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title: "Eurozona, a ottobre la crescita rallenta e i costi accelerano: indice S&P Global a 51,9"
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author: "Redazione"
published: 2026-10-25T06:55:16+01:00
modified: 2026-10-24T19:00:26+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Eurozona, a ottobre la crescita rallenta e i costi accelerano: indice S&P Global a 51,9

*Redazione · 25 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Le stime flash di S&P Global segnano il quarto mese di espansione del settore privato dell’area euro, al ritmo più lento della serie, con la Francia di nuovo in contrazione. Per le PMI manifatturiere il dato da guardare è la forbice tra costi e listini: energia, carburanti e trasporti spingono i prezzi di acquisto, mentre l’aumento dei prezzi di vendita rallenta.

La crescita dell’economia dell’eurozona perde velocità all’inizio dell’ultimo trimestre del 2026. Secondo le stime flash di S&P Global Market Intelligence, diffuse il 23 ottobre, l’indice composito della produzione è sceso a ottobre a **51,9 punti**, dal 53,1 della lettura definitiva di settembre. È il valore più basso degli ultimi quattro mesi. L’indice resta comunque per il quarto mese consecutivo sopra quota 50, la soglia che separa l’espansione dalla contrazione.

 

La sigla non indica le piccole e medie imprese. PMI sta per Purchasing Managers’ Index, un’indagine costruita sulle risposte dei responsabili acquisti di oltre 5.000 aziende manifatturiere e dei servizi dell’area euro. Le stime flash si basano su circa l’85 per cento delle risposte abituali, raccolte tra il 12 e il 21 ottobre. Produzione e nuovi ordini crescono da quattro mesi, ma più lentamente. L’occupazione è ferma e i costi di acquisto delle fabbriche tornano ad accelerare.

 

## Servizi e manifattura frenano insieme, la Francia torna in contrazione

 

Il rallentamento riguarda entrambi i comparti. L’indice dell’attività dei servizi scende a 51,7 punti da 53,0, il livello più basso da due mesi. Nella manifattura l’indice della produzione passa da 53,6 a 52,4, minimo da quattro mesi. L’indice principale del settore combina nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e scorte. Cala da 52,9 a 52,4, il dato più debole da tre mesi.

 

Il contributo negativo più evidente arriva dalla Francia. A settembre la produzione del settore privato francese era cresciuta per la prima volta in dieci mesi. A ottobre è tornata a contrarsi, con un nuovo calo dei servizi. Chris Williamson, chief business economist di S&P Global Market Intelligence, attribuisce parte della debolezza agli scioperi e ai disordini che hanno colpito alcune economie locali. Osserva però che l’espansione rallenta anche nel resto dell’area. Germania e resto dell’eurozona continuano a crescere, a ritmi inferiori a quelli di settembre. Il comunicato non fornisce un dato separato per l’Italia, che rientra nell’aggregato “resto dell’eurozona”.

 

Per Williamson l’area euro apre comunque il quarto trimestre con “una crescita ancora solida”. L’indice flash è coerente con un aumento del PIL dello 0,3 per cento su base trimestrale. È un ritmo inferiore a quello indicato dai dati di settembre, ma tra i migliori degli ultimi tre anni.

 

## La domanda estera cresce per il terzo mese, dopo quattro anni e mezzo di cali

 

I nuovi ordini aumentano per il quarto mese di fila, con l’incremento più debole della serie: in entrambi i settori le commesse migliorano solo di poco. Più incoraggiante il dato sugli ordini dall’estero, che nell’indagine comprendono anche gli scambi tra Paesi dell’eurozona. La crescita rallenta, ma è il terzo aumento consecutivo dopo quattro anni e mezzo di cali mensili ininterrotti delle esportazioni. A ottobre, inoltre, gli ordini esteri crescono più degli ordini complessivi.

 

Per le imprese italiane che vendono in Europa conta anche dove si concentra il rallentamento. L’attività continua a espandersi in Germania e torna a calare in Francia, due mercati di sbocco di primo piano per l’export nazionale.

 

## Energia, carburanti e trasporti spingono i costi della manifattura

 

Il dato che tocca più da vicino i conti delle imprese è quello sui prezzi. A ottobre le aziende manifatturiere segnalano un aumento forte e in accelerazione dei prezzi di acquisto. Il campione lo attribuisce spesso ai rincari di energia, carburanti e trasporti. È il rialzo più marcato da maggio e supera la media dell’anno in corso. Nei servizi i costi crescono più lentamente. La spinta della manifattura basta però a far accelerare l’inflazione dei costi complessiva per il secondo mese consecutivo.

 

I prezzi di vendita vanno nella direzione opposta: l’aumento dei listini rallenta rispetto a settembre. Le imprese tedesche e francesi alzano i prezzi meno del mese precedente, mentre nel resto dell’eurozona l’inflazione dei prezzi di vendita accelera. Secondo Williamson le aziende ritoccano i listini per difendere i margini. Con i costi che accelerano e i prezzi di vendita che rallentano, però, la forbice per chi produce si allarga.

 

A questo si aggiunge il costo del denaro. L’economista segnala che l’aumento dei tassi d’interesse comincia a pesare sulla domanda. Secondo Williamson, crescita sostenuta e inflazione persistente alimenteranno le attese di un inasprimento della politica monetaria da parte della BCE.

 

## Le fabbriche fanno scorte e i fornitori consegnano più tardi

 

Pur riducendo gli organici, le imprese manifatturiere continuano ad aumentare gli acquisti. Il ritmo di crescita sale al livello più alto da quasi quattro anni e mezzo. È lo stesso valore di aprile, quando con l’inizio del conflitto in Medio Oriente le aziende avevano cominciato ad accumulare scorte di sicurezza. Le scorte di materiali acquistati aumentano per la prima volta da quasi quattro anni.

 

Approvvigionarsi resta però difficile. Le interruzioni lungo le catene di fornitura allungano in misura marcata i tempi di consegna, con il peggioramento più ampio da quattro mesi. Le giacenze di prodotti finiti restano quasi stabili, con il calo più contenuto da maggio 2023.

 

## Assunzioni ferme e fiducia al minimo da cinque mesi

 

Sul lavoro prevale l’attesa. L’occupazione resta quasi invariata, con un aumento marginale dopo i lievi incrementi di agosto e settembre. La crescita più debole degli ordini riduce la pressione sulla capacità produttiva e il lavoro inevaso cambia poco. Le imprese esitano ad ampliare gli organici, anche alla luce di previsioni meno positive per il 2027. Nei servizi la creazione di posti di lavoro scende al minimo da cinque mesi. Nella manifattura l’occupazione cala dopo due mesi di aumento. In Francia gli organici diminuiscono ancora e compensano le assunzioni registrate in Germania e nel resto dell’area.

 

Anche le aspettative peggiorano. La fiducia delle imprese sulla produzione futura scende al livello più basso da cinque mesi, con un calo dell’ottimismo particolarmente netto nella manifattura. In Francia pesano l’instabilità politica e l’incertezza. Secondo Williamson la fiducia delle imprese francesi è al minimo dal 2012, gli anni della crisi del debito sovrano, se si esclude il periodo della pandemia.

 

I dati definitivi di ottobre sono attesi il 2 novembre per la manifattura e il 4 novembre per servizi e indice composito. In media la stima flash dell’indice composito si è discostata dal dato finale di 0,3 punti in valore assoluto. Uno scarto di questa misura lascerebbe comunque l’indice sopra 50. Per le PMI italiane la variabile da seguire è il prezzo dell’energia. Le imprese del campione lo citano tra le cause dei rincari. Secondo Williamson è alla base dell’accelerazione dei costi che alimenta le attese di una stretta della BCE.

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Fonte: [Eurozona, a ottobre la crescita rallenta e i costi accelerano: indice S&P Global a 51,9](https://giornaledellepmi.it/eurozona-a-ottobre-la-crescita-rallenta-e-i-costi-accelerano-indice-sp-global-a-519/), Il Giornale delle PMI.
