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title: "Barometro Rischio paese e settoriale – Turbolenze in vista?"
url: https://giornaledellepmi.it/barometro-rischio-paese-e-settoriale-turbolenze-in-vista/
author: "Redazione"
published: 2024-06-24T06:50:10+02:00
modified: 2024-06-22T15:09:25+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Barometro Rischio paese e settoriale – Turbolenze in vista?

*Redazione · 24 Giugno 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Coface pubblica le sue previsioni per l’economia mondiale nel 2024.

**Il 2024 è iniziato meglio rispetto ai due esercizi precedenti, segnati dai disordini** **della pandemia, dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e dalla crisi bancaria negli Stati Uniti. Tuttavia, il primo trimestre 2024 ha registrato un rallentamento dell’attività negli Stati Uniti e sono i paesi emergenti a sostenere l’economia globale. In tutto il mondo persistono rischi economici, sociali e politici, in ultimo lo scioglimento dell’Assemblea** **nazionale in Francia, possibile punto di svolta per il Paese e l’Europa.**

 

**In questo contesto, Coface ha rivisto le valutazioni di 5 paesi (4 riclassificazioni in positivo e 1 declassamento) e 26 settori (20 riclassificazioni in positivo e 6 declassamenti), con prospettive favorevoli solo nel breve periodo.**

 

### **L’economia mondiale al di sopra della linea di galleggiamento**

 

La previsione di crescita mondiale di Coface per il 2024 è **rivista al rialzo al 2,5%, con una stabilizzazione attesa al 2,7% nel 2025**. La crescita moderata di Stati Uniti e Cina dovrebbe essere compensata dall’accelerazione di numerosi paesi emergenti.

 

Malgrado il rallentamento dell’economia americana, i dati del mercato del lavoro sembrano essere tornati ai livelli pre-pandemici, segnale di un **miglior equilibrio tra offerta e domanda di manodopera**.

 

**In Cina, la ripresa economica resta discontinua**. Il PIL ha superato le attese nel primo trimestre 2024, grazie agli investimenti nell’industria manifatturiera, accentuando i timori sull’eccesso di capacità produttiva. Vista la debolezza della domanda interna, i produttori cinesi dovranno trovare degli sbocchi sui mercati esteri. Le pressioni deflazionistiche persistenti potrebbero continuare a frenare i redditi delle imprese e delle famiglie.

 

Nel primo trimestre 2024, **l’Europa,** con una **crescita del PIL di 0,3% e una attività in ripresa** grazie al settore dei servizi, **sembra essere uscita dalla recessione.**

 [![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/06/image006.png)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2024/06/image006.png)
*Crescita del Pil reale (media annua, %)*

 

### **Disinflazione più complessa**

 

Il rallentamento della disinflazione negli Stati Uniti conferma che la fase finale della lotta all’inflazione è in effetti la più difficile. La causa è da imputare ai prezzi dei servizi, e soprattutto a quelli degli alloggi che rimangono elevati. **L’inflazione PCE****\[1\]****, che con un 2,7%** resta al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve statunitense, lo conferma.

 

**In Europa, l’inflazione ha registrato un rialzo al 2,6% nel mese di maggio**, dopo essere scesa al 2,4% in aprile grazie al rallentamento dei prezzi dei prodotti alimentari non trasformati e dei beni. Il probabile aumento dei salari dovrebbe stimolare i consumi, ma determinerà un rallentamento della disinflazione. **L’ulteriore contenimento dell’inflazione intorno al 2% potrà avvenire solo a costo di un deterioramento del mercato del lavoro o dei margini operativi delle imprese con il rischio di un ulteriore incremento delle insolvenze.**

 

### **Gli emergenti pronti ad accelerare ma vincolati dalla Fed**

 

**I mercati prevedono solo uno o due tagli dei tassi**, alla luce della cautela della Fed. Le ultime proiezioni delle autorità monetarie degli Stati Uniti confermano che **i tagli dei tassi dovranno attendere la fine dell’estate, o addirittura dell’anno**. La Bce, intanto, ha iniziato l’allentamento monetario con un primo taglio di 25 punti base (pb) a inizio giugno.

 

A fronte del rinvio della Fed, **i paesi emergenti dovranno rallentare o ritardare il ciclo di riduzione dei tassi** per evitare una risalita dell’inflazione attraverso le importazioni. Così, il Brasile ha diminuito il proprio tasso di riferimento di appena 25 pb a maggio, dopo 6 tagli consecutivi di 50 pb. Il rinvio stabilito dalla Fed condizionerà anche le politiche monetarie in Africa e Asia. Le banche centrali delle principali economie emergenti non hanno ancora avviato l’allentamento monetario, limitando l’entità della ripresa economica per il 2024 e 2025.

 

Malgrado tale rinvio, numerose regioni assisteranno a una dinamica positiva. Alcuni **paesi del sud-est asiatico** registreranno **tassi di crescita superiori al 6%** (Vietnam e Filippine). L’India, nonostante un lieve rallentamento, dovrebbe registrare una crescita del 6,1%. Anche l’Africa **dovrebbe registrare una decisa crescita, superiore al 4%**, con una accelerazione in tutte le principali economie (Nigeria, Egitto, Algeria, Etiopia, Marocco e, in misura minore, Sudafrica).

 

### **Barriere doganali americane: verso una guerra commerciale 2.0?**

 

L’annuncio lo scorso 14 maggio del forte aumento dei dazi doganali sulle importazioni di merci cinesi conferma la **volontà degli Stati Uniti di contrapporsi alla Cina nei settori strategici**. La settimana scorsa, **l’Unione europea ha adottato misure simili imponendo ulteriori dazi doganali fino al 38% sui veicoli elettrici cinesi**. Paesi come India e Brasile hanno già adottato provvedimenti analoghi, aumentando il rischio di tensioni commerciali globali. Questo contesto potrebbe fare di **Messico e Vietnam i principali beneficiari di questa riorganizzazione**, soprattutto grazie al transito di prodotti cinesi. Sebbene le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sembrino essersi indebolite, al momento è prematuro parlare di sganciamento fra le due potenze.

 

Oltre alla decisione dell’attuale amministrazione, le promesse della campagna di Trump di imporre dazi doganali globali pari al 10% sono fonte di preoccupazione sulla politica commerciale americana, mentre si accentuano **i timori di frammentazione del commercio mondiale.**

 

In un contesto politico sempre più incerto, un inasprimento delle barriere doganali sarebbe sinonimo di **aumento dei costi per le imprese, contribuendo al rischio di un futuro più inflazionistico**.

 

*“Dopo due anni in cui lo scenario economico internazionale si è trovato a fronteggiare sfide economiche e geopolitiche significative, l’economia mondiale sembra riprendersi all’inizio del 2024 grazie a un complessivo rallentamento dell’inflazione”* commenta **Ernesto De Martinis, Ceo di Coface in Italia e Head of Strategy Regione Mediterraneo & Africa**. *“In questo scenario, se le economie strategiche di Stati Uniti e Cina faticano a raggiungere l’andamento registrato prima della pandemia, si prevede comunque una crescita mondiale complessiva, in cui un ruolo importante è giocato dai Paesi emergenti e dall’accelerazione che si registra nelle loro economie.”*

 

\[1\] L’indice PCE (Personal Consumption Expenditures) è il parametro di inflazione più utilizzato dalla US Federal Reserve. Il PCE tiene conto dei dati sui prezzi forniti dalle aziende, non dai consumatori.

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Fonte: [Barometro Rischio paese e settoriale – Turbolenze in vista?](https://giornaledellepmi.it/barometro-rischio-paese-e-settoriale-turbolenze-in-vista/), Il Giornale delle PMI.
