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title: "Censis: italiani impauriti, ma pronti alla seconda ondata; 8 su 10 favorevoli all’obbligo della mascherina ovunque"
url: https://giornaledellepmi.it/censis-italiani-impauriti-ma-pronti-alla-seconda-ondata-8-su-10-favorevoli-allobbligo-della-mascherina-ovunque/
author: "Redazione"
published: 2020-10-20T07:02:21+02:00
modified: 2020-10-19T20:54:37+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Censis: italiani impauriti, ma pronti alla seconda ondata; 8 su 10 favorevoli all’obbligo della mascherina ovunque

*Redazione · 20 Ottobre 2020 · Il Giornale delle PMI*

> L’84% si dichiara pronto alla nuova emergenza. Per il 66% è pronta la propria Regione, per il 55% il Governo, per il 63% dei lavoratori la propria azienda. Effetto Covid sul lavoro: più stress, più fatica, più complicato conciliare lavoro, famiglia e tempo libero. Ma non è così per gli smart worker.

**O mascherina o multa, anche sul lavoro: gli italiani dicono sì.** Gli italiani d’accordo con l’obbligo della mascherina da indossare ovunque sono l’80% del totale (il dato sale all’86% tra le donne). Più favorevoli al Centro (85,6%) e al Sud (83,1%), meno al Nord-Ovest (78%) e al Nord-Est (71,6%). In particolare, tre lavoratori su quattro vogliono mascherine obbligatorie ovunque, anche in azienda, pena un’ammenda per i contravventori. Più favorevoli sono i dirigenti (84,2%) e i laureati (80,7%). Questi sono alcuni dei risultati dell’instant report Censis-Eudaimon «Lavorare durante e dopo il Covid-19: perché è importante il welfare aziendale», realizzato dal Censis in collaborazione con Eudaimon ([www.eudaimon.it](http://www.eudaimon.it/)), leader nei servizi per il welfare aziendale, con il contributo di Credem, Edison e Michelin.

 

**Pronti alla seconda ondata.** L’83,7% degli italiani è pronto ad affrontare l’emergenza sanitaria e le restrizioni a cui da tempo si preparavano. Per il 66,1% la propria Regione è pronta (il dato aumenta all’83,2% nel Nord-Est e scende al 65,1% nel Sud e nelle isole, al 64,4% nel Centro, al 56,4% nel Nord-Ovest). Per il 55,1% il Governo è pronto (il 54,1% tra i giovani, il 62,8% tra gli anziani). E per il 63,1% dei lavoratori è pronta la propria azienda (il 70,9% tra i dirigenti, il 62,8% tra gli impiegati, il 68,5% tra gli operai). Paura sì, ma stavolta niente «effetto sorpresa» dal virus. Alla seconda ondata gli italiani si sono preparati psicologicamente e materialmente, anche dentro le aziende.

 

**Ma non è più il lavoro di prima del Covid-19.** È già chiaro che a causa dell’emergenza sanitaria il lavoro è cambiato per sempre. Lo pensa quasi la metà degli occupati (il 45,9%), in particolare i millennial (57,3%) e gli operai (52%). Secondo il 44,3% sono aumentati la fatica e lo stress. L’autonomia negli impegni e negli orari di lavoro è rimasta però la stessa secondo la maggioranza (63,7%), mentre è peggiorata solo per il 18,2% (al contrario, è aumentata per il 18%). Ma per il 25,3% degli occupati adesso è più complicato conciliare lavoro, famiglia e tempo libero (per il 54,6% la conciliazione è rimasta complicata come prima, solo per il 20,1% è migliorata).

 

**Molto meglio lavorare da casa.** Il 24,4% degli occupati ha sperimentato forme di lavoro da remoto: il 34,8% tra i dirigenti, il 27,2% tra gli impiegati, solo l’11,3% tra gli operai. La conciliazione di lavoro, vita familiare e tempo libero è migliorata molto di più per gli smart worker che per i lavoratori costretti alla presenza fisica: il 41,6% dei primi contro solo il 13,1% dei secondi. In particolare, per il 44% di chi lavora a distanza è migliorata la gestione dei figli: una percentuale che crolla al 15,1% tra chi non lavora da remoto. Rispetto al periodo pre-Covid, per il 24% degli smart worker è migliorato in generale il proprio lavoro, ma la pensa così solo il 7,6% di chi non lavora da remoto.

 

**Lavorare insieme, nonostante le condizioni diversificate: la sfida per il welfare aziendale.** Per il 46,1% dei lavoratori (il 59,5% dei dirigenti, il 44,8% degli impiegati, il 45,7% degli operai) l’emergenza sanitaria ha complicato ulteriormente la vita familiare e ha differenziato profondamente le condizioni di lavoro nelle aziende. Ecco la sfida che il Covid-19 ha lanciato alle aziende: riuscire a far cooperare persone con situazioni di lavoro e di vita personale diversissime tra loro. Il valore aumentato del welfare aziendale emergerà da questa sfida: garantire servizi adeguati a condizioni personali e lavorative molto diverse, intercettando i bisogni di ciascuno e fornendogli i servizi necessari. Riducendo così lo stress e le tensioni, e migliorando la qualità della vita di tutti.

 

###### Photo by **[Anna Shvets](https://www.pexels.com/@shvetsa?utm_content=attributionCopyText&utm_medium=referral&utm_source=pexels)** from **[Pexels](https://www.pexels.com/photo/woman-wearing-face-mask-3902732/?utm_content=attributionCopyText&utm_medium=referral&utm_source=pexels)**

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Fonte: [Censis: italiani impauriti, ma pronti alla seconda ondata; 8 su 10 favorevoli all’obbligo della mascherina ovunque](https://giornaledellepmi.it/censis-italiani-impauriti-ma-pronti-alla-seconda-ondata-8-su-10-favorevoli-allobbligo-della-mascherina-ovunque/), Il Giornale delle PMI.
