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title: "Dopo il Lockdown l’Italia riparte: decisi segnali di recupero dall’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie"
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author: "Redazione"
published: 2020-05-19T07:03:14+02:00
modified: 2020-05-18T20:15:27+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "SOLDI"]
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# Dopo il Lockdown l’Italia riparte: decisi segnali di recupero dall’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie

*Redazione · 19 Maggio 2020 · Il Giornale delle PMI*

> I primi segnali di ripresa del numero di richieste di credito presentate dalle famiglie dopo la flessione registrata a seguito del lockdown disposto dal Governo a partire dal 9 marzo scorso per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19.

Dalle elaborazioni effettuate sul patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF – emergono i primi segnali di ripresa del numero di richieste di credito presentate dalle famiglie dopo la flessione registrata a seguito del lockdown disposto dal Governo a partire dal 9 marzo scorso per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19.

 

Prendendo come valore di riferimento (100%) la settimana compresa tra il 9 e il 15 marzo scorso, che ancora beneficiava delle istruttorie imbastite nelle settimane precedenti, il picco negativo è stato registrato nelle due settimane comprese tra il 23 marzo e il 5 aprile, quando i volumi si sono attestati intorno alla metà di quelli pre-lockdown. Dalla settimana successiva è iniziato un percorso di progressivo recupero, seppur con intensità differenti a seconda delle diverse forme tecniche considerate nell’analisi di CRIF, **per arrivare nella settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio a volumi di richieste pari al 92% di quelli pre-lockdown**.

 

Come si evince anche dal grafico e dalla tabella seguenti, la dimanica registrata non è però omogenea e mostra accentuazioni differenti sia per quanto riguarda l’entità del ridimensionamento delle richieste sia la velocità di recupero.

 

**Richieste di credito presentate dalle famiglie tra il 09/03 e il 10/05/2020**

 

**![](https://www.crif.it/media/4839/tab1.png?width=500&height=109.21926910299004)**

 

***Fonte: CRIF***

 

***![](https://www.crif.it/media/4840/pic1.png?width=500&height=275.38461538461536)***

 

***Fonte: CRIF***

 

Per quanto riguarda i **Mutui immobiliari**, dopo aver visto le richieste dimezzarsi nella 13^ e 14^ settimana dell’anno, quando i volumi si sono attestati rispettivamente al 49% e al 51% rispetto a quelli che si registravano prima del lochdown, a partire dalla settimana iniziata il 6 aprile è iniziato un percorso di costante seppur lento recupero, che nelle ultime 3 settimane di osserrvazione ha visto i volumi stabilizzarsi intorno al 76% di quelli abituali.

 

**Andamento delle richieste di mutui immobiliari**

 

**![](https://www.crif.it/media/4841/pic2.png?width=500&height=275.43290043290045)**

 

**Fonte: CRIF**

 

Per quanto riguarda invece le richieste di **prestiti personali**, l’andamento mostra una debolezza più prolungata che perdura sostanzialmente fino alla settimana iniziata il 4 maggio in cui è evidente il cambio di passo che riporta i volumi al 66% di quelli precedenti al lockdown. Tra tutte le forme tecniche considerate, è quella che complessivamente ha risentito maggiormente della situazione emergenziale, con la pandemia globale che plausibilmente indotto le famiglie ad adottare un atteggiamento attendista e prudente.

 

**Andamento delle richieste di prestiti personali**

 

**![](https://www.crif.it/media/4842/pic3.png?width=500&height=275.1895991332611)**

 

**Fonte: CRIF**

 

Dinamica molto diversa è quella fatta registrare dai **prestiti finalizzati** all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, arredamento, elettronica, elettrodomestici, impianti per l’efficientamento energetico della casa, spese mediche, palestre, tempo libero, etc.). Nello specifico, questa forma tecnica è quella che più di tutte ha risentito maggiormente della chiusura degli esercizi commerciali disposta dal Governo per fronteggiare la diffusione dell’epidemia, arrivando per alcune settimane ad assestarsi a un terzo dei volumi pre-lockdown, ma è anche quella che ha mostrato un più deciso recupero, al punto che nell’ultima settimana di osservazione i volumi risultano significativamente superiori a quelli della settimana indice, assestandosi al 116%.

 

Questo potrebbe stare a significare che, durante la fase di maggior incertezza e di impossibilità fisica di effettuare acquisti se non attraverso il canale online, le famiglie avevano posticipato i propri progetti di acquisto mentre ora stanno tornando ad attivarsi con decisione sul fronte dei consumi, anche nella componente dei beni durevoli, sostenuti da un finanziamento.

 

**Andamento delle richieste di prestiti finalizzati**

 

**![](https://www.crif.it/media/4843/pic4.png?width=500&height=275.46549835706463)**

 

**Fonte: CRIF**

 

Nell’ambito dei prestiti finalizzati, un approfondimento a parte va dedicato a quelli **presentati alle società finanziarie specializzate per sostenere l’acquisto di un’auto:** dopo il lockdown le richieste sono letteralmente crollate e per ben 7 settimane sono rimaste stabilmente al di sotto del 20% dei volumi che si registravano prima del blocco. Del resto va sottolineato come in questa fase il mercato auto abbia visto una drammatica contrazione delle immatricolazioni, pari a -85,4% nel mese di marzo e -97,5% ad aprile.

 

Relativamente all’andamento delle richieste di finanziamento presentate alle società specializzate, nell’ultima settimana di osservazione si registra però una ripresa robusta che riporta i volumi fino al 78% di quelli presi a riferimento.

 

**Andamento delle richieste di prestiti finalizzati auto presentati presso le società finanziarie specializzate**

 

**![](https://www.crif.it/media/4844/pic5.png?width=500&height=313.24004305705057)**

 

**Fonte: CRIF**

 

Segnali incoraggianti arrivano anche dal fronte delle richieste di **carte di credito** che, dopo una naturale flessione perdurata alcune settimane, a partire dalla metà di aprile hanno intrapreso un percorso di deciso rientro verso la normalità, tanto che nella settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio i volumi di richieste sono risultati pari al 93% di quelli pre-lockdown.

 

**Andamento delle richieste di carte di credito**

 

![](https://www.crif.it/media/4845/pic6.png?width=500&height=275.4988913525499)

 

**Fonte: CRIF**

 

Tra tutte le forme tecniche di credito alle famiglie che sono state considerate nell’analisi di CRIF sono però le richieste di **fidi** ad essererisultata la tipologia che ha meno risentito degli impatti dell’emergenza Coronavirus, avendo contenuto la flessione nelle settimane immediatamente successive al lockdown ed essendo già ritornate nella settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio su livelli addirittura superiori a quelli precendenti, assestandosi al 105%.

 

**Andamento delle richieste di fidi**

 

![](https://www.crif.it/media/4846/pic7.png?width=500&height=275.22421524663673)

 

**Fonte: CRIF**

 

*“L’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie mostra inequivocabili segnali di ripresa dopo la fase di lockdown, a conferma che gli italiani hanno parzialmente posticipato alcuni progetti di spesa sostenuti da un finanziamento a causa del blocco delle attività ma che, con la riapertura, il Paese sta progressivamente ripartendo. Ora è però fondamentale che le aziende siano messe nella condizione di soddisfare questa domanda, fondamentale per il rilancio dell’economia, senza modificare la loro attitudine a erogare o appesantendo le condizioni di offerta ad esempio attraverso la richiesta garanzie accessorie – commenta **Antonio Deledda, Direttore del Credit Bureau di CRIF** -. Considerando che le erogazioni di credito vengono accordate dagli istituti anche grazie alle informazioni contenute nei SIC, siamo chiamati a svolgere un ruolo ancora più importante. Senza la disponibilità di dati completi e aggiornati sulla storia creditizia dei richiedenti si stima che l’entità dei finanziamenti che non verrebbero erogati sarebbe pari a circa 30 miliardi di Euro per i mutui e a 12 miliardi per i soli prestiti personali. Inficiando lo sforzo che l’intero Paese dovrà affrontare per far ripartire l’economia”.*

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Fonte: [Dopo il Lockdown l’Italia riparte: decisi segnali di recupero dall’andamento delle richieste di credito da parte delle famiglie](https://giornaledellepmi.it/dopo-il-lockdown-litalia-riparte-decisi-segnali-di-recupero-dallandamento-delle-richieste-di-credito-da-parte-delle-famiglie/), Il Giornale delle PMI.
