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title: "Export e PMI: facciamo il punto tra dazi, transizione digitale e strategia di sopravvivenza"
url: https://giornaledellepmi.it/export-e-pmi-facciamo-il-punto-tra-dazi-transizione-digitale-e-strategia-di-sopravvivenza/
author: "Andrea Stecconi"
published: 2025-09-17T06:55:38+02:00
modified: 2025-09-17T17:50:17+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# Export e PMI: facciamo il punto tra dazi, transizione digitale e strategia di sopravvivenza

*Andrea Stecconi · 17 Settembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

Nonostante la politica dei tassi d’interesse della Banca Centrale Europea abbia contribuito a riportare l’inflazione su livelli prossimi al 2%, lo scenario economico globale resta caratterizzato da una congiuntura sfavorevole. In Italia, come nel resto dell’Eurozona, i prezzi stanno rallentando, ma le tensioni sui mercati energetici e delle materie prime mantengono alta la volatilità. A pesare ulteriormente è il rallentamento di partner chiave come Germania e Francia, che continuano a registrare performance economiche deboli. A complicare ulteriormente il quadro generale, si aggiungono la concorrenza del colosso cinese e la torsione protezionista dell’Amministrazione statunitense.

 

Annunciata lo scorso aprile con il cosiddetto *Liberation Day*, la politica dei dazi del Presidente Trump nei confronti dei paesi considerati *worst offenders* – nonostante vari e lunghi tentativi di mediazione – è divenuta operativa il 7 Agosto 2025. **Nel caso europeo**, anche in conseguenza della tregua commerciale raggiunta in Scozia tra l’Amministrazione americana e la Commissione Europea, [**sono state applicate aliquote tariffarie al 15% per la maggior parte delle importazioni statunitensi di prodotti europei**](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEzzGu5CAQBNDTQGhBA8YEBJv4Gha4e2ZaMgYBs8GefuWf_KTCqnoYwSSXUVLU3vlgjTVWUkl8HaMR8j-uN0WNXueQskJhVRnvFZZCyAmx0xgLT_mJlE1Yt5fyWeu8BbXm5F8QksOkMNtTcgQFTgXttDFemwWC20La7KpdplPlpxuxL5Oui_pofTlrkVf8zNmGMH8E7AJ2Ohf69trSQl8B-1lL4TG43gL29tw5a7-pC9iRZuJLwM7ziXaAO3TwRvbYCdMPTVj15trvdBE-s63ww_m1H4wRnLZ2lTPKvxH-BwAA__8hCWHf), includendo settori strategici, tra i quali quello delle automobili, dei prodotti farmaceutici, dei semiconduttori e, infine, del legname. **Rimane aperta, e ancora in corso di definizione, la questione riguardante il settore tecnologico e il ruolo giocato dalle *Big Tech***. Il Presidente americano sembrerebbe difatti intenzionato a imporre ulteriori dazi e restrizioni all’export di tecnologia e semiconduttori statunitensi verso tutti quegli Stati, Unione Europea in primis, che regolamentano e tassano i giganti del Web. Nel complesso, questo concatenarsi di fattori geopolitici ed economici continua a erodere la capacità di resilienza e d’azione del mercato comune europeo.

 

In questo scenario, nonostante la forte instabilità delle proiezioni economiche, l’export italiano mostra segnali di tenuta e si apre a mercati secondari, prevalentemente extra europei, come quelli dell’Asia Orientale e del Medio Oriente. È quanto emerge dal report [*Export italiano: i rischi e le opportunità*](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxE0EGynSAQheHVyAwLGlAZMMjEbbxq7fberkIxQGIqq0_dTN4GTp3vpwQOw0aKk53DHL3zzis-UfJXu5nkr5SLk6XZbhE3Q4M3Z3tNMJ5MgkSVWxulq3ei2cRtj8dyBDQODh9gIQaOOAd_LLOSBAaCiTZY52brRohhibj4yYaNd7N9tonq2Dlnru2u415OldO797sN7scA6wDr8zzjXg7ceZQ-wHrx0zTv5SqnoJaryevd2wAr_7lL7Vo6ZsGr6NZxk8z64qzBgNeof_4qHfUETgd9ShasJNpor2qqTPgfP3jzklIvzEyfY_cpH_B3nS-hBMF6P6me1O8E_wIAAP__BbltwQ) stilato da Coface, tra i leader mondiali nell’assicurazione del credito e nella gestione del rischio commerciale.. Il volume totale dell’export nel 2024, pari a 623,5 miliardi, sembra resistere, mantenendosi intorno agli stessi livelli del 2023, con un rallentamento generale minimo (-0,4%). Più nel dettaglio, se da un lato i settori dell’automotive (-12,2%), del manifatturiero tessile (-4,5%) e dei metalli (-3,3%) registrano tendenze negative; dall’altro, i settori riconducibili agli alimentari (+9,5%), alla farmaceutica (+7,9%) e alla gioielleria (+12,4%) mostrano crescite significative. Inoltre, l’apertura verso nuovi mercati emergenti, sebbene non compensi la contrazione della domanda dei mercati “maturi” (Germania, Francia, USA), contribuisce a sostenere la tenuta dell’export italiano. A tal proposito[, **Confartigianato**](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxE0EuOnDAQgOHTmF0h8KOBhRfZcI1RuV0wpfglu2Y6yumjzmYu8OvXF7026EKcyK-b2w5rrLETZeT0MRpF_su1kF_jtoYDwxKVXfK4H3rOFBlj7DTGzDJ9ehs2sx90LcflTAgxGLdtVzC7w3hcNkzs9aLdcqxuNWZbzawPtx-428fqAj2X8G7H2GehlKiP1udnzVPynyJtKPNL6VPp8_V6zc9aLuzCN2NBqTOL0ue7rvS57EqfpRYYNVX4GgjOAP1ptQtwAe2gIQ0GqQ0y9t8kcHcslBLDFwEBCyZGGHUIlRtLhWfNjYSFv1kQOLdOg5Q-p-47RfxvpOxyc-0FE8X3f8v8dvlB_ODotVutfUzip2-v_wUAAP__Efx8yQ) **stima come**, in caso di conferma degli attuali trend di crescita, **i mercati secondari potrebbero generare un aumento delle esportazioni pari a 20,4 miliardi**. A pesare sulle sorti future del commercio internazionale l’incognita dei nuovi dazi americani. **Gli Stati Uniti**, infatti, **hanno un ruolo estremamente rilevante nell’export italiano,** [**assorbendone circa l’11% del totale**](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEkMGO4yAMhp8GbkRASNIcOOwlr1EZ7JlagoCAnVZ9-lWqlebyX2z9_j6jtzMsASV5sy3b7mY3O0kZON17JeQ3l5O8wc2EHYJG4XTu36udMiEDYqPeJx7y4aOOG4Ub7htu7iuYNbr4RasNet3B6iDZW20XvZvFzPNm5snuy22Hm1vNEijqcHUjtmlQStR6bVMsWSb_GKN2Mf8R9hD2eD6fE_VBjScewh6f6JDg3gfkCsIe0OKDf7icZfCbSdgDuaaS4c2gKJazZI7X4gUk7KGvqAxnUQgfY1WpqUSvWtpQPCB9hiexytQiDFb0Gg3UX1KACtIoqpZB55shXfdk843-dwmnv7m0ExLhZVbzRS5_33tn9HYxzq1yePnj7b8AAAD__xmChsI). Per il momento, anche l’[ISTAT](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEkLtuhDAQRb8Gd0Z-8XDhIg2_sRqYgR3Jxsj2ZqX9-oikSHuLq3MOBmNhWFFQ0NMweWeddYIScHzUi5A_nE8KGie9elgVdk6leoymT4QMiIVq7bmJZ6DZowW177ue3OiU340lT07hpGDcZsHBKDMorwdt7aRtb_wwe5jdqIeVNrXe34ilbxQjlXqVfstJxPBs7aqd_erM0pnl_X73XBu0nltnli2n18kbtCxrg3TB35aobJzllk8ZqTYqWZK8Cn0-LCFGTlcuTR78Os4sb67OLKKEQgi_yp1TB-dyQiS8ca7Et-Z_kwdjMIN2bhQtiO9gfgIAAP__PsVrwA), nel suo ultimo rapporto relativo al giugno 2025, ribadisce **la tendenza lievemente crescente dell’export italiano con un saldo commerciale (+ 5.409 milioni di euro) di gran lunga maggiore rispetto al 2024**. Nello specifico, l’Istituto Nazionale di Statistica stima una **crescita congiunturale più ampia per le esportazioni (+4%) rispetto alle importazioni (+3,3%). Da notare come l’aumento su base mensile delle esportazioni sia maggiore per l’area extra Ue (+6,3%) rispetto a quella Ue (+1,8%)**.

 

In questo contesto, le piccole e medie imprese, architrave del sistema produttivo nazionale, svolgono un ruolo di primo piano nel consolidamento della bilancia commerciale e nella promozione dell’internazionalizzazione. Profondamente radicate nel tessuto sociale del Paese, le **PMI** non solo contribuiscono significativamente alla crescita del PIL, ma stimolano anche l’innovazione tecnologica e rafforzano la coesione sociale. Numericamente consistenti (circa 200.000 unità), le PMI impiegano quasi 5,4 milioni di persone, corrispondenti a circa un terzo degli occupati totali. A livello di introiti, generano un fatturato superiore a 1.000 miliardi di euro e producono un valore aggiunto che si avvicina al 40% del totale nazionale. Da qui la necessità di potenziare la presenza delle PMI – naturalmente orientate verso l’innovazione – non solo nei mercati tradizionali, ma anche in quelli emergenti. A tal proposito, il rapporto [SACE](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEzzFuxCAQQNHTQGcEA9imoEjja6yAmfUimcUCNpZy-shpcoH_9dCDDjYiJ68WuzijjTacSsjHo5-E-SfXN3mFi4ouRInMyNL3GUQhzAGxUe8iD_7ySVoVzYoJHBFZfBpIegYndVxpAeDZgwQrnbJK60VpAc6uLqxmVjZSkvFuIzYx6Dio9bOJVAs__GuMszP9xWBjsF3XJXpIJPJgsPXxwcxgQxoj7EeuDLZnTZ8-1fe0t3qN11TCOd1r3nwjDH8kZuSea3uHg_DenSXfjH_zI6MHq4yZ-fD828NvAAAA___kOF8Y) *Let’s growth: scenari di crescita per le imprese italiane* rileva la **necessità, per le imprese italiane, di diversificare i mercati di destinazione per rafforzare la propria posizione internazionale**. Prendendo in considerazione due specifici indicatori (l’*Export Opportunity Index e* l’Investment *Opportunity Index*), il gruppo assicurativo finanziario ha individuato 14 mercati definiti *GATE* (*Growth, Ambitious, Transforming and Entrepreneurial*), tra cui rientrano Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Vietnam, Messico e Brasile. A questo elenco si aggiunge il continente africano, di recente al centro dell’attenzione da parte del Governo italiano con il Piano Mattei.

 

Di conseguenza, è opportuno per le PMI ripensare il proprio posizionamento di marca e le proprie strategie commerciali. Tra le formule disponibili per la realizzazione di questo obiettivo, il futuro delle PMI passa inevitabilmente dalla cosiddetta ***Twin Transition*, ovvero dall’integrazione dei principi di digitalizzazione e sostenibilità nella *governance* aziendale**. È proprio in questo contesto che strumenti digitali come il ***Social Selling*** stanno emergendo come una vera e propria chiave di volta. Difatti, investire in tecnologia, digitalizzazione e formazione non solo migliora la produttività, ma rende le imprese più resilienti e competitive nel lungo periodo. Un’azienda che innova e rafforza la sua filiera, ad esempio, può diversificare i rischi e ampliare i propri margini di *business*. Le [stime](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEzzFuxCAQQNHTQGcEA9imoEjja6yAmfUimcUCNpZy-shpcoH_9dCDDjYiJ68WuzijjTacSsjHo5-E-SfXN3mFi4ouRInMyNL3GUQhzAGxUe8iD_7ySVoVzYoJHBFZfBpIegYndVxpAeDZgwQrnbJK60VpAc6uLqxmVjZSkvFuIzYx6Dio9bOJVAs__GuMszP9xWBjsF3XJXpIJPJgsPXxwcxgQxoj7EeuDLZnTZ8-1fe0t3qN11TCOd1r3nwjDH8kZuSea3uHg_DenSXfjH_zI6MHq4yZ-fD828NvAAAA___kOF8Y) attestano come **le aziende che innovano e puntano al rafforzamento della propria filiera registrano una crescita del fatturato superiore di 2 punti percentuali rispetto a quelle che non investono in questi ambiti**. In questo senso, strumenti agili e accessibili come l’e-commerce B2B e il *Social Selling* rappresentano un importante vettore di produttività. Questo perché abbassano la “scala minima” per accedere ai mercati esteri attraverso l’annullamento delle distanze fisiche (e culturali); riducono i costi di entrata; e, infine, annullano le asimmetrie informative. La *Twin Transition* risulta quindi congeniale per le realtà imprenditoriali più piccole che vogliono mantenere la propria autonomia e competitività in uno scenario di mercato sempre più imprevedibile.

 

Sul versante della digitalizzazione, le PMI italiane, anche grazie al finanziamento di risorse da parte del *Next Generation EU*, stanno accelerando i processi di riconversione sia nei comparti produttivi che nella gestione delle relazioni commerciali. Il report 2025 [dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI della *Polimi School of Management*](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxE0DuO3DAQBNDTkBkFfvUJGDjRNRYtdmuWgCQKzfaM4dMbcrJRZYWqh9kHSBtqym5K0xJDDFHTCfX46jdh_VvbRdnh5LYFNosq2rO_Rj-chBUQmXofqujvvOxhGoMPc5xp2fYNd4vBpdHGSGOZvK7ZW5_s4pILYXJh8EuaF5jj6NJGxW5PNyIPQsdB3G8eSjv1kb9F7q7CL-VX5dfP5zO03onfII3rcJEov5Z2_r5qAWnKr3AIP0l_7sZisL6qwEGmXqYw9VIFzAmmkIGrNAYjcAmYLgwIBsHswKT8qjkzIfw3UNG-auMLDsJn333W5_cP0lfF7JOLcdSS9Tv7fwEAAP__c21x3Q) di Milano – realizzato con il supporto, tra gli altri, di Assolombarda – rileva come **nel 2025 il 54% delle imprese italiane – più di una PMI su due – abbia dichiarato di investire con intensità nelle tecnologie digitali**. Tuttavia, nonostante questi numeri sembrino incoraggianti, **solo il 19% adotta le tecnologie avanzate in modo strutturato e trasversale a tutta l’organizzazione**. Da questo punto di vista, permangono ancora limitazioni di carattere culturale che impediscono una piena affermazione dei processi di digitalizzazione. Laddove **il 47% delle imprese evidenzia criticità nell’accesso alla connettività, il 59% lamenta la carenza di figure specializzate**. In tutto ciò, la formazione resta ancora un obiettivo lontano: **il 38% delle PMI non riconosce la necessità di alzare il livello delle *skill* digitali interne**. Per colmare questo divario, l’Unione Europea ha varato il programma strategico *Decennio Digitale Europeo*, avviato nel 2022. A livello nazionale, l’Italia ha integrato questi obiettivi nel *Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)*, finanziato attraverso il programma europeo *Next Generation EU*.

 

Tra le soluzioni digitali più diffuse, il *Social Selling* rappresenta uno strumento efficace per consolidare la presenza delle PMI sui mercati esteri. A tal proposito, lo [*SME Digital Growth IndeX* realizzato da *Webidoo Insight Lab*](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEz73O3CAQheGrMZ0tGGAxBUUa38Zq2BnbI-EfAcpGufrIab76SOfVQwks-kyKkwk-RGeddYoPlPJuN5P8levkZCiYHDFrGpw-2vaC6WASJKrc2iRd7Qlx9YFyzrQC0LoGiHpG9BFhNiEHJQk0eB2NN9YGYyeIfo44u5fxmT86P99EdepcCtd21-lzHaqkvfe7DfbXAMsAy5ez0HU92wCLnE22vY8F8wBLO3gk2aRjGbd6ffs-ykn8ZwQNTtVUmfC_aHB6k6ueWJie2n3Io_ghv4USeOPcS_Wkfif4FwAA__8_QF_D) afferma come **il 54,8% delle PMI italiane utilizzi già i social media per promuovere i propri servizi, dimostrando una crescente consapevolezza del loro potenziale strategico**. L’adozione di piattaforme come *LinkedIn*, che nel 2025 conta oltre 1,2 miliardi di utenti, permette alle aziende non solo di entrare in contatto diretto con buyer, distributori e stakeholder esteri, ma anche di raccogliere preziose informazioni di mercato e curare il posizionamento del proprio marchio. Secondo una [pubblicazione comparsa sull’*International Business Review*](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEz01qxDAMBeDT2Mtgyz-JFl50kwv0AINtaWYEyUywTQM9fUkpdCfE4z0-SuByKKQ52TnM6J13XvOeZbv1g0m-5f3iZGm2BXMxpLzZ-yPCtDNJJmrc-yRDP9PdZKB8t_cwl5ijcUiY0dYIBIhl0ZLAQDBog3Vutm4CDAvmxUcbCldTrm6iNg3eNm79aFN973pLzzGOrtyHglXBep7n1KvwqzJJ4zqulIL176dgzW1I3a7rEFGwfhqMGNBZ8MaY2S26pcaUf23Km4e82ytvTNfuscvl-cffhBIE633UI-mvBD8BAAD___pYYGI), l’uso dei social media da parte delle imprese esportatrici migliora notevolmente la comunicazione virtuale con i clienti e rafforza le relazioni transfrontaliere, contribuendo anche a una riduzione indiretta dei costi di esportazione. A conferma dell’efficacia dello strumento, i [dati *LinkedIn*](https://email.mddr.tellerspr.com/c/eJxEzzGO7CAMxvHThG4ibCAZCorXzDVGEDsz1iMkwpkt9vSrbLOtZX1__Sihy6GQ4QRzmKN33nnDW5b61INJvmVvnIBmKDEXS4O3m74mHDcmyUSdVUc5zTtxjLjebeYZphVX4gmWWCgCsl-dBSMJLQYbIYBzM7gRY7jHfPcThMKLLdc2UR9PrpW7Hn1c9s3U9D7PQwf3b8DHgI_yUWlXtUr7zyTt-hrwobmy3nSvn1P2ptdlXyTXm3Kt0l6mp86Uf0GDty_Ze8uV6Yodm1yIP_FTKGEA7ydzJvOV8CcAAP__421gYQ) segnalano come **il *Social Selling* generi il 45% di opportunità di vendita in più rispetto ai metodi tradizionali**. Inoltre, il 31% dei professionisti B2B ha dichiarato di aver costruito relazioni più solide con i clienti proprio grazie a questo approccio.

 

In conclusione, in un contesto globale segnato da un’inflazione in calo ma ancora soggetta a volatilità, dal rallentamento delle principali economie europee e da una crescente incertezza geopolitica, le PMI italiane sono chiamate a rafforzare la propria competitività attraverso strategie di export sempre più orientate a digitalizzazione e sostenibilità. Ripensare il posizionamento di marca e adottare strumenti come il *Social Selling* non rappresenta più un’opzione, ma una risposta indispensabile per restare autonomi in un mercato in rapida trasformazione. La sfida per il futuro passerà dal potenziamento delle digital skills e dall’uso della tecnologia come leva per una crescita duratura e sostenibile.

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Fonte: [Export e PMI: facciamo il punto tra dazi, transizione digitale e strategia di sopravvivenza](https://giornaledellepmi.it/export-e-pmi-facciamo-il-punto-tra-dazi-transizione-digitale-e-strategia-di-sopravvivenza/), Il Giornale delle PMI.
