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title: "Deloitte: maturità digitale e resilienza energetica migliorano le performance economiche delle imprese manifatturiere italiane"
url: https://giornaledellepmi.it/deloitte-maturita-digitale-e-resilienza-energetica-migliorano-le-performance-economiche-delle-imprese-manifatturiere-italiane/
author: "Redazione"
published: 2026-10-14T06:50:28+02:00
modified: 2026-10-13T17:52:38+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Deloitte: maturità digitale e resilienza energetica migliorano le performance economiche delle imprese manifatturiere italiane

*Redazione · 14 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> L’IA accelera la trasformazione della fabbrica, ma nel prossimo triennio l’81% delle ore dedicate alle attività del settore sarà ancora guidato dalle persone.

- *Il 63% delle PMI* *manifatturiere* *italiane* *valuta buono o elevato il proprio livello di adozione digitale,* *ma* *lo considera* *inferiore* *alla* *media del settore (77%)**;*
- *L’automazione è la principale finalità degli investimenti in IA delle grandi aziende industriali italiane**. I**n Europa, oltre l’80% sperimenta già gli agenti autonomi;*
- *Oltre il 60% delle PMI manifatturiere in Italia* *punta sul digitale* *per individuare fornitori alternativi**, mentre una quota analoga delle grandi imprese* *investe nel risk management della filiera**;*
- *Solo un terzo delle aziende manifatturiere europee ha integrato ampiamente le tecnologie verdi e appena il 20% dispone di competenze e risorse adeguate per un’adozione su vasta scala.*

 

Il settore manifatturiero italiano è in ripresa nonostante il contesto internazionale segnato da sfide che incidono su continuità operativa e capacità di preservare i margini. In questa fase le imprese che investono nel digitale, nella resilienza energetica e nella relazione con il cliente mostrano una maggiore capacità di generare margini operativi. L’intelligenza artificiale si conferma un abilitatore trasversale e, secondo il 67% delle PMI manifatturiere italiane coinvolte nell’analisi di Deloitte, la sua adozione è determinante per crescita e competitività. L’automazione rappresenta oggi la finalità più importante per cui le principali aziende italiane del settore stanno esplorando o implementando soluzioni di IA mentre in Europa oltre l’80% delle grandi imprese industriali sta già sperimentando l’utilizzo di agenti autonomi.

 

Sono queste alcune delle evidenze del report Deloitte *“****La manifattura industriale in Italia 2026*** ***–*** ***Le dinamiche della catena del valore e le leve strategiche per la competitività****”*, che approfondisce le priorità strategiche del settore e le trasformazioni in atto. Oltre alle evidenze quantitative, lo studio raccoglie – attraverso una serie di interviste – il contributo diretto di figure di vertice di sei aziende leader nei rispettivi segmenti di mercato come ABB, Hitachi Rail, Schindler, Irsap, Bitron Electronics e Bonfiglioli.

 

*“Il* *settore* *manifatturiero italiano –* dichiara **Andrea Muggetti**, **Industrial Products & Construction Sector Leader** **di Deloitte** *–* *sta dimostrando una significativa capacità di adattamento e dispone di fondamentali solidi per affrontare* *sia l’attuale* *fase* *di consolidamento sia una successiva fase di ripresa**. I risultati d**el report mostrano come le imprese possano tradurre questa capacità in maggiore competitività agendo concretamente su diversi fronti: dalla digitalizzazione alla resilienza energetica, fino alla costruzione di una relazione sempre più forte con il cliente.* *Per farlo, serve una visione integrata della catena del valore, sostenuta da un**a forte sponsorship del management, investimenti e capacità di adattamento continuo. Sarà fondamentale, inoltre, cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla sua integrazione nei processi, come strumento a supporto delle persone e* *n**ell’evoluzione dei mode**lli operativi. Le aziende che sapranno orchestrare in modo coerente tecnologia, processi e persone saranno quelle meglio posizionate per trasformare le evoluzioni in corso in opportunità di crescita e consolidare la propria competitività nei prossimi anni”**.*

 

## **Gli ambiti chiave della d****igitalizzazione**

 

La trasformazione digitale è percepita come una priorità strategica per le PMI manifatturiere italiane, con 9 su 10 che la ritengono l’investimento più importante per incrementare il valore dell’impresa. Il 63% valuta buono o elevato il proprio livello di adozione digitale, anche se questo rimane inferiore alla media del settore (77%).

 

Le aziende puntano sempre più su tecnologie digitali, dati e competenze per costruire fabbriche intelligenti, connesse e resilienti, concentrandosi su tre ambiti chiave: smart manufacturing, logistica automatizzata e manutenzione predittiva. Su quest’ultimo fronte, dichiara di essere già attiva quasi una su due tra le grandi aziende del settore in Italia. I leader intervistati da Deloitte osservano benefici soprattutto in termini di qualità del prodotto e della precisione dei processi, oltre a impatti positivi su produttività, efficienza e capacità di pianificazione. Un modello chiamato a fare leva sull’intelligenza artificiale, una tecnologia abilitante capace di amplificare il valore del talento umano in un settore in cui, analizza Deloitte, oltre l’80% delle ore lavorative resterà guidato dagli esseri umani anche nei 3 prossimi anni, a conferma del ruolo complementare, e non sostitutivo, dell’IA.

 

*“L’evoluzione verso la fabbrica intelligente –* afferma **Cosimo** **Luca Negro**, **Technology & Transformation Leader di Deloitte per il settore Industrial Products & Construction** *–* *risponde all’esigenza delle imprese manifatturiere di convergere verso un modello produttivo digitale, tecnologicamente avanzato e sostenibile, in grado di rispondere con rapidità e precisione alle pressioni del mercato. Questo* *non significa soltanto adottare nuove tecnologie, ma costruire un ecosistema capace di utilizzare i dati per anticipare le discontinuità, aumentare la produttività e sostenere qualità, efficienza e innovazione.* *In questo percorso,* *l’IA* *rappresenta un ulteriore acceleratore**.* *La sfida, tuttavia, non è solo sper**imentare nuovi casi d’uso, ma riuscire a portarli su scala: integrarli nei processi e nei diversi stabilimenti richiede dati affidabili, modelli operativi coerenti e competenze adeguate. È in queste condizioni che il valore dell’IA può emergere, attraverso* *un* *approccio ‘**human-in-the-loop**’**, in cui tecnologia e competenze umane lavorano insieme e le persone mantengono un ruolo centrale nelle decisioni.* *In un contesto* *caratterizzato dalla* *continua ricerca di* *nuove* *competenze, l’IA può amplificare il talento umano, ma non sostituirlo. Per questo, gli investimenti tecnologici dovranno andare di pari passo con lo sviluppo delle competenze e la capacità di attrarre e valorizzare i talenti”**.*

 

La necessità di co-sviluppo umano e tecnologico emerge anche nel report DESI 2026 della Commissione Europea: le aziende italiane hanno margine di miglioramento sia nello sviluppo di competenze digitali (54% persone con competenze digitali di base vs. 80% target EU 2030) che, conseguentemente, nell’adozione dell’IA (16% nelle aziende italiane vs. 75% target EU 2030).

 

## **Sostenibilità e** **nuove** **tecnologie verdi**

 

Digitalizzazione e innovazione tecnologica sono fondamentali per rendere lo sviluppo del settore non solo più efficiente, ma anche più sostenibile. I modelli di Smart Factory, attraverso l’integrazione di macchinari, processi e persone in un ecosistema basato sui dati consentono di monitorare le attività in tempo reale, prevedere gli impatti ambientali e ottimizzare l’utilizzo di risorse ed energia, contribuendo a ridurre significativamente l’impronta di carbonio degli asset produttivi.

 

In Europa, oltre il 90% delle aziende manifatturiere indagate da Deloitte dichiara di essere in linea o in anticipo rispetto ai propri obiettivi di sostenibilità, mentre un’impresa su tre punta a raggiungere il net-zero entro il 2045. In questo percorso, l’Italia parte da una posizione favorevole, grazie a un ruolo di primo piano a livello europeo nell’economia circolare. Secondo Deloitte, per accelerare il raggiungimento degli obiettivi è necessario innanzitutto ampliare l’adozione delle tecnologie verdi per migliorare l’efficienza energetica. Oggi, infatti, solo un terzo delle aziende manifatturiere europee le ha già integrate in modo esteso nelle proprie operations e appena il 20% ritiene di disporre delle competenze e delle risorse necessarie per un’adozione su vasta scala. Al tempo stesso è fondamentale estendere gli interventi lungo l’intera catena del valore, coinvolgendo fornitori e clienti per accelerare la decarbonizzazione della filiera.

 

## **Le sfide per le catene di fornitura**

 

La supply chain è un’altra priorità strategica delle aziende manifatturiere, in una fase in cui instabilità geopolitica, tensioni commerciali e rischio di un crescente protezionismo continuano a influenzare la disponibilità dei materiali, la prevedibilità delle rotte internazionali e la continuità degli approvvigionamenti. Secondo l’analisi di Deloitte, in Europa il 77% delle aziende manifatturiere produce fuori dal continente per servire il mercato domestico e la logistica rimane un fattore di costo rilevante: per il 37% delle imprese incide per oltre il 10% dei costi di produzione.

 

In questo scenario, la supply chain è chiamata a evolvere verso modelli più preventivi, resilienti e collaborativi, capaci di anticipare le disruption, proteggere la continuità operativa e rafforzare competitività e sostenibilità economica lungo l’intera catena del valore. Le analisi Deloitte evidenziano segnali concreti in questa direzione: ad esempio più del 60% delle PMI manifatturiere in Italia si orienta verso soluzioni digitali per individuare fornitori alternativi e migliorare la forza e l’agilità della catena di fornitura, mentre una quota analoga delle grandi imprese italiane analizzate investe in modelli avanzati di risk management lungo la filiera e in parte sviluppa partnership strategiche con i fornitori chiave.

 

## **La relazione con i clienti al centro**

 

Infine, l’analisi di Deloitte evidenzia come, in un contesto di crescente pressione competitiva, la capacità di generare valore e costruire fiducia attraverso una customer experience distintiva rappresenti una leva sempre più importante di competitività. Non a caso, i leader di 5 su 6 tra le aziende coinvolte nelle interviste indicano che la capacità di garantire una relazione continua, trasparente e reattiva lungo l’intero customer journey sia un fattore chiave di competitività.

 

In questo percorso, il digitale gioca – anche qui – un ruolo centrale, consentendo di evolvere l’esperienza del cliente sia sul piano della relazione (ad esempio attraverso maggiore facilità di comunicazione e collaborazione) sia su quello del valore generato dai dati. La raccolta e l’analisi in tempo reale di informazioni operative e prestazionali permettono infatti di monitorare lo stato e l’efficienza degli asset, prevedere guasti e inefficienze e intervenire in modo preventivo, trasformando il prodotto in una fonte continua di valore per il cliente.

 

A beneficiarne è anche l’aftermarket, che assume un ruolo sempre più strategico come leva di customer retention: servizi più evoluti e personalizzati possono rafforzare la fiducia, aumentare la soddisfazione e consolidare la relazione con il cliente ben oltre la vendita iniziale. Un’evoluzione già in atto: almeno tre quarti delle grandi imprese italiane analizzate da Deloitte comunicano il presidio di quest’area di business.

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Fonte: [Deloitte: maturità digitale e resilienza energetica migliorano le performance economiche delle imprese manifatturiere italiane](https://giornaledellepmi.it/deloitte-maturita-digitale-e-resilienza-energetica-migliorano-le-performance-economiche-delle-imprese-manifatturiere-italiane/), Il Giornale delle PMI.
