---
title: "Cento anni di ICE: l’export italiano vola a 643 miliardi, ma c’è un tesoro da 47 miliardi ancora da sbloccare"
url: https://giornaledellepmi.it/cento-anni-di-ice-lexport-italiano-vola-a-643-miliardi-ma-ce-un-tesoro-da-47-miliardi-ancora-da-sbloccare/
author: "Redazione"
published: 2026-07-17T06:55:55+02:00
modified: 2026-07-16T19:51:09+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
---

# Cento anni di ICE: l’export italiano vola a 643 miliardi, ma c’è un tesoro da 47 miliardi ancora da sbloccare

*Redazione · 17 Luglio 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Si è tenuta ieri, presso la Camera dei Deputati, la celebrazione del Centenario dell'ICE, unita alla presentazione del 40° Rapporto ICE "L'Italia nell'economia internazionale" e dell'Annuario Istat-ICE "Commercio estero e attività internazionali delle imprese".

- *L’ICE-Agenzia* *per* *la* *promozione* *all’estero* *e* *l’internazionalizzazione* *delle* *imprese* *italiane* *compie* *100 anni:* *in* *un* *secolo* *di* *storia* *economica,* *il* *rapporto* *tra* *export* *e* *PIL* *è* *triplicato;* *nel* *2025* *ha* *raggiunto* *il 32,2%, dal 12% del 1926.*
- *Nel 2025 l’export di merci è tornato a crescere del 3,3% raggiungendo i 643 miliardi di euro (163 miliardi* *in* *più* *rispetto* *al* *2019),* *sostenuto* *in* *particolare* *dalla* *farmaceutica* *e,* *in* *misura* *più* *contenuta, dai metalli e dall’agroalimentare.*
- *La nuova politica tariffaria degli Stati Uniti costi**tuisce uno dei principali fattori di discontinuità del 2025 e accentua i rischi di frammentazione dell’economia mondiale. Da registrare dinamiche favorevoli in diverse regioni extra UE (America settentrionale +6,8%, Medio Oriente +7,2%, Asia centrale +6%).*
- *Il Rapporto evidenzia un potenziale esportativo ancora inespresso tra le PMI italiane fino a 40-47 miliardi* *di* *euro* *e* *conferma* *l’efficacia* *degli* *interventi* *dell’Agenzia* *ICE:* *le* *imprese* *che* *hanno* *usufruito dei servizi ICE hanno registrato nel biennio 2024-2025 una crescita dell’export superiore di 6 punti percentuali rispetto alle aziende non clienti.*
- *Le previsioni sugli scambi internazionali elaborate in base a un aggiornamento del modello ICE-Prometeia* *indicano una crescita* *in* *volume* *del* *commercio mondiale di* *beni* *intorno all’1,6%* *nel* *2026, con un recupero atteso verso il 2,5% nel 2027. In uno scenario avverso, caratterizzato da una ripresa delle ostilità nel Golfo, la crescita rallenterebbe invece allo 0,5% nel 2026 e all’1,9% nel 2027.*

 

Si è tenuta ieri, presso la Camera dei Deputati, la celebrazione del **Centenario dell’ICE**, unita alla presentazione del **40° Rapporto ICE** ***“L’Italia nell’economia internazionale”*** e dell’**Annuario Istat-ICE** ***“Commercio estero e attività internazionali delle imprese”***.

 

La sessione istituzionale è stata aperta dagli interventi del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale **Antonio** **Tajani**, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy **Adolfo Urso**, del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste **Francesco Lollobrigida** e del Ministro del Turismo **Gianmarco** **Mazzi**, insieme ai saluti del Presidente dell’ICE **Matteo Zoppas** e del Presidente dell’Istat **Francesco Maria Chelli**.

 

A seguire, **Bruno** **Vespa** ha presentato il **Volume** **Celebrativo** **del** **Centenario** **ICE** (nella foto sopra, un momento della presentazione), un’opera che ripercorre un secolo di successi e di eccellenza del sistema Italia sui mercati internazionali. La giornata si è arricchita infine di una tavola rotonda imprenditoriale, moderata da **Sebastiano Barisoni**, nella quale protagonisti del Made in Italy si sono confrontati sulle sfide e sulle opportunità globali.

 

## ***IL CENTENARIO DELL’ICE È L’OCCASIONE PER RACCONTARE UN SECOLO DI STORIA ECONOMICA*** ***DELL’ITALIA***

 

**Nel** **1926** **le** **esportazioni** **di** **beni** **e** **servizi** **valevano** **circa** **il** **12%** **del** **PIL** **italiano.** **Oggi** **quel** **rapporto** **è** **quasi triplicato, raggiungendo il 32,2% nel 2025**. È la misura della trasformazione dell’Italia in una delle principali economie esportatrici del mondo e, insieme, del percorso dell’ICE, nato nel 1926 come Istituto Nazionale per l’Esportazione per accompagnare le imprese italiane sui mercati esteri.

 

Dal dopoguerra al miracolo economico, tra fiere, missioni imprenditoriali e una rete sempre più estesa di uffici nel mondo, ICE contribuisce alla crescita del Made in Italy e all’internazionalizzazione delle imprese, soprattutto delle PMI. Da allora l’export italiano ha continuato ad ampliarsi, superando shock petroliferi, crisi finanziarie, pandemia e tensioni energetiche, fino a diventare uno dei principali motori della crescita del Paese. Dalla metà degli anni Novanta, inoltre, l’avanzo commerciale si consolida come tratto distintivo della competitività del sistema manifatturiero italiano.

 

Con la globalizzazione del nuovo millennio, il ruolo di ICE si evolve da promozione commerciale a supporto consulenziale, in sinergia con Istituzioni, associazioni di categoria e Sistema Diplomatico. Le riorganizzazioni a partire dal 2011 ne fanno uno strumento chiave della diplomazia economica, con la nuova missione di attrarre investimenti esteri in Italia.

 

Oggi, tra tensioni geopolitiche e transizioni energetica e digitale, la competitività non dipende più solo da dimensione d’impresa o materie prime, ma dalla capacità di trasformare conoscenza, cultura e territorio in valore: la forza del Made in Italy che ICE ha contribuito a raccontare nel mondo.

 

A distanza di cento anni, le nuove rotte dell’internazionalizzazione stanno producendo risultati concreti: **l’Italia** è oggi il quinto esportatore mondiale di merci, **può contare su un nucleo stabile di circa 82 mila imprese** **esportatrici,** **responsabili** **del** **99%** **delle** **esportazioni** **nazionali** **nel** **triennio** **2023-2025,** **e** **dispone di un ampio potenziale di crescita ancora da valorizzare**.

 

## ***L’export*** ***italiano:*** ***un*** ***secolo*** ***di*** ***crescita*** ***nonostante*** ***le*** ***crisi***

 

La ricostruzione storica del commercio estero italiano restituisce l’immagine di un’economia che, pur attraversando alcune delle più gravi crisi internazionali dell’ultimo secolo, ha progressivamente rafforzato la propria presenza sui mercati globali.

 

Dalla seconda metà degli anni Cinquanta il valore reale delle esportazioni ha seguito un percorso di crescita pressoché continuo, interrotto solo dagli shock petroliferi degli anni Settanta, dalla crisi finanziaria del 2008-2009, dalla pandemia del 2020 e dalla crisi energetica del 2022, dimostrando ogni volta una significativa capacità di recupero. Parallelamente è cambiato anche il modello di sviluppo del Paese: dopo decenni di disavanzi commerciali dovuti alla forte dipendenza dalle importazioni di materie prime ed energia, dalla metà degli anni Novanta l’Italia ha consolidato un avanzo commerciale strutturale, riflesso anche della crescente competitività del proprio sistema manifatturiero.

 

**Oggi le esportazioni hanno** **raggiunto** **volumi reali oltre dieci** **volte superiori** **rispetto agli anni** **Settanta**, confermando il ruolo sempre più centrale della domanda estera come motore della crescita economica e della competitività del Paese.

 

## ***IL*** ***RAPPORTO*** ***ICE 2025-******2026***

 

Giunto alla quarantesima edizione, il Rapporto ICE “L’Italia nell’economia internazionale” rappresenta uno dei principali strumenti di informazione e analisi sul posizionamento del sistema produttivo italiano nei mercati esteri. L’edizione 2025-2026 analizza un quadro internazionale caratterizzato da elevata instabilità geopolitica, dal rafforzamento di misure tariffarie e protezionistiche e dalla riconfigurazione delle catene globali del valore. In tale contesto, particolare attenzione è dedicata all’evoluzione delle politiche commerciali, alla competitività delle imprese esportatrici italiane e alla diversificazione dei mercati di sbocco.

 

Il commercio internazionale ha continuato a crescere nel 2025, in un contesto profondamente diverso rispetto alle fasi di più intensa integrazione dei mercati. Le tensioni geopolitiche e commerciali incidono in misura crescente sulla direzione degli scambi e degli investimenti, mentre il ricorso a dazi, sussidi e altre misure di politica industriale accresce l’incertezza e favorisce una riorganizzazione delle relazioni economiche lungo direttrici anche geopolitiche. La nuova politica tariffaria degli Stati Uniti costituisce uno dei principali fattori di discontinuità del 2025 e accentua i rischi di frammentazione dell’economia mondiale.

 

In questo scenario, il sistema esportatore italiano conferma una significativa capacità di tenuta. **Dopo la sostanziale** **stabilità** **del** **valore** **delle** **esportazioni** **nel** **2023** **e** **la** **lieve** **flessione** **del** **2024,** **nel** **2025** **l’export di** **merci** **è** **tornato** **a** **crescere** **del** **3,3%,** **raggiungendo** **643** **miliardi** **di** **euro:** **163** **miliardi** **in** **più** **rispetto** **al 2019**. **La dinamica è risultata superiore a quella media dell’Unione Europea** e delle sue principali economie, consentendo all’Italia di diventare il quinto esportatore mondiale di merci contendendo al Giappone la quarta posizione. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla farmaceutica e, in misura più contenuta, dai metalli e dall’agroalimentare, a fronte delle difficoltà di alcuni comparti tradizionalmente rilevanti, tra cui macchinari, autoveicoli e sistema moda.

 

La performance complessiva si accompagna a cambiamenti nell’orientamento geografico delle esportazioni. La **presenza di** **dinamiche favorevoli in diverse regioni extra UE (America settentrionale**

 

**+6,8%,** **Medio** **Oriente** **+7,2%,** **Asia** **centrale** **+6%)** **conferma** **l’importanza** **della** **diversificazione** in una fase in cui la domanda europea resta disomogenea e aumentano i rischi connessi alla concentrazione su singoli mercati. **Nonostante le** **recenti crisi,** **le esportazioni** **italiane sono** **cresciute** **in** **valore del** **3,2%** **nel primo quadrimestre del 2026**.

 

Gli Stati Uniti mantengono un ruolo centrale per l’export italiano, ma i recenti rialzi tariffari rendono ancora più rilevante ampliare la presenza nei mercati con maggiore potenziale di crescita, anche sfruttando le opportunità offerte dai nuovi accordi commerciali dell’Unione Europea, tra cui quelli con **Mercosur, Australia** e **India** destinati ad ampliare significativamente gli spazi di accesso delle imprese italiane ai mercati internazionali. **L’Italia in particolare pesa per l’11% dell’export UE verso il mercato indiano,** **per** **un** **importo** **annuo** **di** **5,5** **miliardi** **nel** **2025**. Secondo le ultime stime, entro il 2032 dovrebbe raddoppiare l’export UE verso l’India, facendo risparmiare alle imprese circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi.

 

L’analisi a livello di impresa mostra, al tempo stesso, che la forza dell’export italiano poggia su un nucleo ampio di esportatori stabilmente presenti sui mercati internazionali. Su **oltre 120 mila imprese esportatrici** attive nel 2023, quasi **82 mila** hanno mantenuto una presenza continuativa all’estero nel biennio successivo e circa **51 mila** esportano senza interruzioni dal 2017, rappresentando il nucleo più solido del sistema esportatore nazionale.

 

Il Rapporto evidenzia inoltre che esiste un **potenziale esportativo ancora inespresso tra le PMI non multinazionali** **stimato** **tra** **40** **e** **47** **miliardi** **di** **euro**, concentrato soprattutto nelle imprese già presenti sui mercati internazionali ma ancora lontane dal proprio potenziale di crescita. Per questo motivo, rafforzare i percorsi di internazionalizzazione significa non solo ampliare il numero degli esportatori, ma soprattutto accompagnare le imprese già attive verso una maggiore presenza internazionale.

 

In questo quadro emerge anche il contributo dell’Agenzia ICE: secondo l’analisi realizzata dall’Istat, **le imprese** **che** **hanno** **usufruito** **dei** **servizi** **ICE** **nel** **2023** **hanno** **registrato** **nel** **biennio** **successivo** **una** **crescita** **dell’export** **superiore** **di** **6** **punti** **percentuali** **(che** **sale** **a** **7,3** **p.p.** **per** **le** **aziende** **non** **appartenenti** **a** **gruppi, prevalentemente PMI) rispetto a un campione di imprese analoghe che non hanno beneficiato del supporto dell’Agenzia**, confermando l’efficacia degli strumenti di accompagnamento all’internazionalizzazione.

 

Nel complesso, l’edizione 2025-2026 restituisce l’immagine di un sistema esportatore che ha ampliato significativamente il valore delle proprie vendite all’estero rispetto al periodo precedente la pandemia e che continua a mostrare capacità di adattamento.

 

Al tempo stesso, il nuovo contesto internazionale rende più esposte le imprese agli effetti delle tensioni commerciali e della frammentazione dei mercati. Diventa, quindi, sempre più necessario rafforzare i percorsi di internazionalizzazione delle imprese, consolidandone la presenza sui mercati esteri e favorendo una maggiore diversificazione dei mercati di sbocco e delle relazioni produttive.

 

**Insieme al Rapporto è stata presentata la 28esima edizione dell’Annuario Istat-ICE “*****Commercio estero e attività internazionali delle imprese*****”**, strumento di analisi su scambi di merci, servizi e investimenti diretti esteri. Frutto della ultradecennale collaborazione tra Agenzia ICE e Istat, la pubblicazione di quest’anno assume un valore ancor più significativo coincidendo con il 100° anniversario della fondazione dell’Istat.

 

## ***ANALISI*** ***PREDITTIVA ICE-PROMETEIA RISPETTO*** ***A*** ***CRISI*** ***DEL*** ***GOLFO***

 

L’analisi predittiva elaborata da ICE e Prometeia delinea **tre possibili evoluzioni della crisi nel Golfo** e i relativi impatti sul commercio internazionale e sull’export italiano, di cui si delineano di seguito il profilo base e quello avverso.

 

Nello **scenario di base**, che ipotizza la risoluzione del conflitto e la progressiva riapertura dello Stretto di Hormuz entro giugno 2026, il commercio mondiale di beni in volume crescerebbe dell’**1,6%** **nel** **2026**, del **2,5% nel 2027** e del **3,4% nel 2028**, sostenendo la ripresa dei traffici marittimi, della domanda internazionale e dell’export italiano. Dopo l’impennata del 2026, i prezzi energetici tenderebbero a normalizzarsi. Resterebbero tuttavia elementi di fragilità legati al permanere di premi al rischio, costi assicurativi e logistici più elevati e a un quadro geopolitico ancora incerto, che renderebbero la crescita più contenuta rispetto alle fasi di piena espansione del commercio mondiale.

 

Lo **scenario avverso**, caratterizzato da una ripresa delle ostilità e da limitazioni ai transiti nello Stretto di Hormuz, determinerebbe invece un rallentamento del commercio mondiale, con una crescita dei volumi pari ad appena **+0,5% nel 2026** e **+1,9% nel 2027**, per tornare a rafforzarsi solo nel 2028 (+4,0%). L’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi logistici inciderebbe sulla competitività delle imprese esportatrici italiane, con effetti più marcati nei comparti della gomma e plastica, dei prodotti in metallo e dei minerali non metalliferi, mentre la farmaceutica confermerebbe una maggiore capacità di tenuta. Anche in presenza di un successivo recupero, l’export italiano resterebbe su un percorso di crescita inferiore rispetto allo scenario di base, in un contesto internazionale più frammentato e incerto.

---

Fonte: [Cento anni di ICE: l’export italiano vola a 643 miliardi, ma c’è un tesoro da 47 miliardi ancora da sbloccare](https://giornaledellepmi.it/cento-anni-di-ice-lexport-italiano-vola-a-643-miliardi-ma-ce-un-tesoro-da-47-miliardi-ancora-da-sbloccare/), Il Giornale delle PMI.
