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title: "CGIA – Tir: sull’A4 Milano-Venezia sono il doppio che sulla Torino-Milano"
url: https://giornaledellepmi.it/cgia-tir-sulla4-milano-venezia-sono-il-doppio-che-sulla-torino-milano/
author: "Redazione"
published: 2024-05-13T07:40:53+02:00
modified: 2024-05-11T16:28:07+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# CGIA – Tir: sull’A4 Milano-Venezia sono il doppio che sulla Torino-Milano

*Redazione · 13 Maggio 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Il baricentro del sistema produttivo italiano si è spostato a est: Milano, Bologna e Venezia sugli scudi.

Il numero di mezzi pesanti che ogni giorno sfreccia lungo quasi tutta l’A4 Milano-Venezia è doppio rispetto a quello che corre sulla tratta Torino-Milano. Sebbene rappresenti un indicatore molto empirico, anche i flussi di traffico dei Tir ci confermano quello che le statistiche economiche ci segnalano da tempo; Milano continua a essere la capitale economica e finanziaria del Paese, ma da qualche decennio il triangolo industriale del Paese è ruotato di 180 gradi.

 

### **Il** **baricentro** **del** **sistema** **produttivo** **si** **è** **spostato** **a** **est**

 

Se il capoluogo regionale lombardo nel corso degli ultimi decenni ha rafforzato la sua centralità, gli altri due vertici non sono più Torino e Genova, ma Bologna e Venezia. Per numero di imprese, di lavoratori, di fatturato e di Pil non ci sono confronti; anche gli “spostamenti” delle merci su gomma confermano il “sorpasso”. Il vecchio triangolo più produttivo del Paese che poggiava sul Nordovest è stato “scalzato” dal nuovo che, adesso, parte da Milano e racchiude tutto il Nordest. Insomma, il baricentro del sistema produttivo italiano si è spostato a est, dove abbiamo un modello economico più avanzato in cui la manifattura, il terziario e la logistica tendono ad integrarsi e diventare un tutt’uno; con Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sugli scudi.

 

### **Sulla Brescia-Padova corre il triplo dei Tir che mediamente** **solca** **l’intera rete autostradale**

 

Il risultato che emerge dall’elaborazione messa a punto dall’Ufficio studi della CGIA su dati dell’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori (AISCAT) è inequivocabile: se lungo l’autostrada A4 Brescia-Padova nel I semestre 2023 sono transitati 28.618 veicoli pesanti teorici medi al giorno, sulla Milano-Brescia ne abbiamo “contati” 25.920, mentre sulla Torino-Milano “solo” 13.636: praticamente la metà delle due cifre appena citate. Senza tener conto che anche sull’A1 Milano-Bologna il numero dei Tir giornalieri ha toccato quota 23.431, contro i “modestissimi” 10.209 dell’A7 Milano-Serravalle e i 7.319 dell’A7 Genova-Serravalle. Tratti autostradali, questi ultimi due, che collegano il capoluogo meneghino a Genova. Sull’intero sistema autostradale presente nel Paese, il dato medio giornaliero è di 9.838 veicoli teorici, un flusso tre volte inferiore al dato medio della tratta più trafficata d’Italia, ovvero l’A4 Brescia-Padova. Ovviamente c’è anche il rovescio della medaglia: con tanti Tir per strada molte infrastrutture viarie lombarde e nordestine sono “soffocate” dal traffico, dall’inquinamento e presentano una soglia di rischio incidenti stradali molto elevata.

 

### **Rispetto** **al** **pre-Covid** **il** **traffico** **pesante** **è** **in** **aumento** **dappertutto**

 

Rispetto all’anno pre-pandemico (2019), la percorrenza dei mezzi pesanti ha subito in quasi tutte le principali tratte autostradali aumenti importanti, soprattutto nel Nordovest. La ripresa economica registrata dopo la crisi sanitaria causata dalla pandemia ha spinto all’insù i volumi economici e, conseguentemente, la quantità delle merci trasportate con gli autoarticolati. Al **Nord**, ad esempio, spicca il +13,2 per cento dei mezzi pesanti lungo l’A6 Torino-Savona, il +9,3 per cento nell’A10 Ventimiglia-Savona, il +7,1 per cento nell’A4 Torino-Milano, il +5,5 per cento nell’A4 Venezia-Trieste e il +4,2 per cento sia nell’A4 Brescia- Padova che nell’A22 Verona-Brennero. Nel **Centro**, invece, la tratta più percorsa dai Tir riguarda l’A1 Bologna-Firenze con un numero teorico medio giornaliero di mezzi pesanti pari a 18.510 (+0,3 per cento rispetto al 2019). Seguono l’A1 Firenze-Roma con 14.666 (+1,9 per cento) e l’A1 Roma-Napoli con 14.566 (+7,6 per cento). Nel **Sud** e nelle **Isole**, infine, spiccano gli 8.824 mezzi pesanti teorici medi giornalieri (+8,6 per cento) che “sfrecciano” lungo l’A3 Napoli-Salerno. Seguono i 4.773 autoarticolati (+7,6 per cento) che attraversano la A14 Lanciano-Canosa e i 4.067 (+ 5,2 per cento rispetto al 2019) che in Sicilia viaggiano lungo la Messina-Catania.

 

### **Pil: a Milano, in Lombardia e** **a Nordest le crescite più** **importanti**

 

A livello regionale la crescita del Pil nazionale per l’anno in corso dovrebbe essere trainata dalla **Lombardia** (+0,95 per cento), **dall’Emilia Romagna** (+0,86 per cento), dalla **Valle d’Aosta** (+0,81 per cento) e dal **Veneto** (+0,80 per cento). Ancorchè le distanze tra le singole regioni siano risicatissime, emerge ancora una volta che le previsioni di crescita dovrebbero premiare la Lombardia e il Nordest. È altrettanto importante notare che rispetto al 2019 (anno pre-Covid), tutte le regioni (ad esclusione di Umbria e Abruzzo) hanno recuperato abbondantemente gli effetti negativi provocati dalla caduta del Pil avvenuta nel 2020. In particolare in Lombardia (+6,65 punti di Pil), in Puglia (+6,18), in Emilia Romagna (+5,62), in Trentino Alto Adige (+4,98), in Friuli Venezia Giulia (+4,77) e in Veneto (+4,60). Anche in questa circostanza, al netto dello straordinario score ottenuto dalla Puglia, la ripresa post Covid ha interessato, in particolare, la Lombardia e il Nordest.

 

Sempre per l’anno in corso, le previsioni di crescita riferite alle 107 province d’Italia vedranno **Milano** guidare la graduatoria nazionale.

 

Nella Città Metropolitana lombarda il valore aggiunto reale è stimato al +1,14 per cento. Seguono **Pavia** con il +1,01 per cento, **Vicenza** con il +0,98 per cento, **Bologna** con il +0,95 per cento e **Modena** con il +0,92 per cento. Così come evidenziato nei dati regionali più sopra, anche quelli provinciali presentano delle differenze tra le singole province molto contenute. Tuttavia, anche in questa graduatoria le posizioni di vertice sono occupate dai territori inclusi nel nuovo triangolo industriale. Nelle prime 10 posizioni, 8 sono ad appannaggio di province ubicate in Lombardia e nel Nordest. Delle 107 realtà territoriali monitorate, nel 2024 solo 9 dovrebbero registrare una variazione negativa del valore aggiunto. Esse sono tutte localizzate nel Mezzogiorno. Le situazioni più critiche riguardano **Crotone** e **Isernia**, entrambe con il -0,13 per cento, **Ragusa** con il -0,14 per cento e **Vibo** **Valentia**, maglia nera d’Italia, con il -0,23 per cento. Nella nota elaborata dall’Ufficio studi della CGIA su dati Prometeia è riportata anche la previsione di crescita registrata nel 2024 rispetto al 2019 (anno pre-pandemico). Ebbene, la provincia che in questo arco temporale ha superato meglio di tutte le altre la caduta registrata nel 2020 è **Rieti** con un incremento del 14,34 per cento. Seguono **Siracusa** con il +12,95 per cento, **Taranto** con il +12,69 per cento, **Modena** con l’11,60 per cento, **Parma** con il +10,68 per cento e **Milano** con il +10 per cento. Anche in questa classifica, ben tre province su cinque sono localizzate nel nuovo triangolo industriale del Paese.

 

[Immagine di fanjianhua su Freepik](https://it.freepik.com/foto-gratuito/traffico-sull-autostrada_1119445.htm#fromView=search&page=4&position=26&uuid=2dc6e289-e506-4685-8c97-441faa6cf591)

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Fonte: [CGIA – Tir: sull’A4 Milano-Venezia sono il doppio che sulla Torino-Milano](https://giornaledellepmi.it/cgia-tir-sulla4-milano-venezia-sono-il-doppio-che-sulla-torino-milano/), Il Giornale delle PMI.
