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title: "Coinvolgere le imprese contro l’inattività giovanile"
url: https://giornaledellepmi.it/coinvolgere-le-imprese-contro-linattivita-giovanile/
author: "Redazione"
published: 2025-11-27T06:50:15+01:00
modified: 2025-11-26T19:30:28+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Coinvolgere le imprese contro l’inattività giovanile

*Redazione · 27 Novembre 2025 · Il Giornale delle PMI*

“**In Italia sono 1,4 milioni i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni**, il 23,4% della popolazione contro il 13,9% della media UE, **e oltre uno su quattro è laureato**: numeri che dimostrano quanto sia urgente rafforzare il legame tra formazione e lavoro e coinvolgere pienamente le imprese nell’azione di contrasto all’inattività giovanile”.

 

Lo hanno sottolineato i rappresentanti di CNA e Confartigianato oggi all’audizione davanti alle [Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera](https://www.camera.it/leg19/1099?shadow_organo_parlamentare=3511), nell’ambito dell’esame della proposta di legge che istituisce la **Giornata nazionale per il contrasto dell’inattività giovanile**.

 

Le due Confederazioni hanno espresso **apprezzamento per la proposta di legge**, considerandola un tassello utile, **ma hanno sostenuto la necessità di un quadro stabile e condiviso di politiche formative e occupazionali**. La priorità non è soltanto creare nuove opportunità, ma far sì che i giovani possano intercettare e valorizzare quelle già disponibili, oggi spesso ignorate o non accessibili a causa del mismatch tra competenze richieste e competenze acquisite.

 

CNA e Confartigianato hanno ricordato che, **nonostante un miglioramento complessivo del mercato del lavoro** — con una crescita del 7,9% dell’occupazione giovanile tra il 2021 e il 2025 e una riduzione dei Neet al 12,4% nel secondo trimestre 2025 — **l’Italia resta tra i Paesi europei con la più alta incidenza di inattività giovanile**. Il Mezzogiorno continua a rappresentare l’area più critica, con valori che superano il 19% e punte del 26,2% in Calabria. Un segnale che, secondo le Confederazioni, richiede una risposta sistemica e non episodica.

 

La **strategia** indicata dalle associazioni si fonda innanzitutto su un **investimento deciso nelle competenze**: occorre **rafforzare l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico**, **valorizzare i canali tecnici e professionali**, **rilanciare l’alternanza scuola-lavoro** e soprattutto **potenziare l’apprendistato**, considerato il più efficace strumento di ingresso qualificato nel mercato del lavoro. L’artigianato rappresenta già una realtà virtuosa, con una quota di apprendisti pari al 10,9% delle assunzioni, quasi il doppio della media nazionale. Da qui la **richiesta di ripristinare la decontribuzione totale per i primi tre anni di apprendistato nelle imprese artigiane e nelle aziende fino a nove dipendenti**, oltre a introdurre incentivi stabili per il tutoraggio svolto prevalentemente dai titolari delle microimprese.

 

CNA e Confartigianato hanno illustrato **tre direttrici** che dovrebbero diventare pilastri dell’intervento normativo. La prima riguarda l’istituzione di un **tavolo ministeriale permanente che coinvolga le Parti Sociali**, con il compito di monitorare in modo continuativo l’inattività giovanile e individuare soluzioni condivise anche sul fronte del mismatch di competenze. La seconda punta a **diffondere tra le giovani generazioni la conoscenza delle opportunità dell’impresa artigiana**, una realtà capace di offrire autonomia, creatività e percorsi professionali concreti, in linea con le aspettative dei nuovi lavoratori. La terza direttrice richiama la **necessità di creare lavoro di qualità**, facendo comprendere ai giovani che nell’impresa, e in quella artigiana in particolare, esistono possibilità reali per sviluppare talento, costruire progetti di vita e accedere a un sistema di tutele che la contrattazione collettiva artigiana garantisce attraverso ammortizzatori sociali, welfare integrativo, formazione continua e sicurezza sul lavoro.

 

Le Confederazioni hanno evidenziato che **l’impresa artigiana**, per sua natura, **è un luogo di apprendimento autentico**, dove si integrano competenze tecniche, responsabilità, autonomia professionale e innovazione. Da qui la richiesta di un coinvolgimento diretto delle organizzazioni imprenditoriali nella governance prevista dalla proposta di legge, affinché la definizione dei percorsi formativi e delle misure di inserimento lavorativo rispecchi fedelmente le esigenze del sistema produttivo.

 

“**Contrastare l’inattività giovanile** — hanno concluso CNA e Confartigianato — **significa costruire un modello di sviluppo fondato sul dialogo tra scuola e impresa, su politiche attive efficaci e sulla valorizzazione del talento dei giovani**. L’artigianato è pronto a fare la sua parte, ma è necessario che la sua voce sia pienamente riconosciuta nella definizione delle politiche che riguarderanno il futuro del Paese”.

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Fonte: [Coinvolgere le imprese contro l’inattività giovanile](https://giornaledellepmi.it/coinvolgere-le-imprese-contro-linattivita-giovanile/), Il Giornale delle PMI.
