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title: "Cybersecurity prima minaccia, AI priorità: i CEO tra fiducia e prudenza | KPMG Global CEO Outlook 2026"
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author: "Redazione"
published: 2026-11-04T06:45:30+01:00
modified: 2026-11-03T18:38:49+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Cybersecurity prima minaccia, AI priorità: i CEO tra fiducia e prudenza | KPMG Global CEO Outlook 2026

*Redazione · 4 Novembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> L’84% dei CEO è fiducioso nella crescita della propria azienda, ma la fiducia nell’economia globale scende al 65%. Il 79% indica l’AI tra le priorità di investimento, otto punti in più rispetto al 2025. In Italia, il 96% dei CEO intervistati prevede di aumentare gli organici nei prossimi tre anni.

La cybersecurity, l’incertezza economica, l’instabilità geopolitica e le pressioni regolamentari guidano le preoccupazioni dei CEO per la crescita delle imprese nei prossimi tre anni.

 

Nonostante un contesto globale sempre più complesso, **l’84% dei CEO è fiducioso nelle prospettive della propria azienda**, rispetto al 79% del 2025, mentre **la fiducia nell’economia globale scende dal 68% al 65%**, il dato più basso dal 2021.

 

È quanto emerge dalla dodicesima edizione della **‘KPMG Global CEO Outlook 2026’**, la ricerca condotta su 1.400 leader aziendali a livello globale sui temi più rilevanti per le imprese.

 

Lo studio sottolinea che il 31% degli amministratori delegati considera la **cybersecurity** e la **sicurezza dei dati** come il principale rischio per la crescita nei prossimi tre anni, seguito **dall’incertezza economica globale** (28%), dall’**instabilità geopolitica** e dalle **pressioni regolamentari** (entrambe al 26%).

 

Di conseguenza **i CEO globali intendono investire** nelle aree che garantiscono la resilienza e la continuità operativa per mitigare i rischi. Quasi la metà degli intervistati (45%) prevede di aumentare gli **investimenti** in cybersecurity e resilienza ai rischi digitali nei prossimi tre anni. In crescita anche le risorse destinate alle attività di compliance normativa e reporting per far fronte alle pressioni regolamentari (36%).

 

Ancora sul fronte degli investimenti, **la grande maggioranza dei CEO (79%) concorda sul fatto che l’AI continuerà a essere una delle principali priorità nei prossimi tre anni** (+8 punti percentuali rispetto al 2025). I CEO si mostrano tuttavia anche consapevoli delle implicazioni etiche strettamente connesse all’adozione dell’AI, indicate dal 57% degli intervistati come un aspetto rilevante da affrontare.

 

Nonostante queste criticità, il 66% dei CEO ritiene che la propria organizzazione stia procedendo al ritmo corretto o addirittura più velocemente della concorrenza nell’adozione dell’AI. Il 29% si definisce cautamente ottimista e in una fase di apprendimento continuo, mentre soltanto il 5% dichiara di avere difficoltà a tenere il passo.

 

I**l tema del capitale umano rimane centrale**. La ricerca evidenzia che **il divario di competenze** è la preoccupazione principale per il 56% degli intervistati. Diventa quindi sempre più necessario aggiornare e formare il personale (52%), oltre a migliorare la capacità di attrarre e trattenere i talenti (47%). La resistenza dei dipendenti è il meno citato tra gli ostacoli all’adozione dell’AI: solo il 26% la considera una sfida rilevante.

 

## **Evoluzione delle competenze dei CEO**

 

Per il secondo anno consecutivo, la maggiore agilità e la capacità di prendere decisioni rapide sotto pressione rappresentano le **competenze di leadership** ritenute più importanti, indicate dal 47% dei CEO (+21 punti percentuali rispetto all’anno precedente), insieme alla capacità di previsione strategica e pianificazione per scenari (44% vs 22% del 2025). Analogamente, il saper identificare, prioritizzare e gestire i rischi passa dal 23% al 39%, mentre possedere una buona cultura digitale e tecnologica viene ritenuto essenziale dal 36%.

 

## **I principali risultati del campione italiano**

 

I risultati italiani della ‘KPMG Global CEO Outlook 2026’ delineano un tessuto imprenditoriale che guarda ai prossimi anni con **fiducia, ma anche con un marcato senso di pragmatismo**. Nel campione italiano, il 70% mantiene invariata la **propensione al rischio** e il 64% prevede una **crescita degli utili** pari o superiore al 2,5% all’anno nei prossimi tre anni, in netto aumento rispetto al 56% registrato nel 2025.

 

Il 74% dei CEO indica **l’AI tra le principali priorità di investimento** e, soprattutto, il 78% ritiene di essere nelle condizioni di tenere il passo con la sua adozione.

 

Agli investimenti nell’AI si affiancano le prospettive di rafforzamento del capitale umano: **il 96% dei CEO italiani prevede di aumentare gli organici nei prossimi tre anni e l’88% sta assumendo talenti con competenze tecnologiche e nell’AI**.

 

Sul fronte della **sostenibilità**, il 34% dei CEO italiani concentra l’attenzione sulle tematiche ESG più rilevanti per il business, rispetto al 21% globale. Il 58% si dichiara fiducioso di raggiungere i propri obiettivi di Net Zero entro il 2030.

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Fonte: [Cybersecurity prima minaccia, AI priorità: i CEO tra fiducia e prudenza | KPMG Global CEO Outlook 2026](https://giornaledellepmi.it/cybersecurity-prima-minaccia-ai-priorita-i-ceo-tra-fiducia-e-prudenza-kpmg-global-ceo-outlook-2026/), Il Giornale delle PMI.
