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title: "Edelman Trust Barometer 2026 Italia: “La fiducia nell’era della chiusura”"
url: https://giornaledellepmi.it/edelman-trust-barometer-2026-italia-la-fiducia-nellera-della-chiusura/
author: "Redazione"
published: 2026-02-26T06:45:36+01:00
modified: 2026-02-25T19:22:48+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
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# Edelman Trust Barometer 2026 Italia: “La fiducia nell’era della chiusura”

*Redazione · 26 Febbraio 2026 · Il Giornale delle PMI*

- Otto italiani su dieci non si fidano di chi esprime valori, posizioni sulle questioni sociali, percorsi personali o fonti informative differenti dalle proprie.
- La risposta è nel “Trust Brokering”: gli italiani chiedono ai datori di lavoro e alle istituzioni maggiore mediazione e dialogo costruttivo
- L’Italia stabile a 50 punti mostra segnali di resilienza nella fiducia verso le istituzioni
- Il datore di lavoro si conferma la figura più credibile dagli italiani mentre crolla la fiducia nel settore della tecnologia

 

“**Trust** **amid** **Insularity****”,** è questo il titolo dell’edizione 2026 dell’**Edelman** **Trust** **Barometer**, un concetto che in italiano può essere tradotto in **“La fiducia nell’****era della** **chiusura****”****.** Una tendenza testimoniata da un dato molto netto: **il 79%** **degli** **italiani** non si fida di chi esprime valori, posizioni sulle questioni sociali, percorsi personali o fonti informative differenti dalle proprie.

 

I dati globali presentati a gennaio a Davos descrivono un contesto internazionale – Italia compresa – segnato da una crescente “Insularity”, una sorta di chiusura dettata da **preoccupazioni economiche**, **tensioni geopolitiche** e **trasformazioni tecnologiche** che spingono le persone a restringere il proprio orizzonte socioculturale verso cerchie sempre più ristrette e familiari, spesso allineate alle proprie convinzioni.

 

La presentazione dei risultati italiani che si è tenuta ieri mattina a Milano, però, ha fatto emergere anche alcuni segnali di “resilienza” del nostro Paese, a partire da un livello generale di **fiducia nelle istituzioni** che resta stabile a **50 punti** e si conferma tra i più alti in Europa, preceduto solo dall’Olanda e dalla Svezia.

 

Giunto alla sua 26ª edizione, il report realizzato da Edelman, la più grande società indipendente al mondo nella consulenza in comunicazione, misura ogni anno la fiducia nei confronti delle principali istituzioni – Governi, Aziende, Media e ONG – intervistando un campione di circa 34.000 individui in 28 paesi, 1200 per l’Italia.

 

## **Il datore di lavoro** **si conferma un** **pilastro di fiducia**

 

Nonostante la diffusa incertezza economica e polarizzazione, il nostro Paese dimostra alcuni indicatori positivi che la distinguono nel panorama europeo. Con il **69% di fiducia**, il **proprio** **dator****e** **di lavoro** si conferma l’unica figura di cui gli italiani si fidano pienamente, posizionandosi significativamente al di sopra del **B****usiness** – il mondo delle aziende – **(59%),** delle **NGO (51%),** dei **M****edia (49%)** e del **G****overno (41%).** Un dato che sottolinea il ruolo centrale del mondo del lavoro come punto di riferimento stabile per i cittadini.

 

Tra le altre figure in cui gli italiani continuano a riporre grande fiducia al primo posto troviamo gli **scienziati (78%)** seguiti dagli **insegnanti (67%)** a cui si aggiungono i **vicini di casa (62%)** guidano la classifica delle persone fidate, confermando l’apprezzamento per competenza e prossimità.

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/02/image.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/02/image.png)

 

*“**L’edizione 2026* *dell’Edelman Trust* *Barometer* *–* commenta **Fiorella Passoni**, CEO di Edelman Italia – *descrive un contesto globale segnato da una crescente chiusura, in cui le preoccupazioni* *per l’**economi**a**, le* *rivoluzioni nel settore* *delle tecnologie* *e le* *altalenanti tensioni* *geopolitiche* *spingono* *gli* *individui a* *restringere il proprio orizzonte* *verso* *gruppi* *sempre più ristrett**i**,* *più* *allineat**i* *alle proprie convinzioni.* *E questo* *ha un impatto diretto sui livelli di fiducia nei confronti di tutte le istituzioni.* *La polarizzazion**e* *che* *nel 2025* *si è trasfor**mata* *in* *malcontento* *–* *‘**grievance**’* *–* *oggi* *ha lasciato il posto all’**‘**insularity**’**:* *una sorta di* *diffidenza**,* *dimostrata dal 7**9**% degli intervistati**,* *verso chi è percepito come diverso**;* *chi**, cioè* *non condivide gli stessi valori, le stesse fonti di informazione, la stessa visione del mondo.* *I dati italiani* *–* conclude Passoni *–* *mostrano* *però* *una popolazione consapevole delle sfide ma desiderosa di soluzioni concrete* *e l**a* ***fiducia nel datore di lavoro*** *e* ***l’apertura verso modelli di mediazione*** *posizionano* *il nostro Paese* *come* *un* *potenziale laboratorio per pratiche innovative* *nella* *costruzione della fiducia”.*

 

## **La risposta all’****insularity****? Gli italiani chiedono** **maggiore capacità** **di mediazione**

 

L’Italia emerge tra i Paesi europei più propensi a valorizzare il **“trust** **brokering****“,** quella capacità, cioè, promossa da individui, istituzioni o organizzazioni di facilitare la costruzione di fiducia tra gruppi diversi partendo proprio dalle differenze. Il **33% degli italiani****,** infatti ritiene che le aziende possano guadagnare fiducia incoraggiando la cooperazione su questioni divisive senza schierarsi, posizionando il Paese all’avanguardia nella ricerca di dialogo costruttivo.

 

Per questo una delle risposte strategiche all’insularità si basa proprio sul “trust brokering” che invece di cercare di cambiare le persone, mira a portare alla luce gli interessi comuni della “parti isolate”, traducendo i loro bisogni, obiettivi e realtà. E in questo ambito le priorità degli italiani nei confronti delle principali istituzioni sono molto chiare:

 

- **il 79%** auspica che i **M****edia** dedichino pari spazio a punti di vista diversi cercando di abbassare le tensioni;
- **il 78%** richiede al **G****overno** di promuovere un dibattito civile tra politici utilizzando toni più corretti;
- **il 77%** chiede alle **NGO** di stabilire programmi di mediazione comunitaria cercando di fungere da facilitatori tra gruppi differenti;
- **per** **il 71%** le **A****ziende** devono favorire l’interazione tra dipendenti con valori differenti e facilitare partnership con organizzazioni per iniziare un dialogo cross culturale e cross politico.

 

Discorso a parte invece per **i datori di lavoro**, in cui gli intervistati ripongono la fiducia maggiore nella capacità di superare le polarizzazioni: il **79%** degli italiani si aspetta che si facciano promotori di un’identità e di una cultura condivise, per ricordare ai dipendenti ciò che li unisce piuttosto che quello che li divide.

 

Allo stesso tempo, inoltre, il **78%** del campione chiede di **costruire** **team** **che richiedano valori** **differenti** per poter aver successo e contemporaneamente, **organizzino corsi obbligatori** **p****er i dipendenti** su come condurre un dialogo costruttivo in situazioni di conflitto.

 

## **Crolla la fiducia nel settore della tecnologia**

 

L’edizione 2026 segna un cambiamento “epocale”. Dopo aver fatto registrare per anni i livelli più alti di fiducia, il settore della **tecnologia** fa registrare un calo drastico di 9 punti toccando quota **67****.** Una discesa che fa salire in prima posizione tra i settori in cui gli italiani ripongono maggiore fiducia la **manifattura** e l’**educazione** appaiati in testa a **68** punti.

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/02/image1.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/02/image1.png)

  

## **Le priorità****/preoccupazioni** **per il futuro**

 

L’indagine evidenzia anche alcune sfide comuni ai paesi sviluppati, a partire dalla “democratizzazione dell’informazione”: rispetto allo scorso anno, infatti, si registra un calo di ben **9 punti** percentuali (da 45% a **36****%**) di chi sceglie di **non consultare fonti di informazione** **con** **vedute politiche differenti dalla propria**.

 

A essere ottimista sul futuro della prossima generazione, inoltre, è appena l’**8% degli italiani****,** mentre restano alti anche i livelli di preoccupazione sulla tenuta del proprio lavoro legato soprattutto a temi come la **recessione economica** (71%) e i **conflitti commerciali internazionali** (70%).

 

Cresce, infine, di 6 punti toccando quota **65**, la paura che attori esterni possano **contaminare** **l’informazione** in Italia per acuire la polarizzazione, un dato che dal 2021 ha fatto registrare una crescita di 11 punti.

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Fonte: [Edelman Trust Barometer 2026 Italia: “La fiducia nell’era della chiusura”](https://giornaledellepmi.it/edelman-trust-barometer-2026-italia-la-fiducia-nellera-della-chiusura/), Il Giornale delle PMI.
