetto-covid-1-ma-ripresa-nel-2021-e-2022-a-6-annuo/), Il Giornale delle PMI.
