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title: "Digitale, INAPP: “In Italia il 56% dei lavoratori utilizza tecnologie avanzate”"
url: https://giornaledellepmi.it/digitale-inapp-in-italia-il-56-dei-lavoratori-utilizza-tecnologie-avanzate/
author: "Redazione"
published: 2024-11-08T07:10:51+01:00
modified: 2024-11-07T18:40:03+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TRASFORMAZIONE DIGITALE"]
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# Digitale, INAPP: “In Italia il 56% dei lavoratori utilizza tecnologie avanzate”

*Redazione · 8 Novembre 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Presentato il nuovo numero di SINAPPSI “Sviluppo tecnologico, digitalizzazione, qualità del lavoro e relazioni industriali”.

Esistono 4 tipi di lavoratori digitali, più alto è il grado di specializzazione più alta è la qualità del lavoro, un quadro in linea con quanto accade in Europa. In diversi casi aumentano però anche lo stress e i ritmi di lavoro.

 

Roma, 7 novembre 2024 – In Italia il 56% dei lavoratori utilizza almeno uno degli strumenti tipici delle tecnologie avanzate, come macchinari e sistemi automatizzati, sistemi informatici di condivisione delle informazioni, il così detto cloud computing, Big data analytics, sistemi informatici di simulazione dei processi produttivi, la robotica collaborativa e le stampanti 3D associate all’additive manufacturing. È quanto emerge dall’Indagine Inapp sulla “Qualità del lavoro”, condotta su un campione di 15mila lavoratori rappresentativo di tutti i settori economici, pubblicata sul nuovo numero della rivista SINAPPSI dedicato allo “Sviluppo tecnologico, digitalizzazione, qualità del lavoro e relazioni industriali” presentato durante un convegno presso l’Auditorium dell’Istituto.

 

L’indagine individua quattro tipologie di lavoratori sulla base dell’utilizzo delle tecnologie digitali:

 

· gli ‘hard digital’ (24%) che impiegano tutte le tecnologie hardware diffuse nei sistemi produttivi italiani che negli ultimi anni hanno investito nel modello Industria 4.0;

 

· i ‘cloud digital’ (17%) che ricorrono massivamente a strumenti di cloud computing e interagiscono con macchinari e sistemi automatizzati;

 

· i ‘soft digital’ (7%), occupati soprattutto in attività che richiedono il ricorso a Big data analytics e all’impiego del cloud computing;

 

· gli ‘integrati’ (7%), un segmento che sperimenta a 360 gradi l’impiego di tecnologie software associandolo ai classici dispositivi tecnologici di tipo hardware.

 

L’analisi svolta conferma una relazione diretta tra l’impiego delle tecnologie, la crescita delle competenze dei lavoratori e il miglioramento delle condizioni di lavoro in particolare per i lavoratori soft digital e cloud digital. Circa il 40% di questi dichiara infatti “di aver migliorato la propria condizione economica, le prospettive di sviluppo e carriera e i livelli di autonomia sul lavoro”, a fronte di un dato medio, tra i lavoratori non digitali, che sui tre aspetti raggiunge solamente il 20%. All’opposto il 67% dei lavoratori ‘hard digital’, che utilizzano in maniera routinaria i dispositivi hardware, considera il proprio lavoro gravoso in termini di disagio e sforzo fisico, e circa i due terzi di questi lavoratori non ha migliorato, o ha addirittura peggiorato, la propria situazione rispetto ad autonomia, prospettiva di carriera e condizione economica.

 

Nella rivista SINAPPSI sono pubblicati anche i risultati dell’indagine EU-OSHA OSH Pulse condotta dall’Agenzia della Commissione Europa sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. I dati evidenziano, in linea con il dato italiano, un’ampia diffusione delle tecnologie di base tra i lavoratori (73%), ma anche l’emergere, seppur marginale, dell’impiego di dispositivi indossabili (11%), come smart watches, smart glasses, activity tracker .Le tecnologie digitali sono utilizzate dai datori di lavoro per supervisionare o monitorare le prestazioni (25,3%), per assegnare compiti, orari di lavoro o turni (29,9%) o per valutare le prestazioni dei lavoratori da parte dei clienti o pazienti (26,9%). L’indagine europea evidenzia l’aumento dei rischi psicosociali per i lavoratori: per il 52,3% determina un aumento dei ritmi di lavoro; per il 40% un incremento dei livelli di sorveglianza sul lavoro e per il 33% una riduzione dell’autonomia lavorativa.

 

“I risultati confermano, in generale, una relazione positiva tra gli investimenti in tecnologie digitali e le condizioni di lavoro se accompagnati da quelli sulle competenze dei lavoratori, ma evidenziano anche un aumento dei livelli di controllo delle prestazioni dei lavoratori con disagi di natura psicologica, sociale e salariale – ha dichiarato Natale Forlani, presidente dell’Inapp – Questi fenomeni devono essere attentamente monitorati anche per l’atteso sviluppo delle applicazioni dell’intelligenza artificiale. Continueremo ad analizzare l’impatto di queste innovazioni, ma sin da ora si manifesta l’esigenza di aumentare i livelli d’investimento sulle competenze dei lavoratori adeguando le politiche attive e la capacità delle parti sociali di regolamentazione dell’impatto delle tecnologie sulle condizioni di lavoro per evitare profonde spaccature tra i lavoratori”.

 

A questo [link](https://www.inapp.gov.it/rivista-sinappsi/ultimo-numero) è possibile scaricare la rivista SINAPPSI

 

Foto di [ThisisEngineering](https://unsplash.com/it/@thisisengineering?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash) su [Unsplash](https://unsplash.com/it/foto/donna-in-camicia-bianca-a-maniche-lunghe-usando-il-computer-portatile-nero-ZPeXrWxOjRQ?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash)

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Fonte: [Digitale, INAPP: “In Italia il 56% dei lavoratori utilizza tecnologie avanzate”](https://giornaledellepmi.it/digitale-inapp-in-italia-il-56-dei-lavoratori-utilizza-tecnologie-avanzate/), Il Giornale delle PMI.
