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title: "Aziende a caccia di laureati: quali e dove sono introvabili"
url: https://giornaledellepmi.it/aziende-a-caccia-di-laureati-quali-e-dove-sono-introvabili/
author: "Redazione"
published: 2026-11-05T06:40:50+01:00
modified: 2026-11-04T19:09:01+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["LAVORO"]
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# Aziende a caccia di laureati: quali e dove sono introvabili

*Redazione · 5 Novembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

> Nel nuovo focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro una mappa dei profili più difficili da trovare e delle regioni dove è più complicato reperire lavoratori con istruzione terziaria.

Giovani laureati cercasi. Nonostante il numero complessivo di chi dispone di un’istruzione universitaria sia in decisa crescita negli ultimi anni, i profili STEM sono sempre più introvabili. Un fenomeno che va di pari passo con tempi lunghi di inserimento lavorativo per altri percorsi, come quelli umanistici e delle scienze sociali, dove il numero di laureati supera di gran lunga la domanda. Non solo, ci sono regioni italiane dove le difficoltà di reperimento di candidati in possesso di un titolo di istruzione terziaria sono molto elevate. È il risultato del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, analizzato nell’ultimo focus di **Fondazione Studi Consulenti del Lavoro**: “***Il valore della formazione universitaria e le nuove sfide del lavoro***”.

 

Alla base delle difficoltà delle aziende a reperire i profili, e di alcuni giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, ci sono fattori diversi. Certamente l’indirizzo scelto è tra questi. Se la percentuale di **difficoltà** **di** **reperimento** **di** **laureati** a livello **nazionale** è cresciuta dal 35,2% del 2019 al **51%** del 2025, il dato non è omogeneo. Si arriva infatti al **72,8%** per le posizioni che richiedono una laurea **chimico-farmaceutica**, al **70,8%** per l’indirizzo **sanitario** **e** **paramedico**, al **65,7%** per gli **ingegneri industriali** e al **62,5%** per **matematici, fisici e informatici**. Per altri profili, invece, si scende a percentuali ben sotto la media, fino ad arrivare al **37,6%** per quello **umanistico,** **filosofico,** **storico** **e artistico** (Fig. 2, pag 7). In questo quadro, inevitabilmente, i laureati per i quali la domanda eccede l’offerta sono destinati a sperimentare percorsi di inserimento lavorativo più lunghi.

 

Anche la dimensione territoriale ha, però, un peso importante: sistemi produttivi diversi, presenza e specializzazione degli atenei, mobilità dei laureati e capacità di offrire opportunità professionali attrattive portano alcuni territori a esperire particolari difficoltà nel colmare la richiesta di laureati da parte delle imprese. Secondo le elaborazioni di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro tra le regioni nelle quali si prevedono maggiori problemi spiccano la **Valle d’Aosta** (con il **64,8% di entrate di universitari di difficile reperimento**), il **Trentino Alto Adige** (**64,5%**) e il **Friuli** **Venezia** **Giulia** (**60%**). Un fenomeno complesso, che non si spiega con una maggiore richiesta di profili con istruzione terziaria. Infatti, in altri territori con una domanda più alta di laureati sul totale – come Lombardia (22% di laureati sul totale entrate previste), Lazio (19,6%) ma anche Sicilia (19%) e Campania (18,4%) – le difficoltà di reperimento sono ben sotto il 50%. A riprova della eterogeneità delle cause alla base del mismatch, lo studio riporta poi i dati delle entrate di lavoratori nel 2025 per titolo di studio nelle diverse province italiane, che evidenziano forti differenze nella richiesta di laureati anche all’interno della stessa regione (Tab.7, pag. 14).

 

Nonostante ciò la laurea resta un elemento premiante nel mercato del lavoro italiano, che negli ultimi dieci anni ha visto crescere dell’11% i laureati nella fascia d’età 25-34 anni, a quota 1 milione 918 mila. Il tasso di **occupazione** (20-64 anni) di chi possiede una **laurea** è dell’**82,8%,** contro il **68,6%** del **diploma** e il **55,7%** di quanti possiedono al massimo una **licenza** **media**. E sono proprio le fasce più deboli ad avvantaggiarsi maggiormente di un titolo universitario: le donne e i giovani del Sud. Per le prime il tasso di occupazione è superiore all’80%, contro il 58,6% delle diplomate, mentre per i secondi si arriva al 60%, con un balzo di quasi il 12% rispetto al 2019.

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Fonte: [Aziende a caccia di laureati: quali e dove sono introvabili](https://giornaledellepmi.it/aziende-a-caccia-di-laureati-quali-e-dove-sono-introvabili/), Il Giornale delle PMI.
