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title: "Come funziona la certificazione vita-lavoro e perché è a misura delle piccole e medie imprese"
url: https://giornaledellepmi.it/come-funziona-la-certificazione-vita-lavoro-e-perche-e-a-misura-delle-piccole-e-medie-imprese/
author: "Elisa Lupo e Fabio Guglielmi"
published: 2026-10-14T07:05:24+02:00
modified: 2026-10-13T17:53:34+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Come funziona la certificazione vita-lavoro e perché è a misura delle piccole e medie imprese

*Elisa Lupo e Fabio Guglielmi · 14 Ottobre 2026 · Il Giornale delle PMI*

Secondo l’elaborazione di Unioncamere e del Centro Studi Tagliacarne, nel 2026 il 35% delle imprese che in Italia investono nel benessere dei lavoratori e nella gestione dei tempi di vita e lavoro dichiara un aumento del fatturato, contro il 22% di quelle che non lo fanno.

 

Addirittura McKinsey Health Institute ha presentato nel 2025 al WEF dei dati per cui il miglioramento della salute dei dipendenti potrebbe incrementare il PIL monidale tra il 4 e il 12%.

 

Non serve scomodare dati e studi per accorgersi che le cose stanno così: dopo la pandemia, il worklife balance in azienda è diventato un fattore determinante, quasi come il compenso, con il 56% delle persone in cerca di un cambio lavorativo che indicano proprio la conciliazione vita-lavoro come il fattore determinante per scegliere un impiego (Randstad, 2026). E questo le aziende italiane lo sanno, dal momento che circa il 50% delle aziende (Randstad, 2023) ha introdotto politiche per il benessere dei propri dipendenti, in particolare per garantire un buon equilibrio tra lavoro e vita privata.

 

Il discorso è ancora amplificato per le PMI: in un ambiente di lavoro dove ogni persona ricopre un ruolo difficilmente sostituibile, una cultura aziendale che riduce stress e tensioni tra vita familiare e lavoro vale quanto un investimento in efficienza, crescita e stabilità.

 

Il legislatore ha scelto dunque di premiare le aziende che stanno già investendo in questo senso, e quelle che decideranno di farlo, istituendo una certificazione ad hoc che dà accesso a sgravi contributivi e premialià per bandi.

 

## **Che cos’è la UNI/PdR 192:2026**

 

La UNI/PdR 192:2026 è una prassi di riferimento, pubblicata il 14 aprile 2026, che definisce requisiti e indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione orientati alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Nasce nel solco della UNI/PdR 125 sulla parità di genere ed è promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da Unioncamere.

 

La valutazione guarda a tre ambiti: il sostegno alla genitorialità e alla maternità, la gestione dei congedi e della flessibilità oraria, le iniziative di welfare e benessere organizzativo. Il punto di partenza è il livello di maturità dell’impresa. Novità importante è che conta anche la storicità delle prassi, perché la valutazione premia chi ha già strutturato regole e processi interni.

 

## **Come si ottiene**

 

Il percorso si articola in tre passaggi. Si parte dall’autovalutazione, con un [test online di pre-screening](https://servizi.conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/) che misura la distanza dalle soglie minime. Segue la fase interna: l’azienda ascolta i bisogni del personale, sottoscrive nuove politiche di conciliazione, nomina un responsabile e fa audit interni per verificare che le politiche siano applicate. Infine, sceglie un organismo di certificazione accreditato, che esamina la documentazione, svolge ulteriori audit sul personale e verifica sul campo il rispetto dei requisiti prima di rilasicare la certificazione. Quest’ultima dura tre anni, con audit di sorveglianza annuali ed uno di rinnovo alla scadenza.

 

I vantaggi per le aziende certificate sono due:

 

- il primo è un esonero contributivo dell’1%, fino a un massimo di 50.000 euro all’anno per ciascuna impresa, applicabile per il triennio 2026-2028.
- Il secondo, come per la parità di genere, è un punteggio premiale nei bandi e negli appalti pubblici.

 

## **Fondi per le imprese con una corsia preferenziale per le PMI**

 

Per accompagnare le aziende, Governo e Unioncamere hanno stanziato 7,5 milioni di euro, con l’obiettivo di portare 1.000 imprese alla certificazione nell’arco di un anno. Possono partecipare le imprese con sede e attività in Italia e almeno un dipendente, **con una quota di riserva del 60% per micro, piccole e medie imprese**. Le risorse sono contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, su due linee.

 

La prima è l’assistenza tecnica e l’accompagnamento da parte di esperti qualificati, scelti in un elenco che Unioncamere istituirà tra professionisti singoli e società di consulenza o reti d’impresa. La seconda copre i costi della prima certificazione: il contributo varia con la dimensione aziendale, fino a 12.000 euro per impresa. Secondo le sintesi dell’Avviso, Unioncamere liquida il contributo direttamente all’organismo di certificazione, quindi l’impresa non anticipa nulla entro l’importo concesso. Le imprese già certificate UNI/PdR 125 o Family Audit hanno un incremento di 450 euro per i costi di sorveglianza. I contributi sono concessi in regime de minimis.

 

Per le domande contano i tempi. Si presentano sulla piattaforma ReStart di Infocamere, dopo aver superato il test di autovalutazione, e sono istruite a sportello in ordine cronologico di invio. Lo sportello è aperto dal 21 settembre e, secondo le sintesi dell’Avviso, resta aperto fino al 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Percorsi di accompagnamento e certificazione devono essere completati entro il 30 giugno 2027.

 

Il passo più utile per una PMI, da fare il prima possibile, è il pre-screening.

 

Per prepararlo, infatti, bisognerà tracciare un quadro chiaro delle politiche già in atto: un passaggio fondamentale per capire a quale punto del percorso si è, dal momento che spesso la percezione è ben lontana dai fatti.  
 Far fronte a questo percorso da soli, soprattutto per le PMI, può essere complesso e disorientante, farsi supportare dai professionisti messi a disposizione dall’iniziativa di Unioncamere o dal proprio consulente del lavoro di fiducia può essere la soluzione giusta.

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Fonte: [Come funziona la certificazione vita-lavoro e perché è a misura delle piccole e medie imprese](https://giornaledellepmi.it/come-funziona-la-certificazione-vita-lavoro-e-perche-e-a-misura-delle-piccole-e-medie-imprese/), Il Giornale delle PMI.
