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title: "Confcommercio: nel 2020 oltre 300mila imprese in meno, l’80% a causa del Covid"
url: https://giornaledellepmi.it/confcommercio-nel-2020-oltre-300mila-imprese-in-meno-l80-a-causa-del-covid/
author: "Redazione"
published: 2020-12-29T07:05:57+01:00
modified: 2020-12-28T22:35:16+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Confcommercio: nel 2020 oltre 300mila imprese in meno, l’80% a causa del Covid

*Redazione · 29 Dicembre 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Tra i settori più colpiti tempo libero, agenzie viaggio, abbigliamento, ristorazione, trasporti. Pesanti effetti della pandemia anche su attività professionali.

L’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% (pari a una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019) porta a stimare per il 2020 **la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato**, fenomeno non compensato dalle 85mila nuove aperture. Pertanto, la riduzione del tessuto produttivo nei settori considerati ammonterebbe a quasi 305mila imprese (-11,3%). Di queste, 240mila, esclusivamente a causa della pandemia. In altre parole, l’emergenza sanitaria – con tutte le conseguenze che ne sono derivate, restrizioni e chiusure obbligatorie incluse – ha acuito drasticamente il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%). Questa la stima dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla nati-mortalità nel 2020 delle imprese del commercio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi (nota completa su [www.confcommercio.it](http://www.confcommercio.it/), sezione Ufficio Studi).

 

Delle 240mila imprese “sparite” dal mercato a causa della pandemia – prosegue la nota – 225mila si perdono per un eccesso di mortalità e 15mila per un deficit di natalità. Una riduzione del tessuto produttivo che risulta particolarmente accentuata tra i servizi di mercato, che si riducono del 13,8% rispetto al 2019, mentre nel commercio rimane più contenuta, ma comunque elevata, e pari all’8,3%.

 

Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.

 

Alla perdita di imprese – conclude la nota – va poi aggiunta anche quella relativa ai lavoratori autonomi, ovvero quei soggetti titolari di partita Iva operanti senza alcun tipo di organizzazione societaria. Si stima **la chiusura per circa 200mila professionisti tra ordinistici e non ordinistici**, operanti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento e altro.

 

### Tab. 1 – Variazioni dello stock di imprese del commercio non alimentare e dei servizi ed effetti dovuti alla crisi pandemica

 

![](https://www.confcommercio.it/documents/20126/154633/203_tab+chiusura+imprese+pandemia+covid.jpg/0f5a85d5-f009-caba-3544-ed03da9c7965?t=1609105600269&imagePreview=1)

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio su dati Istat e Movimprese

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Fonte: [Confcommercio: nel 2020 oltre 300mila imprese in meno, l’80% a causa del Covid](https://giornaledellepmi.it/confcommercio-nel-2020-oltre-300mila-imprese-in-meno-l80-a-causa-del-covid/), Il Giornale delle PMI.
