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title: "Dichiarazioni di conformità nella supply chain: il 64% delle aziende non ha un approccio strutturato"
url: https://giornaledellepmi.it/dichiarazioni-di-conformita-nella-supply-chain-il-64-delle-aziende-non-ha-un-approccio-strutturato/
author: "Redazione"
published: 2026-03-24T06:40:19+01:00
modified: 2026-03-23T16:05:33+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Dichiarazioni di conformità nella supply chain: il 64% delle aziende non ha un approccio strutturato

*Redazione · 24 Marzo 2026 · Il Giornale delle PMI*

> La ricerca IUNGO su 350 imprese analizza pratiche e criticità nella gestione delle dichiarazioni di conformità di materiali e componenti lungo la filiera.

Con l’obiettivo di fare luce su come le imprese italiane affrontano oggi la gestione delle dichiarazioni di conformità lungo la catena di fornitura, IUNGO presenta i risultati della sua indagine “*Raccolta e gestione delle dichiarazioni di conformità materiali e componenti*”. La ricerca analizza pratiche, criticità e livelli di maturità organizzativa adottati dalle aziende, offrendo una fotografia aggiornata delle sfide operative e delle opportunità di miglioramento nella supply chain italiana.

 

Il report, che vede coinvolte circa **350 aziende** clienti di IUNGO, nasce proprio con la volontà di comprendere fino a che punto le imprese stiano realmente progredendo nella raccolta, nel controllo e nella gestione strutturata di queste informazioni fondamentali per garantire qualità, sicurezza e conformità normativa.

 

Nel contesto industriale odierno, segnato da normative sempre più stringenti e da una crescente attenzione alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità di materiali e componenti è diventata un elemento chiave per le aziende che operano in filiere complesse. Garantire la tracciabilità dei materiali e dimostrarne la conformità ai requisiti normativi non è più solo un adempimento formale, ma una leva fondamentale per assicurare trasparenza, ridurre rischi legali e affrontare con maggiore solidità audit e verifiche lungo la supply chain.

 

L’indagine evidenzia che più della metà delle realtà aziendali intervistate, **il 64%,** gestisce ancora le dichiarazioni di conformità di materiali e componenti con modalità poco strutturate, utilizzando strumenti eterogenei come e-mail, fogli Excel o archivi non centralizzati. Questa situazione si riflette anche nella percezione del rischio: le organizzazioni coinvolte stimano infatti un livello medio di esposizione pari a **2,8** (su una scala da 1 a 5), un dato che suggerisce come l’assenza di processi strutturati e strumenti dedicati possa aumentare la vulnerabilità a errori, ritardi nella raccolta della documentazione e difficoltà nel dimostrare tempestivamente la compliance durante controlli o audit.

 

Questo approccio comporta un notevole dispendio di tempo da parte delle funzioni aziendali e aumenta il rischio di ritardi ed errori nel reperimento della documentazione. In particolare, oltre la metà delle aziende intervistate, il **53%,** impiega 3 o più giorni al mese per la raccolta e all’aggiornamento delle dichiarazioni dai fornitori. La difficoltà è confermata anche dal dato di **2,4 su una scala da 1 a 5**, che indica quanto i referenti aziendali percepiscano complesso risalire rapidamente alle dichiarazioni di un componente acquistato: più il sistema è frammentato e manuale, più aumenta la fatica di ottenere informazioni aggiornate e affidabili.

 

Tra le attività più impegnative emergono in particolare il **sollecito dei fornitori (71%)** per l’invio delle dichiarazioni, **l’aggiornamento costante degli archivi documentali (78%)** e il monitoraggio delle scadenze, processo che per il **75%** degli intervistati continua a essere gestito manualmente.

 

A queste complessità operative si aggiunge la necessità di seguire costantemente l’evoluzione normativa, un’attività che il **43% delle aziende** trova difficile da gestire. Le revisioni periodiche della Candidate List delle sostanze SVHC, previste dal regolamento REACH, richiedono nuove verifiche sui materiali e sulla documentazione fornita dai partner di filiera. Recepire e integrare tempestivamente questi aggiornamenti non serve solo a mantenere la conformità normativa, ma anche a garantire la corretta trasmissione delle informazioni lungo tutta la supply chain.

 

A fronte di queste continue evoluzioni normative, emergono anche differenze significative nella gestione concreta dei materiali acquistati. Infatti, solo il **7% delle aziende** dichiara di acquistare dai fornitori materiali non soggetti a una o più dichiarazioni di conformità, mentre appena il **18% segnala dichiarazioni attualmente non gestite**, ma che dovranno essere raccolte e monitorate dai fornitori nel prossimo futuro.

 

“*In un contesto di mercato sempre più regolamentato e orientato alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità non è più un mero adempimento burocratico, ma un vero elemento strategico,”* commenta **Micaela Valent, COO Area Solutions di IUNGO**. *“Grazie alla digitalizzazione e a strumenti centralizzati, le aziende possono trasformare gli obblighi normativi in vantaggi concreti, migliorando efficienza, trasparenza e collaborazione lungo tutta la supply chain. Per IUNGO, la compliance proattiva rappresenta oggi una leva fondamentale per costruire filiere più resilienti, sicure e sostenibili, in grado di coniugare qualità, legalità e reputazione del brand*.”

 

In questa prospettiva, la gestione efficace delle dichiarazioni di conformità diventa uno strumento strategico per rispondere alle politiche europee che promuovono maggiore trasparenza sui materiali impiegati nei prodotti e favoriscono un sistema produttivo più responsabile e sostenibile.

 

Il report con i dati integrali è disponibile [qui](https://info.iungo.com/hubfs/Report%20Conformit%C3%A0%20Materiali.pdf)

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Fonte: [Dichiarazioni di conformità nella supply chain: il 64% delle aziende non ha un approccio strutturato](https://giornaledellepmi.it/dichiarazioni-di-conformita-nella-supply-chain-il-64-delle-aziende-non-ha-un-approccio-strutturato/), Il Giornale delle PMI.
