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title: "Export italiano, Promos Italia: il Made in Italy rischia di perdere fino a 225 miliardi a causa dei pedaggi sugli stretti commerciali"
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author: "Redazione"
published: 2026-07-10T07:00:51+02:00
modified: 2026-07-09T20:51:08+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# Export italiano, Promos Italia: il Made in Italy rischia di perdere fino a 225 miliardi a causa dei pedaggi sugli stretti commerciali

*Redazione · 10 Luglio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia: “Le imprese devono aprire nuove rotte, affrontare nuovi mercati e stringere nuove relazioni commerciali prima che la crisi diventi un costo”.

Una quota compresa tra il 25% e il 35% dell’export italiano di beni – pari a circa 160-225 miliardi di euro – è potenzialmente esposta a rotte che attraversano chokepoint strategici come Suez/Bab el-Mandeb, Hormuz, Malacca, Panama, Bosforo-Dardanelli e stretti danesi. Ma che cosa succede al Made in Italy con i eventuali nuovi pedaggi, restrizioni o costi di attraversamento? Questa è la domanda alla quale risponde lo studio di Promos Italia “*Pedaggi sugli stretti commerciali e impatto sull’export italiano”.*

 

Il dato di partenza è il valore dell’export italiano che, nel 2025, ha raggiunto i 644 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente, con un surplus commerciale complessivo di 50,7 miliardi. Un risultato positivo, ma fortemente legato ai mercati extra-UE, che hanno generato un avanzo di 56,2 miliardi e che risultano più esposti alle rotte marittime lunghe e ai colli di bottiglia globali. Proprio quelli per i quali si ipotizza un costo di attraversamento.

 

Il White Paper individua tre scenari di impatto. In uno scenario moderato, con pedaggi limitati e nessun blocco operativo, l’extra-costo annuo per l’export italiano esposto sarebbe compreso tra 1,6 e 4,5 miliardi di euro. In uno scenario avverso, con pedaggi su più stretti e deviazioni parziali, l’impatto salirebbe tra 4,8 e 11,3 miliardi. In uno scenario severo, con restrizioni o quasi-blocchi temporanei, il costo potenziale arriverebbe fino a 225 miliardi di euro l’anno.

 

I settori più esposti sono quelli con elevato valore unitario, consegne complesse o forte dipendenza da input importati: farmaceutica, metalli, mezzi di trasporto non automotive, agroalimentare, macchinari, moda, lusso, arredo e design. Per queste industry il ritardo nelle consegne può pesare sui costi quanto il rincaro logistico, perché incide su consegne programmate, stagionalità, shelf-life, penali e affidabilità verso il cliente finale.

 

L’impatto risulta particolarmente rilevante per le PMI esportatrici. Una piccola o media impresa con 10 milioni di euro di export annuo potrebbe subire extra-costi tra 100 e 200 mila euro nello scenario moderato, tra 300 e 500 mila euro nello scenario avverso e fino a 1 milione di euro nello scenario severo.

 

*“Le PMI italiane hanno qualità, flessibilità e capacità di presidiare nicchie globali, ma spesso non hanno la forza contrattuale per assorbire shock prolungati su noli, assicurazioni e tempi di consegna”,* **dichiara Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia**. *“Per questo la risposta deve passare dalla gestione dell’emergenza alla deterrenza economica: più informazioni, più mercati, più strumenti e più relazioni. Non basta esportare, bisogna essere pronti ad adattarsi e investire con pazienza in presenza internazionale”.*

 

Il White Paper indica alcune priorità operative: valutare porti alternativi, ferrovia e hub regionali; inserire nei contratti logistici clausole su surcharge, sui tempi e sulle assicurazioni; rafforzare la presenza in mercati meno esposti alle rotte critiche; monitorare noli, premi assicurativi, energia e tempi nave; ribilanciare scorte e fornitori strategici.

 

*“Gli stretti commerciali non sono più solo una questione marittima”,* **conclude Da Pozzo***. “Sono una variabile di competitività industriale. Per il Made in Italy, la resilienza della supply chain diventa parte del valore del prodotto: affidabilità, continuità e capacità di consegna sono ormai elementi decisivi quanto qualità, design e innovazione”.*

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Fonte: [Export italiano, Promos Italia: il Made in Italy rischia di perdere fino a 225 miliardi a causa dei pedaggi sugli stretti commerciali](https://giornaledellepmi.it/export-italiano-promos-italia-il-made-in-italy-rischia-di-perdere-fino-a-225-miliardi-a-causa-dei-pedaggi-sugli-stretti-commerciali/), Il Giornale delle PMI.
