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title: "Back to work senza traumi: il rientro “lento” passa attraverso cinque strategie"
url: https://giornaledellepmi.it/back-to-work-senza-traumi-il-rientro-lento-passa-attraverso-cinque-strategie/
author: "Redazione"
published: 2026-09-14T07:00:38+02:00
modified: 2026-09-12T10:48:50+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Back to work senza traumi: il rientro “lento” passa attraverso cinque strategie

*Redazione · 14 Settembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Dal rientro graduale alla flessibilità, fino alla gestione delle priorità: Sesame HR individua cinque accorgimenti per evitare un settembre frenetico e assicurare una ripresa più equilibrata.

Sveglia presto, agenda improvvisamente piena, decine di e-mail da recuperare, riunioni che tornano a occupare il calendario e una lista di attività che sembra essersi moltiplicata durante le ferie. **Il ritorno al lavoro dopo la pausa estiva può rappresentare uno dei momenti più delicati dell’anno**, soprattutto quando il passaggio dai ritmi delle vacanze alla routine professionale avviene da un giorno all’altro.     Settembre, del resto, non segna soltanto il rientro dalle ferie: per molte aziende coincide con la ripartenza dei progetti, la definizione delle priorità dell’ultimo quadrimestre e una nuova accelerazione delle attività. Un mix che può generare la sensazione di dover recuperare tutto e subito, rischiando di vanificare rapidamente i benefici del periodo di riposo.     Per [**Sesame HR**](https://www.sesamehr.it/?utm_source=team_lewis&utm_medium=referral&utm_campaign=awareness_it&utm_content=ndp_settimana_corta), piattaforma tecnologica europea per la gestione digitale delle risorse umane, il rientro può invece diventare l’occasione per ripensare ritmi e modalità di lavoro, puntando su un’organizzazione più sostenibile anche nel lungo periodo.     **1. Non pretendere di recuperare tutto il primo giorno**  
 La casella di posta piena non significa che ogni e-mail abbia la stessa urgenza. Uno degli errori più comuni al rientro è affrontare contemporaneamente arretrati, nuovi progetti e attività ordinarie, trasformando le prime giornate di settembre in una maratona.  
 Meglio prevedere un **rientro progressivo**, iniziando dalla revisione delle attività in sospeso e distinguendo ciò che è urgente da ciò che può attendere. Anche manager e aziende possono contribuire evitando di concentrare meeting, deadline e richieste nelle primissime giornate dopo le ferie.  
 L’obiettivo non dovrebbe essere “recuperare agosto” in 24 ore, ma ricostruire rapidamente una visione chiara delle priorità.     **2. Proteggere l’agenda dall’effetto “settembre è il nuovo gennaio”**  
 Settembre porta spesso con sé una forte spinta alla ripartenza: nuovi obiettivi, nuovi progetti, nuove riunioni. Il rischio è però quello di riempire immediatamente ogni spazio disponibile, lasciando poco tempo al lavoro individuale e alla concentrazione.  
 Una soluzione può essere **ridurre gli incontri non indispensabili**, prevedere slot senza meeting e stabilire poche priorità concrete per le prime settimane. Per i manager significa anche interrogarsi su quali attività generino realmente valore e quali siano invece il risultato di automatismi organizzativi.  
 Ricominciare non deve necessariamente significare fare di più, ma **tornare a lavorare meglio.**     Settembre non dovrebbe però essere solo il momento per proteggere l’agenda: può diventare anche l’occasione per rimettere in discussione processi che si sono sempre fatti “in un certo modo”, ma che smettono di funzionare non appena l’azienda cresce. Un esempio tipico è la gestione delle informazioni tra strumenti diversi che non comunicano tra loro: dati sulle presenze in un foglio Excel, richieste di ferie via e-mail, valutazioni delle performance su un altro sistema ancora. Ognuno di questi passaggi manuali, preso singolarmente, sembra gestibile; ma moltiplicato per decine o centinaia di persone diventa una fonte costante di errori, doppio lavoro e informazioni che si perdono tra un tool e l’altro. Riorganizzare i flussi di lavoro a settembre, prima che riparta la piena operatività, permette di intercettare questi colli di bottiglia mentre sono ancora piccoli, invece di scoprirli quando ormai rallentano la crescita dell’azienda.     **3. Conservare una quota di flessibilità**  
 Il passaggio netto dalla libertà delle ferie a giornate nuovamente scandite da orari rigidi può rendere il rientro più pesante. Quando l’organizzazione del lavoro lo consente, strumenti come **smart working, flessibilità in entrata e uscita o una gestione più autonoma dell’orario** possono accompagnare le persone verso il ritorno alla routine.  
 La flessibilità, però, non dovrebbe essere considerata soltanto una misura “da rientro”. La possibilità di conciliare meglio esigenze personali e professionali rappresenta uno degli elementi alla base di un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro e può contribuire a limitare stress e sovraccarico nel corso dell’intero anno.     **4. Non trasformare il rientro in una reperibilità permanente**  
 Durante le ferie si prova – almeno idealmente – a disconnettersi. Al rientro, invece, smartphone, e-mail e notifiche tornano rapidamente protagonisti, con il rischio di passare da una condizione di pausa a una di iperconnessione.  
 Per questo settembre può essere il momento giusto per ristabilire alcune regole: **rispettare gli orari di lavoro, limitare le comunicazioni fuori fascia e non trasformare l’immediatezza della tecnologia nell’aspettativa di una risposta immediata.**  
 Una cultura della disconnessione non significa ridurre l’impegno, ma preservare gli spazi necessari al recupero delle energie e favorire una maggiore concentrazione durante il tempo effettivamente dedicato al lavoro. Sesame HR sottolinea infatti come equilibrio vita-lavoro, pause e politiche di flessibilità rappresentano elementi importanti anche nella prevenzione dello stress e del burnout.     **5. Chiedere alle persone come stanno, non soltanto “a che punto siamo?”**  
 Il rientro è anche un buon momento per riallineare i vari team e il primo confronto dopo le ferie non deve necessariamente essere una lunga lista di attività da completare.  
 Un breve momento di confronto individuale può aiutare manager e HR a comprendere **carichi di lavoro, priorità e possibili criticità**, prima che diventino problemi più difficili da gestire. L’ascolto continuo permette inoltre di intercettare segnali di stanchezza, demotivazione o sovraccarico e di intervenire sull’organizzazione del lavoro. Il ruolo dei manager diventa quindi centrale: non soltanto distribuire task, ma creare le condizioni affinché le persone possano svolgere in maniera sostenibile. 

## **Settembre come test per un nuovo modo di lavorare**

 Il vero obiettivo, secondo Sesame HR, dovrebbe essere evitare che il benessere recuperato durante le vacanze venga consumato nel giro di pochi giorni. **Se il rientro è traumatico, infatti, il problema potrebbe non essere settembre in sé, ma il modo in cui il lavoro è organizzato durante il resto dell’anno.**     Perché un rientro sostenibile non dovrebbe essere l’eccezione delle prime settimane di settembre, ma il punto di partenza per costruire un modo di lavorare sostenibile tutto l’anno.

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Fonte: [Back to work senza traumi: il rientro “lento” passa attraverso cinque strategie](https://giornaledellepmi.it/back-to-work-senza-traumi-il-rientro-lento-passa-attraverso-cinque-strategie/), Il Giornale delle PMI.
