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title: "“Caro Export. Le sfide globali e il valore di esserci”: SACE presenta il Rapporto Export 2022"
url: https://giornaledellepmi.it/caro-export-le-sfide-globali-e-il-valore-di-esserci-sace-presenta-il-rapporto-export-2022/
author: "Redazione"
published: 2022-09-15T07:04:31+02:00
modified: 2022-09-14T15:40:45+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# “Caro Export. Le sfide globali e il valore di esserci”: SACE presenta il Rapporto Export 2022

*Redazione · 15 Settembre 2022 · Il Giornale delle PMI*

> • L’export nazionale di beni crescerà quest’anno del 10,3%, continuando a registrare un andamento positivo anche nel 2023 (+5%), quando si raggiungeranno quasi 600 miliardi di euro, che consentiranno all’Italia di mantenere pressoché invariata la sua quota di mercato a livello mondiale.

Affrontare un contesto di inedite incertezze con strategie innovative attingendo a tutti gli strumenti messi in campo anche da SACE per tenere accesi i motori dell’export, che si conferma un importante fattore di crescita economica. Questo è il messaggio per le imprese italiane che emerge in “Caro export. Sfide Globali e il Valore di Esserci”, l’ultimo Rapporto Export di SACE presentato nel corso di una diretta streaming aperta a tutti gli stakeholder interessati all’export e all’internazionalizzazione, realizzata con e per le aziende esportatrici italiane, che hanno raccontato la propria esperienza e i risultati raggiunti grazie anche al supporto di SACE.

 

L’appuntamento, giunto quest’anno alla XVI edizione, è ormai la bussola di riferimento nella ricerca di mercati che consentano un posizionamento internazionale più solido e diversificato, aspetto sempre più strategico per le imprese italiane. Sono intervenuti per SACE il Presidente **Filippo Giansante**, l’Amministratore Delegato **Alessandra Ricci**, il Chief Economist **Alessandro Terzulli** e il Chief Underwriting Officer **Dario Liguti,** in una mattinata di confronti che ha visto coinvolte molte aziende esportatrici da tutta Italia, espressione di diversi settori e dimensioni, insieme agli interventi del Vicepresidente Esecutivo di ISPI **Paolo Magri** e del mondo bancario, rappresentato da **Anna Roscio** Executive Director, Direzione Sales and Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo.

 

In uno scenario sempre più complesso, legato alle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina, l’export italiano avrà una doppia anima: si confermerà un traino prezioso per la nostra economia, ma sarà decisamente più costoso. Quest’anno, infatti, le esportazioni italiane di beni in valore cresceranno del 10,3%: un aumento a doppia cifra spinto in larga parte dal fattore prezzo, più che dal volume, che esprimerà invece solo un +2,6%. Nel 2023 le tensioni sui costi dovrebbero ridursi e i trend legati a valori e volumi dell’export convergeranno con una crescita rispettivamente del 5% e del 4%, mentre il nostro export raggiungerà i 600 miliardi di euro, consentendo all’Italia, ottavo Paese esportatore nel mondo, di mantenere pressoché invariata la sua quota di mercato a livello globale, pari al 2,7%. Se nel 2022 è il “Caro export” a spingere il valore del Made in Italy, nel 2023, in un contesto ancora incerto, sarà la resilienza delle aziende a dare impulso alle vendite oltreconfine, grazie anche al supporto di una gamma sempre più ampia di prodotti e servizi assicurativo-finanziari e di accompagnamento offerti dal Gruppo SACE.

 

*“**Abbiamo risorse, strumenti e competenze per affrontare le sfide globali e tenere alta la bandiera dell’export italiano nel mondo”,* ha commentato **l’Amministratore Delegato di SACE** **Alessandra Ricci***. “Con un approccio sempre più strategico, un’attenzione a nuovi mercati e grazie a tutto il sostegno assicurativo-finanziario che il nostro Gruppo è in grado di offrire, le aziende italiane possono rafforzare la loro competitività anche in un momento complesso come questo. SACE è e sarà sempre al fianco del tessuto imprenditoriale italiano non solo per quanto riguarda l’export e l’internazionalizzazione, ma anche nel supporto alla liquidità nell’attuale contesto economico e nella promozione della transizione ecologica del Paese”.*

 

### Previsioni export nello scenario base: trend & driver

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1-1.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine1-1.png)Nello scenario di base, che sconta una lenta e progressiva risoluzione del conflitto nel corso del prossimo anno, **SACE stima che** **nel 2022 le esportazioni italiane di beni in valore cresceranno quest’anno del 10,3%**, **continuando a registrare un andamento positivo anche nel 2023 (+5%)**, quando si raggiungeranno quasi i **600 miliardi di euro**, consentendo all’Italia di mantenere pressoché invariata la sua quota di mercato a livello mondiale.

 

Da un lato questo risultato beneficia di condizioni di domanda ancora relativamente favorevoli a livello globale e, nel caso specifico dei Paesi Ue, delle risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU. Dall’altro, l’aumento a doppia cifra dell’export in valore previsto per quest’anno sarà spinto per lo più dal fattore prezzo, mentre la componente volumi crescerà a un ritmo decisamente più contenuto (+2,6%). Nel 2023 le tensioni sui costi sono attese affievolirsi e le differenti dinamiche convergere: +5% in valore, a fronte di un +4% in volume.

 

Sul fronte delle esportazioni italiane di servizi, il 2022 rappresenta, finalmente, l’anno del recupero (+19,9%), con un ritorno pressoché ai livelli pre-Covid dopo il rimbalzo incompleto dello scorso anno, grazie soprattutto al comparto del turismo che rappresenta il 9,1% del nostro Pil. Il buon andamento proseguirà anche nel 2023 a un ritmo del 9,8%, che permetterà di superare i livelli del 2019.

 

### Una bussola per il Made in Italy | I trend per settori e geografie

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine2.png)Anche per i diversi settori di export assisteremo quest’anno ad ampie crescite in valore, mentre gli aumenti in volume rimarranno generalmente più contenuti. Questo è particolarmente evidente per i beni intermedi, specie i metalli e la chimica, le cui esportazioni proseguono con una crescita a doppia cifra, grazie sia alla componente dei prezzi sia alla dinamica ancora relativamente sostenuta degli investimenti.

 

I piani economici di rilancio, in chiave infrastrutturale e green, saranno, infatti, alla base della crescita anche dei beni d’investimento, trainati in particolare dai **mezzi di trasporto** e dalla **meccanica strumentale**, che tuttavia quest’anno risentiranno delle attuali incertezze. Il ritorno dell’inflazione globale si riflette, inoltre, in un calo del potere d’acquisto delle imprese e delle famiglie più in difficoltà, che potranno ridurre le risorse destinate agli acquisti di beni di consumo, specie se differibili nel tempo, come ad esempio la gioielleria e i prodotti in pelle; l’effetto prezzi spinge, comunque, anche tale raggruppamento quest’anno, per poi attenuarsi il prossimo. Nonostante il rincaro dei processi produttivi lungo tutta la filiera, **nel 2022-2023 proseguirà la buona performance dell’agroalimentare, che già dall’anno scorso sta beneficiando anche della ripartenza del turismo.**

 

Il conflitto in Ucraina e il protrarsi – seppure con intensità minore – dell’emergenza sanitaria stanno[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine3.png) producendo effetti differenziati a livello geografico. I Paesi dell’**Est Europa**, al centro del ciclone, sono fisiologicamente le economie che soffrono maggiormente e sono destinate a subire più a lungo gli effetti del conflitto in corso. L’**Europa avanzata** sta scontando le criticità dell’approvvigionamento di input, in particolare quelli energetici, e le difficoltà lungo le catene globali, ma la struttura economica dei Paesi permette loro di mitigare, almeno temporaneamente e in alcuni casi parzialmente, tali effetti.

 

Tra le aree che stanno beneficiando dei rincari dei prezzi dell’energia e delle nuove fonti di fornitura cercate dall’Europa c’è il **Medio Oriente e Nord Africa**, seppure, soprattutto in quest’area, con differenze significative tra Paesi esportatori e non. L’**Asia-Pacifico** è influenzata dalle politiche “zero Covid” attuate specialmente in **Cina**, oltre che da una differenziazione di geografie a seconda del grado di dipendenza dall’import di materie prime energetiche e alimentari dalle zone del conflitto. Il persistere delle conseguenze della pandemia su economie a minore copertura vaccinale, già finanziariamente fragili, largamente informali e poco diversificate, e l’impatto del conflitto sulla sicurezza alimentare mantengono deboli le prospettive di crescita della domanda dell’**Africa Subsahariana**. In questo contesto, vi sono alcuni mercati dove, per una molteplicità di specifici fattori, il nostro export mostrerà una dinamica particolarmente vivace.

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine4.png)Ad esempio, tra le economie emergenti numerose opportunità per le nostre imprese deriveranno dai piani di investimenti pubblici degli **Emirati Arabi Uniti**, dell’**Arabia Saudita** o dell’**India**, e dal crescente inserimento nelle catene di approvvigionamento di player nazionali in **Messico** o **Colombia**. Se in Asia le potenzialità di mercato della **Cina** si mantengono elevate, nonostante un contesto attualmente meno favorevole da diversi punti di vista, le esportazioni italiane potranno beneficiare dell’impronta industriale decisamente trasformatrice del **Vietnam**, dalla più nota industria tessile e della lavorazione delle pelli fino all’agroalimentare. Senza dimenticare quelle geografie già ampiamente presidiate verso cui è destinato buona parte del nostro export: **Stati Uniti** su tutti, ma anche, per citare il Vecchio continente, la **Spagna** dove le imprese italiane potranno soddisfare in diversi ambiti la domanda legata alla transizione energetica.

 

### **Evoluzione del conflitto e scenari alternativi**

 

In un contesto segnato da un’elevata incertezza economica globale, ascrivibile in particolare all’evoluzione della guerra in Ucraina, è quanto mai opportuno simulare **scenari di previsione alternativi**. In un **primo scenario** elaborato sulle ipotesi di continuazione e intensificazione nel tempo del conflitto, la cui probabilità di accadimento sta gradualmente aumentando, la crescita economica globale risulterebbe più debole e sarebbe accompagnata da un’ulteriore impennata dell’inflazione. In questo contesto, le nostre esportazioni crescerebbero quest’anno a un tasso del **9,1% (-1,2 punti percentuali rispetto allo scenario base)** **e registrerebbero un incremento solo di poco superiore allo zero nel 2023 (+0,5%; -4,5 p.p. rispetto al *baseline*).**

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2022/09/Immagine5.png)In un **secondo scenario alternativo**, con una probabilità di accadimento più modesta, si prevedono gli effetti di una risoluzione del conflitto in tempi più brevi e condivisa da entrambe le parti, che vada oltre un cessate il fuoco o il mero “congelamento” delle ostilità militari. L’allentamento delle distorsioni sul mercato energetico e il conseguente calo delle pressioni inflazionistiche aprirebbero a una “ripresa post-conflitto” nel corso del prossimo anno, con benefici per imprese e famiglie: **l’export italiano di beni crescerebbe dell’11% nell’anno in corso (+0,7 p.p. rispetto al *baseline*) e dell’8,3% nel 2023 (+3,4 p.p.)** per poi tornare in linea con lo scenario base nel biennio successivo.

 

*Per scaricare il **Rapporto Export 2022** clicca* [qui](https://www.sace.it/studi).

 

*È stata aggiornata anche la **Italy Map**, per avere un quadro sulle esportazioni delle regioni e province italiane con dettagli su settori di punta e Paesi di destinazione, indicatori e grafici di facile lettura.*

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Fonte: [“Caro Export. Le sfide globali e il valore di esserci”: SACE presenta il Rapporto Export 2022](https://giornaledellepmi.it/caro-export-le-sfide-globali-e-il-valore-di-esserci-sace-presenta-il-rapporto-export-2022/), Il Giornale delle PMI.
