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title: "Azienda Italia: qual è il reale stato di salute delle nostre PMI"
url: https://giornaledellepmi.it/azienda-italia-qual-e-il-reale-stato-di-salute-delle-nostre-pmi/
author: "Ufficio Studi di BorsadelCredito.it"
published: 2020-11-23T07:07:57+01:00
modified: 2020-11-22T19:28:13+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA", "La rassegna dell'una"]
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# Azienda Italia: qual è il reale stato di salute delle nostre PMI

*Ufficio Studi di BorsadelCredito.it · 23 Novembre 2020 · Il Giornale delle PMI*

> Mentre il 2020 si avvia a conclusione, è il momento di trarre un bilancio sullo stato di salute delle nostre PMI. E capire da dove si può ripartire per riprendere a camminare.

### **La metà delle imprese prevede carenza di liquidità**

 

Per farlo ci serviamo degli ultimi dati di **Istat** e **Cerved – Confindustria**, rilevati o pubblicati nel corso degli ultimi mesi. Innanzitutto, secondo [Istat](https://www.istat.it/it/archivio/244378), oltre la metà delle imprese (con il 37,8% di occupati) prevede una **mancanza di liquidità** per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020. Il 38% (27,1% di occupati) segnala **rischi operativi e di sostenibilità** della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito.

 

Non sorprende che oltre il **70% delle imprese** (che rappresentano il 73,7% dell’occupazione) abbia dichiarato una **riduzione del fatturato** nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: nel 41,4% dei casi il fatturato si è più che dimezzato, nel 27,1% si è ridotto tra il 10% e il 50% e nel 3% dei casi meno del 10%; solo nell’8,9% delle imprese il valore del fatturato è invece rimasto stabile. Ma ovviamente questo è un dato parziale, che non fornisce un quadro completo della situazione, ma indica semplicemente gli effetti del lockdown.

 

### **Ma la crescita di fatturato e redditività aveva perso slancio dal 2018**

 

Il tema vero è che le imprese avevano **smesso di crescere** già **prima del Covid**. Questo si evince dal [Report regionale PMI 2020](https://www.confindustria.it/home/policy/position-paper/dettaglio/rapporto-regionale-pmi-2020-confindustria?__cf_chl_jschl_tk__=1606a3c3ee756c9c0e6a647310133539b939829a-1602505659-0-ARRjtV-SCGYGdQUwDdErEfr88LMGOkyGh59VSkPfHpIn_gmOuLvrttlkYMXKkBixWR8kDzSSk08Xn1oq6XvXKo6JZi2B58StEOjnCQ-KMny0FbZSXDLUauETHqKoHOz3_f_AJ2orUg0fF1VRLuAvnAgIwDwnJKcecY1eUOvSquoazt0u8VLGilpd_nbBzOnrP_1l21MbOkdhqqGLkKmQkCnTJhaY_wqo83AgjXDpMxUxN158E091EcvpsU6lX99B43zS2jzFiUg40x6a7MWNa3nJzifZzN0PhQ_HzMRspOZoup25s21b_X8reiqxy_bIyWxVuIVuLpj5iYAOdmOcgmxNXETsB3YbCiMBlJHG_sHVuGi_1oI6Asx40rz6sTjifw), realizzato da Cerved e Confindustria, secondo cui il Covid si innesta in un periodo di debolezza per le PMI che, dal 2018, avevano praticamente interrotto la loro lenta ripresa per riagganciare i valori del 2008.

 

Il report Cerved – Confindustria segnala che il fatturato 2018 era cresciuto del 4,1% in termini nominali (dal 4,4% dell’anno precedente), mentre le stime per i **bilanci del 2019** indicano **tassi di crescita** dei ricavi **più che dimezzati**, a +1,3%. In tutte le aree, il valore aggiunto (+4,1%) è cresciuto nel 2018 a ritmi più ridotti rispetto al costo del lavoro (+5,6%). Numeri che hanno reso impossibile “*recuperare il divario di redditività accumulato durante la lunga fase di recessione e stagnazione*”: la **redditività netta**, infatti, misurata in termini di ROE, dopo il picco del 2017 (11,7%), è scesa all’11% nel 2018 e al 9,3% nel 2019.

 

### **L’impatto del Covid**

 

Il Covid-19 avrà un impatto molto forte sui conti delle PMI, con ricadute pesanti sugli indici di redditività. In uno scenario più tranquillo si stima una **contrazione del fatturato del 12,8%** nel 2020, con un rimbalzo nel 2021 dell’11,2% (per una perdita di 227 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21). E se continua la **nuova ondata** di Covid-19, il calo dei ricavi è stimato a -18,1% per l’anno in corso (+16,5% nel 2021), con minori ricavi che sfioreranno i **300 miliardi** di euro.

 

È ovvio che questo potrà avere un effetto anche sulla **dinamica demografica di impresa**, che aveva visto anch’essa la fine del suo andamento positivo nel 2018, dopo una corsa ininterrotta dal 2013, anno in cui erano state introdotte le SRL semplificate. **Nel 2019** le nuove società di capitali sono state meno di 93mila (-5,8%), mentre sono **aumentati** sia i **fallimenti** che le **liquidazioni volontarie**, che si erano dimezzate tra il 2012 e il 2017-2018. Nel 2019 entrambi gli indicatori risultano in crescita: i fallimenti del 12,4% (toccando quota 1.750) e le liquidazioni dell’1,7% a quota 3.858 (già in aumento del 7% dell’anno precedente).

 

La **buona notizia**, che Confindustria e Cerved non mancano di sottolineare, è che i **fondamentali finanziari** delle PMI **continuano a rafforzarsi**, registrando una forte riduzione del peso dei debiti finanziari in rapporto al capitale netto, sceso nel 2018 al 63% (dal 66% del 2017 e dal 116% del 2007).

 

### **Capitolo debito**

 

Il futuro, a nostro avviso, si giocherà proprio su questo dato. Il maggior problema delle PMI è oggi la **liquidità**, ma è possibile farvi fronte proprio perché, anche in un contesto di debole crescita di fatturato e redditività, i fondamentali finanziari hanno continuato a migliorare. Dunque, nella media, le imprese hanno la possibilità di **richiedere un finanziamento**. E possono così **investire** per far fronte alla crisi, nei modi che – come rileva Istat – stanno già attuando, ovvero, principalmente **riorganizzando spazi e processi** (23,2% delle imprese) e modificando o **ampliando metodi di fornitura** dei prodotti/servizi (13,6%).

 

Crediamo che quello che è successo nel 2020 possa avere l’effetto di una **scossa** e costringere le imprese a un **cambiamento epocale**: la pandemia ha dimostrato con i fatti che la **digitalizzazione** sia ormai una necessità e non è un caso che l’e-commerce sia stato, insieme ai dispositivi medicali, l’unico settore a crescere a doppia cifra, mentre gli altri perdevano altrettanto in termini di vendite. Tutte le imprese lo hanno compreso e stanno aggiungendo il canale digitale alla propria offerta. Ci saranno fallimenti, ci sarà una selezione, ma alla fine **le PMI che resteranno sul mercato saranno più forti** e promettenti di prima. E il FinTech sarà al loro fianco per supportarle nel cammino.

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Fonte: [Azienda Italia: qual è il reale stato di salute delle nostre PMI](https://giornaledellepmi.it/azienda-italia-qual-e-il-reale-stato-di-salute-delle-nostre-pmi/), Il Giornale delle PMI.
