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title: "Economia digitale: le imprese italiane sono indietro"
url: https://giornaledellepmi.it/economia-digitale-le-imprese-italiane-sono-indietro/
author: "Gabriele Carboni"
published: 2015-07-17T02:09:47+02:00
modified: 2015-07-16T17:10:23+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["DIGITAL DIVIDE"]
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# Economia digitale: le imprese italiane sono indietro

*Gabriele Carboni · 17 Luglio 2015 · Il Giornale delle PMI*

> #DigitalTalk con Alessandra Poggiani, DG di VENIS S.p.a., già Direttore Generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale, l'organo che ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana, e quindi proprio di colmare il gap degli italiani nei confronti del digitale.

[![Alessandra Poggiani, DG di VENIS S.p.a., già Direttore Generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2015/07/Alessandra-Poggiani.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2015/07/Alessandra-Poggiani.png)
*Alessandra Poggiani, DG di VENIS S.p.a., già Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale*

 

**\[dropcap\]L'\[/dropcap\]obiettivo della rubrica Digital Divide è quello di avvicinare le aziende italiane alle potenzialità offerte dagli strumenti web, anche attraverso le [#DigitalTalk](http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fgabbariele.weevo.it%2Fdigitaltalk-levoluzione-dellintervista-nellera-digitale%2F&sa=D&sntz=1&usg=AFQjCNHVpj9RnSHt07G2qlXoBlsAWwVITw). È proprio di Divario Digitale che discutiamo con Alessandra Poggiani, DG di [VENIS S.p.a.](http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.venis.it%2F&sa=D&sntz=1&usg=AFQjCNE7bIahagxrl--uyXSv_UaTGxccYA), già Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, l’organo che ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’[Agenda digitale italiana](http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fwww.agid.gov.it%2Fagenda-digitale%2Fagenda-digitale-italiana&sa=D&sntz=1&usg=AFQjCNHue6KRHduwhHVsSfFyl-br-Gf2sg), e quindi proprio di colmare il gap degli italiani nei confronti del digitale.**

 

**Il Divario Digitale però non si colma o diminuisce soltanto implementando infrastrutture e tecnologie come la fibra ottica, ma anche (e secondo me soprattutto) informando e FORMANDO gli imprenditori sull’importanza, sulle potenzialità e sulle opportunità del web.**

 

**Purtroppo ho la sensazione che su questo siamo ancora molto indietro, più di quanto non lo siamo sull’implementazione della banda larga.**

 

**Alessandra**: «La mancanza di una infrastruttura adeguata ai tempi, in banda ultralarga, purtroppo in Italia è l’altra faccia della medaglia di una scarsa consapevolezza dell’importanza della trasformazione digitale ancora da parte delle aziende, soprattutto le più piccole che costituiscono però oltre il 98% della nostra economia. Non è più rimandabile sostenere questo passaggio culturale, manageriale e imprenditoriale. Purtroppo la struttura spesso familiare delle nostre piccole aziende non aiuta. Eppure proprio alcuni dei settori più forti del nostro paese avrebbe molto da beneficiare dalla trasformazione digitale: pensate al made in italy, all’agro-alimentare o a tutto il comparto intorno al turismo…».

 

**L’attuale scenario è molto chiaro. Che sia giunta l’ora, quindi, di rimboccarsi le maniche? Aspettare che siano i [Comuni](http://www.google.com/url?q=https%3A%2F%2Fgiornaledellepmi.it%2Fil-divario-digitale-si-affronta-a-partire-dai-comuni%2F&sa=D&sntz=1&usg=AFQjCNG_5JoAJgn4u7L8XyjD-z38CkAbyQ)o la PA in generale a prendere l’iniziativa non è più un’opzione. Gli imprenditori dovrebbero quantomeno ammettere che il digitale offre opportunità ancora non sfruttate, e prendere l’iniziativa per colmare il proprio gap. La consapevolezza è sicuramente il primo passo verso il cambiamento.**

 

**Alessandra**: «Infatti, la PA, come nel caso della fatturazione elettronica, può e deve essere di stimolo ed innesco virtuoso. Deve riorganizzarsi per il cambiamento attraverso anche forzature normative che determino innovazione “by law”.  
 Ma, non è certo la PA da sola che può far cambiare passo al vasto tessuto imprenditoriale del paese che non ha ancora colto le opportunità del digitale e che ha già perso un ciclo. Non dimentichiamoci che i paesi usciti prima dalla crisi finanziaria, sono proprio quelli a più alto tasso di economia digitale, come Svezia e UK».

 

**Siamo forse allora noi professionisti del digitale a dover dare una mano agli imprenditori, magari con il supporto delle associazioni di categoria, delle Camere di Commercio e degli altri enti preposti. Quello che mi sembra mancare, è un “piano generale” che coordini il tutto, o quanto meno un canale diretto tra i professionisti del web e gli enti, che potrebbero insieme organizzare dei percorsi formativi gratuiti per gli imprenditori.**

 

**Alessandra**: «Il canale c’è. In AGID lo abbiamo messo in piedi a inizio anno. È la coalizione delle competenze digitale [http://competenzedigitali.agid.gov.it/](http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fcompetenzedigitali.agid.gov.it%2F&sa=D&sntz=1&usg=AFQjCNHLUjoSOJ5SPWYFhOBNH8xhgqacJQ) che ha iniziato ad essere operativa e conta già quasi 40 progetti.  
 Non basta, ma è un buon primo passo. C’è certamente bisogno di maggiore collaborazione e consapevolezza da parte le associazioni di categoria.  
 Non dimentichiamoci poi dello straordinario lavoro che porta avanti il Digital Champion italiano con la sua rete. Si è visto in occasione dello switch off della fatturazione elettronica: la mobilitazione serve tantissimo!».

 

[![logo-weevo](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2014/05/logo-weevo.png)](http://www.weevo.it/)

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Fonte: [Economia digitale: le imprese italiane sono indietro](https://giornaledellepmi.it/economia-digitale-le-imprese-italiane-sono-indietro/), Il Giornale delle PMI.
