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title: "Boom di dati personali rubati sul web (+56,3% vs 2020). Telegram sempre più usato per la condivisione delle informazioni sottratte"
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author: "Redazione"
published: 2021-10-29T07:01:20+02:00
modified: 2021-10-28T18:35:35+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["La rassegna dell'una", "TECNOLOGIA"]
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# Boom di dati personali rubati sul web (+56,3% vs 2020). Telegram sempre più usato per la condivisione delle informazioni sottratte

*Redazione · 29 Ottobre 2021 · Il Giornale delle PMI*

> Pacchetti di migliaia di credenziali e informazioni personali vengono vendute clandestinamente anche a meno di 50 €.

Le attività degli hacker non si sono di certo fermate a causa della pandemia, anzi nel 2021 hanno subito una ulteriore accelerazione.  
 I dati dell’**Osservatorio Cyber,** rilasciato da **CRIF** in occasione del mese dedicato alla cybersecurity, confermano infatti che nella prima metà dell’anno in corso sono stati **oltre 1 milione gli alert ricevuti da utenti italiani relativamente a un attacco informatico ai danni dei propri dati personali,** in crescita del **+56,3% rispetto alla precedente rilevazione.**  
 In particolare, l’analisi si focalizza sugli alert relativi a informazioni ritrovate sul dark web (ovvero l’insieme di ambienti web che non appaiono attraverso le normali attività di navigazione in Internet e necessitano di browser specifici o di ricerche mirate) all’interno del quale circolano indebitamente **miliardi di dati.**  
 Nel primo semestre 2021 si registra una **crescita** **del +18%** **dei dati trovati sul dark web** rispetto al secondo semestre 2020. È proprio in questi ambienti che si trovano il maggior numero di informazioni ottenute tramite frodi informatiche, basti pensare che gli utenti allertati in Italia per dati rilevati sul **dark web** **sono il 72,9%**, a fronte di un 27,1% di soggetti allertati per dati rilevati sul web pubblico (open web).  
 Gli ambienti in cui invece viene scambiata la maggior quantità di dati rubati sono forum, blog e piattaforme di messaggistica. Oltre a motori di ricerca specifici (es. TOR, DuckDuckGo) **Telegram,** in particolare, sta diventando sempre di più una sorta di **luogo di incontro virtuale per gli hacker parallelamente al darkweb, con le medesime finalità** di condivisione di dati personali, come ad esempio liste con email e password di account rubati.

 

*“Sul dark web circola una enorme mole di dati di ignari cittadini, che corrono così il rischio di subire furti d’identità e truffe online. Il livello di sensibilità e consapevolezza di ampie fasce di popolazione è però ancora molto modesto e non vengono adottate forme di protezione anche minime, quali adottare password sufficientemente complesse, non utilizzare la stessa per più account e modificarla con una certa frequenza, conservare le proprie credenziali in modo accurato e non inviarle via email o sms. Gli hacker sono sempre più agguerriti ma, per provare a difendersi, quanto meno è indispensabile adottare prassi virtuose per rendere loro la vita più difficile”* – commenta **Beatrice Rubini, Executive Director Personal Solutions di CRIF.**

 

### **​****I** **dati più vulnerabili che circolano sul dark web**

 

Secondo quanto risulta dall’Osservatorio CRIF, nel primo semestre 2021 i dati personali che prevalentemente circolano sul dark web, e pertanto più esposti al rischio di azioni ai danni delle ignare vittime, risultano essere le **password**, gli **indirizzi email individuali o aziendali, username, i numeri di telefono**. Nella prima metà dell’anno anche **nome e cognome** rientrano nella top 5 dei dati più vulnerabili.  
 Queste preziose informazioni potrebbero essere utilizzate per compiere truffe, ad esempio attraverso *phishing* o *smishing*. Non mancano però **scambi di dati con una valenza finanziaria**, come le **carte di credito** e l’**IBAN**.  
 Andando a guardare le combinazioni principali tra i dati intercettati sul web, da segnalare il **deciso aumento dei casi in cui i dati completi di una carta di credito compaiono abbinati correttamente a nome e cognome del titolare** (nel 56,4% dei casi nei primi sei mesi 2021 contro il 20,8% del semestre precedente). Questo evidentemente espone ad un elevato rischio di subire una frode o transazioni non autorizzate.  
 Analogamente, **in quasi 9 casi su 10 è stato intercettato l’abbinamento tra username e password,** con un conseguente elevatissimo rischio di intrusione nelle aree riservate delle vittime.

 

| **Combinazioni principali dei dati** | **II semestre 2020** | **I semestre 2021** |
| --- | --- | --- |
| Email + Password | 96,32% | 96,66% |
| Numero di telefono + password | 47,23% | 49,32% |
| Carta di credito completa (con cvv e data di scadenza) | 98,60% | 94,48% |
| Username + Password | 84,68% | 89,02% |
| Carta di credito completa + Nome e cognome | 20,81% | 56,40% |
| Numero di telefono + Nome e cognome | 18,71% | 50,63% |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber di CRIF*

 

Le rilevazioni dell’Osservatorio mettono anche in evidenza come, nel primo semestre 2021, le carte trovate sul dark web siano prevalentemente **carte di debito e prepagate**, con una quota che in Italia si assesta intorno al 70% dei casi. Ma i dati personali si possono ritrovare anche in ambienti **open web.** In questo caso nel primo semestre 2021 gli utenti in Italia sono stati allertati riguardo l’**email** (nel 58,2% dei dati rilevati), il **codice fiscale** (37,6%), il **numero di telefono** (1,9%), **username** (1,7%) e **indirizzo** (0,5%).

 

| **Tipo alert open web** | **2021 1H** |
| --- | --- |
| E-mail | 58,2% |
| Codice fiscale | 37,6% |
| Numero di telefono | 1,9% |
| Username | 1,7% |
| Indirizzo | 0,5% |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber di CRIF*

 

### **L****e password più utilizzate**

 

Osservando le password più comuni trovate sul dark web, per **l’Italia** troviamo ai primi posti i nomi propri maschili più diffusi, come “andrea”, “francesco” e “giuseppe” e nomi di squadre di calcio famose come “juventus” e “napoli”.  
 A livello globale invece, **al primo posto della top 10 delle password più utilizzate nel primo semestre 2021 si trova “123456”**, seguita da “123456789” e da “qwerty”, così come nel semestre precedente. Un cambiamento si può notare nelle ultime posizioni della top 10, dove “querty123” supera “1234567890”.

 

| **TOP 10 I semestre 2021** |  |
| --- | --- |
| **1** | 123456 |
| **2** | 123456789 |
| **3** | qwerty |
| **4** | Password |
| **5** | 12345 |
| **6** | 12345678 |
| **7** | 111111 |
| **8** | qwerty123 |
| **9** | 1234567890 |
| **10** | 1234567 |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber di CRIF*

 

*“Si tratta di combinazioni di numeri e lettere molto semplici, facilmente intercettabili da parte degli hacker e, conseguentemente, altamente vulnerabili. D’altro canto, l’utilizzo di password così basiche rivela la poca esperienza o la pigrizia di una parte di utenti del web, che spesso non seguono le più elementari regole per proteggersi da eventuali intrusioni, ad esempio scegliendo password lunghe e diverse per ogni account importante, con combinazioni prive di legami con informazioni personali. Per limitare la diffusione di questi dati sensibili, sarebbe importante che gli utenti attivassero, dove possibile, l’autenticazione a due fattori per evitare che gli hacker possano entrare negli account anche avendo scoperto login e password, così come sarebbe consigliabile prestare la massima attenzione all’utilizzo delle reti WiFi pubbliche, dove anche la password più sicura potrebbe essere intercettata, e ai rischi connessi alla memorizzazione delle credenziali su computer pubblici o condivisi”* – spiega **Beatrice Rubini.**

 

### **Gli account più violati e le finalità di utilizzo**

 

Le **credenziali** rubate **possono essere utilizzate** per diverse attività indebite, ad esempio per **entrare negli account delle vittime**, **utilizzare servizi** in modo abusivo, **inviare email** con richieste di denaro o link di **phishing**, inviare **malware o ransomware**, allo scopo di estorcere o **rubare denaro**.

 

Attraverso una analisi qualitativa dei contesti in cui i dati circolano, L’Osservatorio Cyber di CRIF ha potuto categorizzare gli account in base alla finalità di utilizzo.

 

- Quasi la metà degli account rilevati (il 46,6%, per la precisione) è relativa ad ambiti di **intrattenimento,** soprattutto account di **giochi online e dating** (siti di incontri online). Inoltre, il fenomeno dell’**e-sport** (giocare online a livello competitivo e organizzato) è in crescita e le piattaforme richiedono degli abbonamenti a pagamento. Il furto di account in abbonamento può portare quindi a perdite economiche anche ingenti.
- Al secondo posto ed in forte crescita rispetto al secondo semestre 2020, si posiziona il furto degli account di **forum e di siti web** (con una quota pari al 20,8% degli account rilevati).
- Anche nel caso degli account di **Servizi streaming** (pari al 18,7% degli account rilevati) il rischio di furto potrebbe portare a conseguenze economiche dirette per le vittime. Questi **account** possono infatti essere **rivenduti e utilizzati in modo illecito**, ad esempio possono essere utilizzati a nostra insaputa da altre persone: un modo per accorgercene è se nella sezione “continua a guardare” appaiono contenuti che non abbiamo mai selezionato.
- Il furto di account di **social media** (che rappresentano il 13,7% degli account rilevati) come Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn può portare a tentativi di truffe e furti di identità con pesanti conseguenze per la vittima.
- I **database aziendali** rappresentano, infine lo 0,2%, degli account rilevati.

 

| **Account più rilevati** | **I semestre 2021** |
| --- | --- |
| Intrattenimento | 46,6% |
| Forum e siti web | 20,8% |
| Servizi streaming | 18,7% |
| Social media | 13,7% |
| Database aziendali | 0,2% |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber di CRIF*

 

### **I** **soggetti maggiormente esposti**

 

Analizzando le caratteristiche degli utenti italiani che nei primi 6 mesi dell’anno hanno ricevuto almeno un alert per un possibile furto di dati personali, lo studio mette in evidenza come **le fasce di età maggiormente coinvolte sono quelle dei 41-50 anni e 51-60 anni**, con una quota pari rispettivamente al 27,1% e al 25,3% del totale, seguite **dagli over 60** con una quota del 24%.  
 Decisamente meno rappresentati gli utenti più giovani under 30 (solo il 6,5% del totale), forse grazie ad una maggiore dimestichezza con gli ambienti digitali.  
 Per quanto riguarda la suddivisione di genere, invece, **la maggior parte degli utenti che hanno ricevuto un alert sono uomini** (il 64,2% del totale), mentre le donne rappresentano poco più di un terzo degli utenti allertati (35,8%).  
 Le regioni in cui è più elevato il numero di persone allertate più persone sono il **Lazio** (con il 21,4% del totale) e la **Lombardia** (con il 12,7%), anche se in proporzione sono gli abitanti di Valle D’Aosta, Molise e Sicilia ad essere risultati maggiormente esposti.

 

| **Regione** | **Distribuzione clienti allertati** |
| --- | --- |
| Valle d’Aosta | 0,2% |
| Molise | 0,7% |
| Sicilia | 7,5% |
| Basilicata | 0,4% |
| Campania | 8,3% |
| Emilia-Romagna | 7,5% |
| Umbria | 3,0% |
| Calabria | 2,6% |
| Toscana | 7,1% |
| Abruzzo | 2,1% |
| Puglia | 5,0% |
| Sardegna | 3,2% |
| Lazio | 21,4% |
| Marche | 2,4% |
| Lombardia | 12,7% |
| Piemonte | 6,0% |
| Friuli-Venezia Giulia | 1,5% |
| Trentino-Alto Adige | 0,7% |
| Liguria | 2,0% |
| Veneto | 5,8% |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber di CRIF*

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Fonte: [Boom di dati personali rubati sul web (+56,3% vs 2020). Telegram sempre più usato per la condivisione delle informazioni sottratte](https://giornaledellepmi.it/boom-di-dati-personali-rubati-sul-web-563-vs-2020-telegram-sempre-piu-usato-per-la-condivisione-delle-informazioni-sottratte/), Il Giornale delle PMI.
