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title: "De Cecco e Rummo in testa: ecco le marche di pasta più citate dall’IA (e chi rischia di sparire)"
url: https://giornaledellepmi.it/de-cecco-e-rummo-in-testa-ecco-le-marche-di-pasta-piu-citate-dallia-e-chi-rischia-di-sparire/
author: "Gabriele Carboni"
published: 2025-07-23T07:23:29+02:00
modified: 2025-10-21T14:55:20+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["DIGITAL DIVIDE", "IA", "INNOVAZIONE"]
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# De Cecco e Rummo in testa: ecco le marche di pasta più citate dall’IA (e chi rischia di sparire)

*Gabriele Carboni · 23 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

## *L’analisi basata sull’intelligenza artificiale rivela come i principali brand di pasta italiani vengono rappresentati nelle risposte generate da IA.*

 

**De Cecco, Rummo e Barilla** sono le marche più frequentemente citate quando un utente chiede a un assistente IA quale sia la miglior pasta italiana. Ma attenzione: non si tratta solo di *quante volte* viene menzionato un marchio, bensì *di come* viene descritto.

 

Abbiamo condotto una simulazione su larga scala delle ricerche generative, utilizzando modelli come ChatGPT, per analizzare in che modo l’IA sintetizza i principali brand di pasta nelle sue risposte.

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2025/07/pasta-italia-2025-819x1024.png)

 

### **Ciò che fa davvero la differenza è il racconto, non solo quanto si appare.**

 

Attraverso **G.L.I.M.P.S.E.** – *Generative Language Insights for Market Positioning & Sentiment Evaluation* – il primo strumento sviluppato in Italia che unisce analisi linguistica e posizionamento di mercato, abbiamo analizzato:

 

- la **frequenza** delle citazioni;
- i **termini associati** a ciascuna marca;
- il **sentiment medio** delle descrizioni.

 

Nell’era della ricerca generativa, **non basta più essere presenti nelle risposte dell’intelligenza artificiale: serve essere scelti**. Quando un utente chiede a un assistente IA quale sia la migliore marca di pasta italiana, la risposta non arriva da un sito ufficiale o da una pubblicità, ma da una **sintesi di tutto ciò che l’IA ha appreso**: articoli, recensioni, conversazioni online, contenuti pubblicati — e anche silenzi comunicativi.

 

Le **parole che l’IA usa per raccontare un brand** non sono casuali: sono lo specchio della sua **reputazione digitale**, della **coerenza narrativa** e della **quantità e qualità di contenuti** disponibili in rete. È un nuovo tipo di posizionamento, invisibile ma potentissimo, che influenza la percezione del marchio proprio nel momento in cui il consumatore cerca una risposta.

 

Conoscere questo **racconto invisibile** significa poterlo **analizzare, interpretare e guidare**. Significa capire se la propria azienda è descritta come “affidabile”, “tradizionale”, “innovativa” — oppure semplicemente non è menzionata. E questo fa tutta la differenza tra essere scelti… o ignorati.

 

## *I risultati: chi vince davvero nella narrativa AI?*

 

![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2025/07/tabella-4.png)

 

**Marca**

 

È il nome dell’azienda analizzata. In questa analisi abbiamo incluso i brand più frequentemente citati dalle IA nei loro suggerimenti agli utenti.

 

*Esempio: “De Cecco” è uno dei brand che compare con maggior frequenza nelle risposte IA.*

 

**Frequenza AI**

 

Indica **la percentuale di risposte generate dall’intelligenza artificiale nelle quali è stato menzionato il brand**. Una percentuale alta suggerisce che la marca ha una forte **visibilità sintetica** nei contenuti generati.

 

*Esempio: “Rummo” è citata nel 99,06% delle risposte analizzate, segno che l’IA la considera rilevante e pertinente rispetto al tema “migliore pasta italiana”.*

 

**Termini associati**

 

Sono gli **aggettivi e le espressioni usate dall’IA per descrivere ogni marca**. Questi termini sintetizzano la percezione che l’IA ha del brand (derivata dai contenuti disponibili online) e possono includere sia qualità funzionali (es. “resistente”) che valori emotivi (es. “autentica”).

 

*Esempio: “Garofalo” è spesso descritta con parole come “artigianale”, “autentica”, “di qualità”, che ne rafforzano il posizionamento premium e tradizionale.*

 

**Sentiment IA**

 

È un valore numerico che misura **quanto positivamente viene descritto il brand** nelle risposte IA. Più il valore è vicino a 1, più le parole usate sono coerenti e favorevoli.

 

*Esempio: “Barilla” ha un punteggio di 0,39: pur essendo molto citata, il tono con cui viene descritta è meno positivo e coinvolgente rispetto ad altri brand come “Garofalo” (0,70) o “Voiello” (0,69).*

 

## *Come usare questi dati*

 

I team marketing possono usare analisi come questa per:

 

- capire la **posizione percepita** del brand nelle risposte IA e potenzialmente **determinare il proprio posizionamento di marca**;
- confrontare il **sentiment** con i concorrenti;
- identificare opportunità narrative e di riposizionamento;
- evitare parole potenzialmente dannose;
- sviluppare strategie di contenuto in ottica *Generative Engine Optimization* (GEO).

 

### *Vuoi scoprire cosa dice l’IA sul tuo brand?*

 

**Da’ un’occhiata a GLIMPSE by Weevo e contattaci: [https://glimpse.weevo.it/](https://glimpse.weevo.it/)**

 

Oppure approfondisci il tema nel mio libro **“La fine della SEO”**, disponibile su Amazon:  
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Fonte: [De Cecco e Rummo in testa: ecco le marche di pasta più citate dall’IA (e chi rischia di sparire)](https://giornaledellepmi.it/de-cecco-e-rummo-in-testa-ecco-le-marche-di-pasta-piu-citate-dallia-e-chi-rischia-di-sparire/), Il Giornale delle PMI.
