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title: "Fase 3: Confesercenti, i consumi non recuperano. In sei mesi spariti 2.300 euro di spesa a famiglia"
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author: "Redazione"
published: 2020-09-14T07:02:59+02:00
modified: 2020-09-13T19:01:18+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Fase 3: Confesercenti, i consumi non recuperano. In sei mesi spariti 2.300 euro di spesa a famiglia

*Redazione · 14 Settembre 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Dall’inizio della crisi Covid persi complessivamente 59,2 miliardi di euro consumi. Pesano incertezza e calo dei redditi da lavoro. Vendite quasi dimezzate per l’abbigliamento, affondano ristoranti e attività ricreative.

**I consumi non recuperano**. E a sei mesi dall’inizio del lockdown e dell’emergenza, il bilancio è ancora negativo: tra marzo e agosto di quest’anno, le famiglie italiane hanno speso in beni e servizi oltre 2.300 euro in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 59,2 miliardi di euro di acquisti ‘svaniti’ dall’avvio della crisi Covid. **A stimarlo è Confesercenti.**

 

**Dopo il blackout di marzo e aprile dovuto al fermo delle attività, i consumi sono ripartiti lentamente**. I dati di cui disponiamo sinora indicano che la spesa delle famiglie, a quattro mesi dalla “riapertura”, non ha ancora ripreso un sentiero ben definito di aumento e recupero.

 

**Anche dopo il riavvio delle attività, infatti, gli italiani hanno continuato a tagliare gli acquisti**: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nei sei mesi che vanno da marzo ad agosto la spesa media in beni non alimentari è scesa di 1.170 euro a famiglia. A ridursi sono soprattutto le spese per abbigliamento e calzature (-278 euro in sei mesi, per un totale di -7 miliardi di euro), ma si registrano veri e propri crolli anche per le spese in ricreazione, spettacolo e cultura (-195 euro, totale -5 miliardi) e mobili e arredamento (-166 euro, complessiva -4,2 miliardi). Affondano anche i consumi nei pubblici esercizi, con una flessione di 207 euro per nucleo familiare, pari ad una perdita totale di 5,5 miliardi.

 

**A pesare sui consumi anche i riflessi dell’emergenza sulla disponibilità delle famiglie**. L’incertezza aumenta la propensione al risparmio di alcune; per altre, la crisi si è trasformata in una flessione consistente dei redditi da lavoro, con riduzioni del -11,3% per i dipendenti del settore privato e del -13,4% per gli autonomi.

 

**Un contesto difficile in particolare per i negozi tradizionali**, se si considera che l’emergenza, oltre a ridurre la spesa totale delle famiglie, ne ha travasato una quota verso l’online. In sei mesi, la distribuzione tradizionale ha registrato complessivamente un calo delle vendite del 12,1%, che risultano praticamente dimezzate per abbigliamento e pellicceria (-41,1%). Malissimo anche i negozi di calzature (-37,8%) e bar e ristoranti (-30,3%).

 

**Rimane da capire se il mutamento nei comportamenti di spesa sarà duraturo**. Vari fattori possono agire nel senso di una riduzione permanente della spesa delle famiglie o di una sua redistribuzione: la stabilizzazione del lavoro agile su livelli significativamente elevati, l’incertezza rispetto alla ripresa della pandemia o al peggioramento delle proprie condizioni economiche, l’aspettativa di futuri incrementi di imposte per affrontare la crisi. Bisogna evitare l’avvitamento al ribasso, dando nuove certezze alle famiglie e ai lavoratori. Un risultato che potremo ottenere solo sostenendo la ripartenza delle imprese: c’è bisogno di un grande piano di sostegno e di riconversione e di digitalizzazione delle attività, che permetta al tessuto imprenditoriale di ristrutturarsi per superare la crisi e tornare a crescere e a creare lavoro.

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Fonte: [Fase 3: Confesercenti, i consumi non recuperano. In sei mesi spariti 2.300 euro di spesa a famiglia](https://giornaledellepmi.it/fase-3-confesercenti-i-consumi-non-recuperano-in-sei-mesi-spariti-2-300-euro-di-spesa-a-famiglia/), Il Giornale delle PMI.
