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title: "Digitale nelle PMI: la sfida per il futuro è passare dalla reazione all’azione"
url: https://giornaledellepmi.it/digitale-nelle-pmi-la-sfida-per-il-futuro-e-passare-dalla-reazione-allazione/
author: "Redazione"
published: 2021-02-11T07:06:20+01:00
modified: 2021-02-11T09:04:05+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "TRASFORMAZIONE DIGITALE"]
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# Digitale nelle PMI: la sfida per il futuro è passare dalla reazione all’azione

*Redazione · 11 Febbraio 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Le indicazioni a supporto di imprenditori, policy maker e fornitori di tecnologia nella ricerca “PMI, industria e digitale, la sfida è adesso!” dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano.

**Competenze strategiche nel digitale** e **lavoro di squadra**, che coinvolga tutto l’ecosistema, dalle istituzioni nazionali agli enti territoriali e associativi fino alle università e centri di formazione: queste le leve fondamentali di cui necessitano le **piccole medie industrie manifatturiere italiane** per muoversi con successo nel nuovo contesto creato dalla pandemia, in cui **la digitalizzazione è ora una scelta obbligata**.

 

È quanto emerge dalla Ricerca ***PMI, industria e digitale, la sfida è adesso!*** a cura dell’[Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano](https://www.osservatori.net/it/ricerche/osservatori-attivi/innovazione-digitale-nelle-pmi) presentata durante il convegno di apertura della 15^ edizione della Fiera A&T – Automation & Testing dedicata a Innovazione, Tecnologie e Competenze 4.0, che si svolge online **dal 10 al 12 febbraio 2021** su una piattaforma accessibile ai visitatori dal sito [aetevent.com](https://www.aetevent.com/info-visitatore").

 

A&T conferma quindi la sua vocazione di punto di osservazione e analisi di tendenze nel mondo delle PMI, collaborando come già per la scorsa edizione con l’Osservatorio: già nel 2020 era emersa la scarsa maturità digitale delle micro, piccole e medie aziende italiane, un freno pericoloso in termini di reale competitività sui mercati globali. **La pandemia ha costretto le PMI industriali ad accelerare alcuni aspetti della trasformazione digitale**, soprattutto per contrastare il crollo del fatturato, sopperire alle difficoltà nella gestione dell’operatività aziendale e garantire la flessibilità del lavoro. Ma non è sufficiente.

 

**La sfida per il futuro è passare dalla reazione all’azione**, da un approccio emergenziale a un **approccio strategico di lungo periodo**. Le tecnologie sono state acquisite, manca un’implementazione strategica, una vera e propria riorganizzazione aziendale, improntata a una **cultura digitale**. Occorre estendere la digitalizzazione ai diversi processi di business rendendoli integrati e prospettici.

 

Secondo la ricerca – condotta su un campione di **504 osservazioni** rappresentative della popolazione di **69mila PMI manifatturiere** nel mese di dicembre 2020 – **solo il 14% ha un approccio strategico al digitale**, che pervade tutto il modello di business, coinvolgendo anche i processi core (sviluppo prodotto, rapporti di filiera, marketing e vendite). Generalmente si tratta di realtà più grandi e redditizie, di natura meno familiare, collocate al Nord e con una propensione maggiore all’export. La parte più importante del campione, ovvero **Il 57%** **ha mostrato un approccio “tattico**” con una focalizzazione al digitale su obiettivi specifici e contingenti di efficienza dei processi, con una forte diversità dei percorsi di digital transformation all’interno. Qui la cultura rimane un gap importante. Il restante **29% si avvicina al digitale come reazione a uno stimolo esterno** – la crisi Covid o la richiesta di un cliente – con investimenti scarsi limitati a singole attività e processi, su un orizzonte di breve periodo.

 

“*Dalla nostra analisi* – ha dichiarato **Giorgia Sali, Direttrice dell’Osservatorio Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano** – *emerge chiaramente come le piccole e medie industrie italiane di fronte a un ritardo già rilevante in termini di digitalizzazione, di processo e di visione, prima della pandemia, non siano riuscite a cogliere durante l’emergenza sanitaria e nell’attuale crisi economica e industriale di portata mondiale, l’opportunità di ridisegnare i propri modelli di business e la propria cultura aziendale secondo una logica “liquida”. Non basta essere reattivi o tattici, oggi è il momento di essere strategici e per farlo occorre pianificare, agire in rete e cogliere tutte le grandi opportunità offerte dall’innovazione, che non è solo implementazione tecnologica, ma è anche cultura e analisi”.*

 

L’importanza del digitale per la sopravvivenza del business emerge a ogni livello, a partire dal **crescente interesse dimostrato da manager e titolari per la formazione strategica** in questo ambito, con un +20% rispetto al 2019: **il 67% investe tempo sull’aggiornamento professionale**, pur in modo sporadico e non continuativo. Ancora elevata tuttavia la percentuale (40%) di imprese che non hanno **alcun responsabile dedicato a tematiche ICT&digital**.

 

Il tema, dunque, è la **mancanza di competenze**, di cui le PMI dell’industria pagano maggiormente le conseguenze negative e che impone un cambio culturale basato sull’interconnessione di tutti gli attori coinvolti insieme all’impresa. Perché la digitalizzazione avvenga con successo, infatti, **è fondamentale che allo sviluppo di competenze concorra lo sforzo di tutto l’ecosistema:** dalle istituzioni nazionali agli enti territoriali e associativi, fino a Università e centri di formazione. Dalla ricerca emerge in modo evidente come le imprese necessitino oltre che fare rete anche di nuove figure professionali. **Occorre andare oltre l’innovation manager e puntare sul pianificatore strategico dell’innovazione.**

 

Scendendo più nel dettaglio, lo studio fotografa ancora una **scarsa dimestichezza delle PMI manifatturiere con le tecnologie di Industrial IoT in fabbrica**: il 65% ammette di non conoscerle, solo il 9% le applica, anche se l’interesse è in aumento. Stessa situazione per l’uso del digitale nei rapporti lungo la **Supply Chain**, in ampliamento, ma comunque ancora marginale (software 35%, sensoristica 7%). Più positivi i dati relativi all’applicazione nel supporto alle vendite, con un incremento importante nel 2020 dell’utilizzo dell’**eCommerce** (sia tramite piattaforme proprietarie, sia su canali terzi). Meglio anche le performance del digitale a supporto di amministrazione, finanza e controllo, anche se **rimane scarsa l’integrazione tra i processi**. La diffusione del lavoro da remoto da una parte fa aumentare il rischio percepito e l’esigenza di protezione dei dati portando all’adozione di sistemi avanzati per la **sicurezza informatica** (38%), dall’altra stimola la crescita dei **software in Cloud** per gestire le comunicazioni e la collaborazione tra i dipendenti da remoto (39%). Anche le **priorità di investimento digitale per i prossimi 12 mesi** mostrano una stretta connessione con necessità contingenti, e si orientano verso soluzioni che consentano di portare avanti il lavoro in sicurezza in situazioni emergenziali.

 

Uno scenario che conferma dunque la tendenza della maggior parte delle PMI manifatturiere a ragionare e muoversi entro un asse temporale ridotto, che nel lungo periodo non potrà che incidere negativamente sulla loro **competitività** e capacità di rimanere profittevoli sul mercato.

 

*“La ricerca presentata questa mattina dall’Osservatorio Digitale per le PMI del Politecnico di Milano* – spiega **Luciano Malgaroli, Fondatore e CEO della Fiera A&T** – *mostra in modo chiaro le difficoltà dei piccoli imprenditori italiani a pianificare in modo prospettico lo sviluppo del loro business, ridimensionando di fatto le potenzialità offerte dall’innovazione e della trasformazione digitale. Implementare una linea produttiva, sistematizzare un processo informatizzare un sistema, non significa aver reso la propria impresa 4.0: la vera innovazione, quella che incide pesantemente in termini di competitività sui mercati globali, è data da un modello di azienda caratterizzata da un’identità ibrida, capace cioè di includere* *il know-how legato all’innovazione degli impianti e dei processi a quello dell’industrial analytics focalizzato alla migliore performance produttiva, ovvero alta qualità, valorizzazione dei dati, razionalizzazione degli sprechi, certificazione in termini di sicurezza e di sostenibilità. Questi sono i messaggi che nei tre giorni di Fiera cercheremo di trasmettere al nostro pubblico, attraverso un programma ricco di contenuti, di esperienze tecnologiche e di opportunità formative. Un evento che abbiamo ridisegnato in versione digitale puntando sulla socialità e sull’interattività. Una sfida che aprirà nuovi spazi nelle manifestazioni fieristiche: la modalità ibrida è ormai prossima!”.*

 

### **I dati della Ricerca dell’Osservatorio Digitale per le PMI in sintesi**

 

· Solo il 14% delle PMI manifatturiere non prevede alcun investimento in ambito digitale per il 2021, mentre l’86% di esse prevede investimenti in almeno un ambito

 

· In particolare, a livello del totale mercato le priorità di investimento per le PMI industriali si orientano sulle tecnologie a supporto della salute dei dipendenti sul posto di lavoro (34%) e la gestione documentale digitalizzata e fatturazione elettronica (30%)

 

· 1/3 delle industrie dichiara che il top management non ha mai partecipato a eventi formativi su temi del digitale; un ulteriore terzo lo ha fatto in maniera sporadica e occasionale

 

· 4 imprese su 10 non hanno figure che si occupino formalmente e che abbiano competenze specialistiche sul digitale

 

· 3 imprese su 4 non prevedono di rivedere il proprio modello di business né di reingegnerizzare il prodotto/servizio alla luce della trasformazione digitale

 

· Il 29% delle PMI manifatturiere adotta un approccio reattivo rispetto al digitale: sono quelle PMI che si rivolgono al digitale solo in reazione ad uno stimolo esterno, limitandosi a rispondere all’esigenza di breve periodo e minimizzando gli sforzi e gli investimenti allo stretto indispensabile

 

· La maggior parte delle realtà (57%) ricade in un approccio di tipo tattico: le tecnologie digitali vengono introdotte per efficientare i processi e per rispondere a obiettivi puntuali, spesso però senza un quadro organico di evoluzione di business

 

· Solo il 15% ha un profilo definibile strategico: qui l’adozione del digitale è accompagnata dallo sviluppo di una cultura aziendale sul tema, che coinvolge sia le figure organizzative sia la prima linea manageriale

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Fonte: [Digitale nelle PMI: la sfida per il futuro è passare dalla reazione all’azione](https://giornaledellepmi.it/digitale-nelle-pmi-la-sfida-per-il-futuro-e-passare-dalla-reazione-allazione/), Il Giornale delle PMI.
