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title: "Confartigianato: i dazi aggravano la crisi per la moda e la meccanica. Pesante impatto per la Motor Valley"
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author: "Redazione"
published: 2025-07-31T07:05:05+02:00
modified: 2025-07-30T18:26:17+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# Confartigianato: i dazi aggravano la crisi per la moda e la meccanica. Pesante impatto per la Motor Valley

*Redazione · 31 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

Il 27 luglio è stato definito [l’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione europea (Commissione europea, 2025),](https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_25_1915) basato su un’unica aliquota tariffaria del 15% che si applica alla maggior parte dei settori, compresi quelli automobilistico, dei semiconduttori e farmaceutico. Sono stati concordati dazi zero-per-zero su una serie di prodotti strategici, tra cui tutti gli aeromobili e i relativi componenti, alcuni prodotti chimici, alcuni farmaci generici, apparecchiature a semiconduttore, alcuni prodotti agricoli, risorse naturali e materie prime essenziali. Tale elenco è ancora in corso di definizione. Su acciaio e alluminio, l’UE e gli Stati Uniti lavoreranno per ridurre i dazi e istituire un sistema di quote.

 

Come indicato nella [nota stampa](https://www.confartigianato.it/2025/07/granelli-accordo-dazi-usa-non-indolore-per-imprese-ora-ue-ne-sostenga-competitivita/) di lunedì scorso, il **Presidente di Confartigianato Marco Granelli** indica che “*l’accordo sui dazi Usa al 15% mette fine all’incertezza si questi mesi ma non sarà indolore per le nostre imprese, poiché quello statunitense è il secondo mercato mondiale, dopo la Germania, per l’export made in Italy*”.

 

Una analisi degli impatti dei dazi sul sistema di imprese è proposta nell’Elaborazione Flash ‘**Il punto sui dazi dopo l’accordo USA-UE del 27 luglio’** pubblicata lunedì scorso ([Qui](https://ufficiostudi.confartigianato.it/pubblicazioni/elaborazione-flash-il-punto-sui-dazi-dopo-laccordo-usa-ue-del-27-luglio/) per scaricarla).

 

Nel lavoro si evidenzia che il ritorno al protezionismo negli scambi transatlantici rischia di aggravare la **crisi per la moda e la meccanica**, già duramente colpite nell’attuale ciclo recessivo della manifattura. Inoltre, la **svalutazione del dollaro** rispetto all’euro amplifica l’effetto dei dazi, influenzando la competitività relativa tra le produzioni europee e statunitensi. Tra gennaio e luglio 2025 (media al 25 luglio) il dollaro si è deprezzato del 13,1% nei confronti dell’euro.

 

**Moda –** Come [evidenziato da Confartigianato al tavolo sulla moda](https://www.confartigianato.it/2025/07/confartigianato-al-tavolo-al-mimit-certificazione-di-legalita-per-tutelare-eccellenza-moda-made-in-italy/) svoltosi lo scorso 22 luglio al Ministero delle Imprese e del made in Italy, la minore domanda determinata dai dazi compromette la ripresa dell’export della **moda** sul mercato statunitense che nel 2025 (ultimi dodici mesi ad aprile) vale 5,6 miliardi di euro e nei primi cinque mesi del 2025 ha registrato una crescita tendenziale dell’1,9%.

 

L’analisi congiunturale del settore contenuta nel documento presentato al tavolo moda al MIMIT sottolinea come una minore domanda estera determinata dalle politiche protezionistiche amplifica la persistente flessione della **produzione** della moda, che nei primi cinque mesi del 2025 scende dell’8,0% a fronte di un calo medio del 2,1% della manifattura. Sulla base dell’andamento dell’indice mensile del **fatturato** dell’Istat, nel 2024 le imprese della moda hanno perso ricavi per 8,7 miliardi di euro su base annua e si stima che nei primi quattro mesi del 2025 continuano a perdere fatturato per 11 milioni di euro al giorno. A giugno 2025 peggiorano le **attese sugli ordini** delle imprese della moda, con un saldo di -5,3 (era -3,5 a maggio), più accentuato per tessile (-8,1) e pelle (-6,8). Sul mercato retail, nei primi cinque mesi del 2024 le **vendite al dettaglio** dei prodotti moda scendono dell’1,2%, invertendo il segno rispetto al +0,4% del 2024. L’**occupazione** nel comparto della moda nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) registra un calo del 5,6%, con una accentuazione nel primo trimestre dell’anno (-9,1% rispetto al primo trimestre del 2024). Una debole domanda e un elevato costo del denaro pesano sul calo dei prestiti che a maggio 2025 nel settore moda cedono dell’8,8% su base annua (era -8,7% ad aprile) a fronte del -3,1% della media della manifattura, risultando la peggiore *performance* tra tutti i settori dell’economia italiana.

 

**Meccanica e l’impatto sulla Motor Valley dell’Emilia-Romagna –** Inoltre, la riduzione della domanda indotta dai dazi amplifica la già pesante flessione dell’export negli USA della **meccanica**, che nei primi cinque mesi del 2025 segna una flessione del 7,9%, con un calo dell’8,9% dei macchinari mentre sono in caduta libera le vendite degli autoveicoli, che crollano del 28,9%, confermando il trend del 2024.

 

L’analisi sul settore è proposta nel Report **‘Tendenze della Meccanica nell’estate 2025’**. [Qui](https://ufficiostudi.confartigianato.it/pubblicazioni/tendenze-della-meccanica-nellestate-2025) per scaricarlo.

 

La caduta dell’export colpisce un esteso **indotto dell’automotive**, dominato dai settori della meccanica: i prodotti in metallo determinano il 9,3% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma, i macchinari il 6,9% e la metallurgia il 4,2%. Le criticità della filiera dell’auto appesantisce la **produzione** della meccanica, che nei primi cinque mesi del 2025 segna una flessione del 3,5%.

 

La flessione dell’export di autoveicoli negli Stati Uniti si concentra nella **Motor Valley** dell’Emilia-Romagna. L’aggiornamento di una [analisi territoriale di Confartigianato](https://bit.ly/3QW4pnF) conferma che la maggiore esposizione è dell’**Emilia-Romagna**, regione in cui nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) si concentra l’82,2% dei 3.449 milioni di euro di export italiano di **autoveicoli** (Ateco 2007 C291) negli Stati Uniti, seguita da Piemonte (7,3%), Campania (5,6%). **Modena** e **Bologna** sono le province più esposte, rispettivamente con quote del 51,5% e del 30,2% sull’export totale di autoveicoli negli USA.

 

Nell’ export della **componentistica** (Ateco 2007 C292 e C293) negli Stati Uniti, che vale 796 milioni di euro, si osservano quote più rilevanti per Emilia-Romagna con 33,2%, Piemonte con 18,3%, Lombardia con 17,2% e Trentino-Alto Adige con 9,8%. In chiave provinciale quote maggiori per Bologna con 16,9%, Torino con 11,5%, Modena con 10,0% Bergamo con 8,4%, Trento con 7,9%.

 

#### Dinamica della produzione manifatturiera per settore

 

Gennaio-maggio 2025. Variazione % tendenziale, dati corretti per i giorni lavorativi – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

**[![](https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/Dinamica-della-produzione-manifatturiera-per-settore.jpg)](https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/Dinamica-della-produzione-manifatturiera-per-settore.jpg)**

 

#### Trend export moda e meccanica negli Stati Uniti

 

2025 (ultimi dodici mesi a maggio), milioni di euro, var. % gen.-mag. 2025 e 2024 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

[![](https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/Trend-export-moda-e-meccanica-negli-Stati-Uniti.jpg)](https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/Trend-export-moda-e-meccanica-negli-Stati-Uniti.jpg)

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Fonte: [Confartigianato: i dazi aggravano la crisi per la moda e la meccanica. Pesante impatto per la Motor Valley](https://giornaledellepmi.it/confartigianato-i-dazi-aggravano-la-crisi-per-la-moda-e-la-meccanica-pesante-impatto-per-la-motor-valley/), Il Giornale delle PMI.
