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title: "Flessibilità, turni, digitalizzazione: ecco cosa vogliono lavoratori e imprese della manifattura"
url: https://giornaledellepmi.it/flessibilita-turni-digitalizzazione-ecco-cosa-vogliono-lavoratori-e-imprese-della-manifattura/
author: "Redazione"
published: 2026-06-08T06:45:36+02:00
modified: 2026-06-07T20:37:49+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Flessibilità, turni, digitalizzazione: ecco cosa vogliono lavoratori e imprese della manifattura

*Redazione · 8 Giugno 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Gestire il tempo è in cima alle richieste dei dipendenti (38%). Le aziende investono sulle trasformazioni tecnologiche.

**In Italia** **la possibilità di avere orari flessibili è il benefit più richiesto dai dipendenti delle aziende manifatturiere.** **Siamo del resto** **tra i Paesi con** **le** **modalità lavorative** **più compless****e** **da gestire** **e** **per questo** **le imprese** **del settore** **considerano urgenti l’automazione e la personalizzazione dei servizi HR.**

 

È quanto emerge dall’edizione 2026 della ricerca “*HR & Payroll Pulse*”, condotta su un campione di 16.500 lavoratori e 5.936 responsabili HR in sedici Paesi europei, e dal report “*Manufacturing Workforce Outlook Italia 2026*” che fornisce una panoramica strutturata sulle dinamiche che stanno ridefinendo il manifatturiero italiano. Realizzati entrambi da [SD Worx](https://www.sdworx.it/it-it), principale fornitore europeo di soluzioni HR e payroll, sono stati presentati, lo scorso 26 maggio, al “*Manufacturing Forum* *2026*”, il primo evento italiano dedicato alla trasformazione del settore con un focus su governance del lavoro e gestione della forza lavoro.

 

## In Italia si lavora di più nel fine settimana rispetto al resto d’Europa

 

Nell’industria manifatturiera italiana la quota di personale che lavora solitamente anche il fine settimana è maggiore rispetto alla media europea, è del 24,5% tra gli operatori di impianti e macchinari (dato Ue: 19%) e del 16% tra gli artigiani e gli operai specializzati (dato Ue: 10%). Proprio tra questi ultimi si raggiungono anche percentuali più elevate di dipendenti impiegati più di 44 ore a settimana, oltre il 6%, mentre in Germania sono meno del 4%.

 

Una complessità dei turni di lavoro che assume maggiore rilevanza di fronte all’importanza della manifattura sul piano economico italiano: secondo i dati di Confindustria, il settore genera il 15% del prodotto lordo del Paese e il 35% degli investimenti in macchinari e attrezzature, inoltre, investe il 50% della spesa complessiva in ricerca e sviluppo del Paese. Non solo, il manifatturiero occupa più del 25% dei lavoratori privati, contro una media europea del 21% (fonte Eurostat) e rappresenta il 13% del valore aggiunto manufatturiero dell’intera Europa.

 

In un contesto del genere le risorse umane ricoprono un’importanza fondamentale, e di ciò sembrano essere consapevoli i datori di lavoro delle imprese italiane del settore; infatti, la percentuale di quanti lamentano che l’HR non è coinvolta abbastanza nella pianificazione del business, il 43%, è significativamente più alta della media europea, 33,5% considerando tutti i comparti.

 

## Work-life balance e flessibilità oraria, le priorità dei dipendenti italiani

 

Anche per questi motivi le condizioni di lavoro e gli orari sono al centro delle preoccupazioni dei lavoratori della manifattura: un adeguato supporto al work-life balance è tra le priorità per il 47% di loro (dato Ue complessivo: 38%) e supera anche il riconoscimento per la qualità del proprio lavoro.

 

Se si parla di possibili benefit e premi, il 38% dei dipendenti del settore predilige proprio una maggiore flessibilità di orario contro una media europea del 31%. È ritenuta persino più importante dell’aumento dei giorni di ferie, che è invece al primo posto nella classifica delle richieste nel resto dell’Ue, o della presenza di buoni pasto, il benefit più amato da chi lavora in altre industry.

 

Ma solo il 17% dei datori di lavoro della manifattura è consapevole delle aspettative dei lavoratori sulla flessibilità: la loro urgenza è la retention e un adeguato turnover dei lavoratori, che interessa al 35% delle imprese mentre nella Ue (se consideriamo tutti i comparti) non si arriva al 24%.

 

## Nella manifattura l’età media cresce più in fretta

 

Se la retention e l’acquisizione di nuovi talenti sono in cima alle preoccupazioni dei datori di lavoro c’è un motivo, anzi, più di uno. Nella manifattura la forza lavoro invecchia più velocemente rispetto a tutte le altre industry: tra il 2015 e il 2025 gli operatori di impianti e macchinari con 50 anni o più sono passati dal 29% al 41%, mentre, per esempio, tra chi svolge professioni intellettuali e scientifiche dal 36% al 37%.

 

L’invecchiamento dei lavoratori si aggiunge alla complessità dei turni e degli orari. Se tra tutti i lavoratori europei la percentuale che afferma che è facile registrare le ore di lavoro senza troppe difficoltà e oneri burocratici è pari al 63%, tra gli addetti italiani della manifattura si scende al 51%. Non solo: tra questi ultimi, a saper leggere facilmente la propria busta paga è solo il 55%, contro il 69% europeo.

 

## L’urgenza della digitalizzazione

 

Anche per questo, evidentemente, è più sentita la necessità di una maggiore automazione dei processi HR e di servizi di personalizzazione delle risorse umane, che sono visti tra le maggiori sfide dal 27% dei datori di lavoro della manifattura, un dato più che doppio rispetto a quello medio europeo di tutte le imprese.

 

Il 31% delle imprese manifatturiere, inoltre, ritiene necessari sistemi di gestione delle performance dei lavoratori, una percentuale molto più alta di quella media Ue, 13%. Del resto, il 52% dei datori di lavoro di queste aziende (solo 37% il dato complessivo europeo) ritiene decisivo, per rendere più efficace la funzione HR, essere fluenti a livello tecnologico e digitale.

 

Quella tecnologica è una sfida che le industrie italiane stanno affrontando con dedizione: tra il 2020 e il 2025 le aziende ad alto, o molto alto, livello di digitalizzazione sono passate dal 21% al 36%, anche se tanto resta da fare, per esempio nel caso dell’analisi dei dati, così cruciale anche per l’HR.

 

*“**I distretti manifatturieri italiani sono letteralmente delle macchine di sapere tacito**,* *per questo la manifattura italiana non ha bisogno di reinventarsi, ma di riconoscersi.* – commenta **Adriano Solidoro, Associate Professor of Organization & Management all’Università degli Studi di Milano-Bicocca** – *Oggi i responsabili HR e i direttori di produzione del manifatturiero italiano si trovano,* *inoltre**, in un campo di tensioni simultanee che non ha precedenti nella storia recente del settore: cambio generazionale, flessibilità delle mansioni, leadership in trasformazione, wellbeing e retention.* *Da qui l’importanza di abbracciare la tecnologia come il mezzo, non il fine: digitalizzare il manifatturiero significa trasmettere il sapere alle prossime generazioni, e chi capisce questa distinzione ha già vinto la sfida del decennio.**”*

 

*“In Italia il manifatturiero ha un problema che non si risolve con nuovi macchinari: la gestione delle persone è ancora troppo “analogica”.* — dichiara **Alessia Rigoni, Managing Director per l’Italia di SD Worx** — *I dati ci dicono che solo il 51% degli addetti riesce a registrare facilmente le proprie ore di lavoro. Quando metà della forza lavoro è in difficoltà su un processo così basilare, il tema* *non è più solo HR: è un freno alla competitività. Per questo lavoriamo con le imprese manifatturiere per trasformare la governance del lavoro da costo operativo a leva strategica.”*

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/05/Infografica_CS-Manufacturing-scaled.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/05/Infografica_CS-Manufacturing-scaled.png)

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Fonte: [Flessibilità, turni, digitalizzazione: ecco cosa vogliono lavoratori e imprese della manifattura](https://giornaledellepmi.it/flessibilita-turni-digitalizzazione-ecco-cosa-vogliono-lavoratori-e-imprese-della-manifattura/), Il Giornale delle PMI.
