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title: "Family Business: il cuore pulsante dell’economia italiana tra sfide, opportunità e necessità di attrarre i migliori talenti"
url: https://giornaledellepmi.it/family-business-il-cuore-pulsante-delleconomia-italiana-tra-sfide-opportunita-e-necessita-di-attrarre-i-migliori-talenti/
author: "Redazione"
published: 2025-09-16T06:55:26+02:00
modified: 2025-09-15T17:49:58+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Family Business: il cuore pulsante dell’economia italiana tra sfide, opportunità e necessità di attrarre i migliori talenti

*Redazione · 16 Settembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Disponibile l’ebook di Michael Page per analizzare le criticità (successione d'impresa, adattamento alla digitalizzazione e gestione delle risorse umane) e per trovare le giuste strategie per affrontarle con successo.

Le imprese familiari e le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono il cuore pulsante del tessuto imprenditoriale italiano, rappresentano quasi la totalità delle aziende del nostro paese e impiegano circa il 76,5% dei lavoratori totali. Si tratta di realtà estremamente importanti per la nostra economia che, nel periodo post Covid-19, hanno fatto registrare una crescita dell’occupazione superiore a quella delle aziende non familiari (55% contro 45% tra il 2019 e il 2023) ed un incremento dei ricavi del 161% tra il 2013 e il 2023, rispetto al 136% delle non familiari (*Fonte dati: Confindustria*).

 

“Nonostante questi successi e la loro resilienza – spiega Marco La Valle, managing director di Michael Page, leader internazionale nella ricerca e selezione specializzata – oggi i family business si trovano ad affrontare situazioni molto complesse e sfidanti che richiedono notevoli competenze e strategie adeguate per garantire la continuità del business e una crescita costante in un mercato sempre più competitivo e dinamico. Per questo motivo, abbiamo pensato di mettere a disposizione di tutti il nostro ultimo ebook **Family Business: sfide e nuove competenze per operare nella complessità**, per analizzare le principali sfide che queste particolari aziende devono affrontare e, soprattutto, per dar loro suggerimenti concreti per vincerle”.

 

**Le principali sfide per le imprese famil****iari****: successione d’impresa, adattamento alla digitalizzazione e all’innovazione e necessità di attrarre i migliori talenti.** Sono queste, in sintesi, le criticità maggiori che le aziende oggi devono affrontare per non perdere occasioni di business e per competere in mercati sempre più complessi e in costante evoluzione. Gestire il passaggio generazionale, infatti, richiede cura, formazione e valorizzazione e, per rimanere competitivi, è fondamentale essere aperti all’innovazione, anche attraverso la scelta delle *competenze giuste* per rafforzare la managerializzazione.

 

**La successione d’impresa: un passaggio spesso molto critico**. La successione è una delle sfide più delicate per i family business. Solo 1 azienda su 10, infatti, ha formalizzato il proprio piano di successione e soltanto 2 famiglie su 10 stanno pianificando alcuni cambiamenti nella struttura proprietaria nei prossimi cinque anni. Questo dato è particolarmente critico se si considera che la transizione generazionale, se ben gestita, può portare effetti positivi significativi, come ad esempio alla crescita del fatturato (+1,1%), del ROA (+0,4%), del ROE (+1,3%) e degli investimenti (+3,6%) in immobilizzazioni (*Fonte dati: Osservatorio AUB 3 Febbraio 2025**).*

 

“Pianificare adeguatamente la successione – aggiunge Marco La Valle – deve essere una priorità per le aziende famigliari che devono prepararsi con precisione e largo anticipo a questo cambiamento. Prepararsi significa chiarire ruoli e obiettivi per il futuro, ma anche prevedere la possibile mancanza di eredi o successori sufficientemente preparati o motivati ad assumere il comando dell’azienda. Questa transizione, infatti, non deve essere vista soltanto come un cambio al vertice, ma come una opportunità per portare a bordo nuove competenze (eventualmente anche dall’esterno) e modificare, se necessario, le strategie (valutando, magari, capitalizzazioni o vendita a fondi di investimento) in modo da arricchire l’azienda senza però perdere i valori e la cultura famigliare”.

 

**Adattarsi alla digitalizzazione e all’innovazione per competere in un mercato globale.** Le piccole imprese e quelle familiari faticano a tenere il passo con la rapidità dei cambiamenti tecnologici: solo il 22,5% delle aziende con meno di 50 dipendenti, infatti, ritiene di avere un livello di digitalizzazione alto o molto alto, sebbene si registri un discreto miglioramento rispetto al 15,3% del 2020. L’adozione di tecnologie avanzate come l’automazione, l’intelligenza artificiale e i sistemi di gestione dei dati richiede risorse significative, sia dal punto di vista economico, sia in termini di competenze e pianificazione strategica.

 

Il 71% (*Fonte dati: Osservatorio Deloitte Private sulle prospettive delle PMI in Italia*) delle aziende intervistate ritiene che la tecnologia possa aumentare la competitività e aprire nuove opportunità di business indipendentemente dal settore in cui opera. Le aziende familiari, grazie a processi decisionali più rapidi e agili rispetto alle multinazionali, possono avviare progetti di micro-trasformazione per creare valore immediato e, soprattutto, misurabile.

 

“Le aree principali su cui concentrarsi per la trasformazione digitale – aggiunge Marco La Valle – sono sicuramente la leadership, la cultura dell’innovazione e le competenze interne: è necessario infatti che chi guida l’azienda sia pronto a guidare il cambiamento, mostrando grande capacità di change management. La digital transformation, infatti, è prima di tutto un cambiamento culturale che deve (o dovrebbe) spingere le persone a sperimentare. Per farlo, però, servono competenze tecniche e una profonda comprensione del clima aziendale per cogliere le reali esigenze e per comprendere le quasi infinite potenzialità della tecnologia e sfruttarle al meglio”.

 

**Talento e risorse umane: capacità di attrarre****,** **sviluppare** **e trattenere** **le competenze chiave.** Le aziende familiari faticano – spesso più di altre – a creare percorsi di talent attraction e talent retention efficaci perché vengono percepite come realtà poco flessibili o innovative. In questo contesto, la formazione continua e l’adeguata preparazione dei futuri manager sono essenziali, ma rappresentano una sfida per aziende con risorse limitate e spesso prive di programmi di formazione strutturati. Ed è proprio qui che l’ingresso di manager esterni diventa cruciale: i dati *(Fonte: Osservatorio AUB 3 Febbraio 2025)* mostrano che un passaggio di testimone a un manager esterno porta maggiori competenze rispetto a una transizione interna alla famiglia proprietaria. Il 70% dei manager esterni, infatti, ha esperienza lavorativa in altri contesti, contro il 20% della nuova generazione familiare e il 61% dei manager esterni ha lauree magistrali (rispetto al 52% della seconda generazione).

 

“Sebbene le imprese familiari rappresentino gran parte dello scenario d’impresa privato del nostro Paese – precisa ancora Marco La Valle – molto spesso vengono sottovalutate dai manager italiani che prediligono operare in organizzazioni multinazionali. Questa scelta è spesso dovuta a una narrazione distorta che le vede come *la piccola azienda che non può competere con l’attrattività del grande brand*. Le imprese familiari, nella realtà, vantano caratteristiche intrinseche come la visione pionieristica, la rapidità decisionale e l’attenzione alla qualità di prodotti e servizi che non devono affatto essere sottovalutate”.

 

L’affiancamento di competenze esterne specializzate è cruciale per la crescita e per la trasformazione dei family business. I manager ideali per le aziende familiari sono professionisti in grado di partecipare alla definizione della strategia aziendale e implementarla direttamente, con un approccio pragmatico e collaborando con un team snello. È fondamentale che sappiano coniugare visione strategica e operatività quotidiana, mostrando flessibilità e adattabilità a realtà meno strutturate, lavorando a stretto contatto con il top management o l’imprenditore.

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Fonte: [Family Business: il cuore pulsante dell’economia italiana tra sfide, opportunità e necessità di attrarre i migliori talenti](https://giornaledellepmi.it/family-business-il-cuore-pulsante-delleconomia-italiana-tra-sfide-opportunita-e-necessita-di-attrarre-i-migliori-talenti/), Il Giornale delle PMI.
