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title: "Confartigianato: mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese"
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author: "Redazione"
published: 2026-08-21T06:55:24+02:00
modified: 2026-08-20T18:57:39+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Confartigianato: mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese

*Redazione · 21 Agosto 2026 · Il Giornale delle PMI*

Le **imprese** italiane accelerano gli investimenti in **intelligenza artificiale** ma **non trovano le professionalità necessarie per gestirla**. È l’allarme lanciato da **Confartigianato** con una rilevazione dalla quale emerge che nel 2025, su 621mila richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate, ben **316mila, pari al 50,8%, sono risultate di difficile reperimento**.

 

Secondo l’elaborazione dell’**Ufficio Studi di Confartigianato**, il **71,8% delle imprese ha effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti della transizione digitale**, dall’adozione di tecnologie digitali alla loro integrazione nell’organizzazione, fino allo sviluppo di nuovi modelli di business basati sul digitale. La propensione a investire sale al 73,4% nei servizi e si attesta al 70,8% nella manifattura, utilities e costruzioni. Tuttavia la **mancanza di personale qualificato viene indicato dal 58,6% delle imprese come principale ostacolo ad utilizzare l’IA.** Seguono la carenza di chiarezza legislativa, indicata dal 47,3%, l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari, dal 45,2%, le preoccupazioni per privacy e protezione dei dati, dal 43,2%, i costi elevati, dal 43%, e le considerazioni etiche, dal 25,7%.

 

La rilevazione di Confartigianato considera le competenze necessarie alle aziende per l’utilizzo e l’integrazione nei processi aziendali di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Nel 2025 le imprese hanno richiesto 621.180 lavoratori con un’elevata capacità di applicare queste tecnologie e 315.560 sono risultati difficili da reperire, pari al 50,8%.

 

«L’intelligenza artificiale – sottolinea il **Presidente di Confartigianato Marco Granelli** –. può diventare un potente fattore di produttività e competitività, ma per coglierne le opportunità servono persone capaci di governarla. La sfida dell’IA è quindi innanzitutto una sfida sulle competenze: occorre rafforzare la formazione, il raccordo tra scuola, università, sistema formativo e imprese e garantire anche alle micro e piccole aziende l’accesso alle professionalità necessarie».

 

La **classifica regionale** vede la **Lombardia** nettamente in testa per numero di lavoratori con competenze digitali avanzate che le imprese faticano a trovare: sono 60.960 professionalità introvabili sulle 121.440 richieste, pari al 50,2%. Al secondo posto si colloca la **Campania**, con 31.130 figure difficili da reperire su 66.950 richieste, pari al 46,5%, seguita dal **Lazio**, dove mancano all’appello 30.780 lavoratori su 66.760, pari al 46,1%. Subito dopo arrivano il **Veneto**, con 26.030 tecnici difficili da trovare su 47.150 richiesti, pari al 55,2%, e l’**Emilia-Romagna,** con 25.640 professionalità che scarseggiano sul mercato sulle 45.700 necessarie alle imprese, pari al 56,1%.  
 Il quadro prosegue con la **Sicilia**, dove sono 22.440 le competenze difficili da reperire su 51.230 entrate, pari al 43,8%, e la **Puglia**, con 21.120 figure professionali introvabili su 46.320, pari al 45,6%. Seguono la **Toscana**, con 19.390 lavoratori che le imprese faticano a trovare su 33.600 richiesti, pari al 57,7%, e il **Piemonte**, con 16.870 su 31.420, pari al 53,7%. Il **Trentino-Alto Adige** registra 10.960 professionalità difficili da trovare su 18.000 richieste, pari al 60,9%, mentre la **Calabria** si attesta a 8.270 su 17.370, pari al 47,6%.  
 Più avanti si trovano la **Sardegna**, con 7.560 figure specializzate difficili da reperire su 13.630, pari al 55,5%; le **Marche**, con 7.100 lavoratori introvabili su 12.290, pari al 57,8%; e l’**Abruzzo**, con 7.050 su 12.360, pari al 57,0%. La **Liguria** conta 6.170 professionalità che le imprese faticano a individuare su 11.530, pari al 53,5%, mentre il **Friuli-Venezia Giulia** registra 5.510 competenze di difficile reperimento su 9.450, pari al 58,3%. Chiudono la parte finale della graduatoria l’**Umbria**, con 3.760 figure professionali introvabili su 6.200, pari al 60,7%; la **Basilicata**, con 2.490 su 5.750, pari al 43,3%; il **Molise**, con 1.240 su 2.410, pari al 51,4%; e la **Valle d’Aosta**, con 950 tecnici difficili da trovare su 1.640, pari al 57,7%.

 

In cima alla **graduatoria provinciale** per numero di lavoratori difficili da reperire, c’è **Milano**, con 29.840 competenze introvabili su 64.320 entrate, pari al 46,4%. Segue **Roma**, dove le imprese cercano senza successo 24.580 figure su 55.240, pari al 44,5%, mentre **Napoli** registra 16.200 lavoratori difficili da trovare su 36.010, pari al 45%. Al quarto posto si trova **Bari**, con 9.300 professionalità che scarseggiano su 19.830, pari al 46,9%, seguita da **Torino**, con 9.050 tecnici difficili da reperire su 17.950, pari al 50,4%.  
 La classifica prosegue con **Salerno**, che conta 6.950 figure professionali introvabili su 13.600 entrate, pari al 51,1%, e **Bologna**, con 6.580 lavoratori difficili da trovare su 11.750, pari al 56,0%. Seguono **Palermo**, con 5.960 professionalità di difficile reperimento su 13.100, pari al 45,5%, **Bergamo**, con 5.900 specialisti che le imprese faticano a trovare su 10.400, pari al 56,7%, e **Firenze**, con 5.590 competenze introvabili su 10.440, pari al 53,5%.  
 Tra le province che seguono, **Catania** registra 5.500 lavoratori difficili da reperire, con un tasso del 47,9%; **Verona** ne conta 5.180, pari al 53,8%; **Padova** arriva a 5.120 figure professionali introvabili, con un tasso del 59,9%; mentre **Trento** registra 4.920 tecnici difficili da trovare, pari al 64,2%. A seguire ci sono **Venezia**, con 4.780 professionalità di difficile reperimento e il 45,6%; **Lecce**, con 4.720 competenze che scarseggiano e il 44,9%; **Treviso**, con 4.650 lavoratori introvabili e il 59,9%; **Caserta**, con 4.580 figure difficili da reperire e il 43,8%; **Monza e Brianza**, con 4.350 professionalità che le imprese faticano a trovare e il 57,2%; e infine **Vicenza**, con 4.290 tecnici difficili da individuare e un tasso del 58,1%.

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Fonte: [Confartigianato: mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese](https://giornaledellepmi.it/confartigianato-mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/), Il Giornale delle PMI.
