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title: "Attacchi informatici: 2,5 miliardi di dati esposti sul dark web nel primo semestre 2026"
url: https://giornaledellepmi.it/attacchi-informatici-25-miliardi-di-dati-esposti-sul-dark-web-nel-primo-semestre-2026/
author: "Redazione"
published: 2026-09-22T06:30:17+02:00
modified: 2026-09-21T19:18:29+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["TECNOLOGIA"]
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# Attacchi informatici: 2,5 miliardi di dati esposti sul dark web nel primo semestre 2026

*Redazione · 22 Settembre 2026 · Il Giornale delle PMI*

- **Italia al 6° posto a livello globale per indirizzi e-mail compromessi e il 32,3% degli utenti ha ricevuto almeno un alert. Lombardia, Lazio e Sicilia le regioni più colpite.**
- **Cresce la minaccia infostealer : il nostro Paese è al 3° posto nel mondo per numero di account rubati e diffusi sul dark web attraverso questo malware.**
- **Le frodi online sono sempre più sofisticate e credibili anche tramite l’utilizzo di tecniche criminali che sfruttano l’Intelligenza Artificiale.**

 

[**Nel primo semestre 2026**](https://www.crif.it/risorse/ricerche/osservatorio-cyber-primo-semestre-2026/) emerge l’esposizione di nuovi dati in circolazione sul **dark web**, in grado di fornire informazioni sempre più complete sulle vittime. In particolare, il **numero di dati univoci in circolazione ha raggiunto quota 2,5 miliardi**: si tratta di una risorsa preziosa che i cybercriminali possono sfruttare per costruire profili dettagliati e rendere più efficaci truffe, tentativi di phishing e furti di identità.  
 [**Phishing , smishing , vishing e spear phishing**](https://www.crif.it/risorse/ricerche/osservatorio-cyberfurto-dati-e-ai/) continuano a rappresentare minacce significative anche in questa prima parte dell’anno. A queste si aggiungono gli attacchi dei cybercriminali basati sull’**intelligenza artificiale,** che utilizzano deepfake audio e video sempre più realistici e, a livello aziendale, e-mail impeccabili e difficili da distinguere da comunicazioni autentiche. Continua inoltre la diffusione degli **stealer-as-a-service** , malware capaci di acquisire un’elevata quantità di dati e informazioni contestuali dai dispositivi infettati.

 

Queste alcune delle evidenze dell’**Osservatorio Cyber** di **CRIF,** che analizza la vulnerabilità di persone e aziende agli attacchi informatici e i principali trend relativi ai dati scambiati negli ambienti open web e dark web.

 

Il nostro Paese non è certo immune da questa minaccia: nel primo semestre del 2026, si posiziona al **4° posto nel continente europeo** (6° posto nella classifica globale) per quanto riguarda il **numero di indirizzi e-mail compromessi** e messi in circolazione sul dark web. L’Italia si colloca inoltre al **6° posto in Europa** (e al 22° posto nella classifica globale) per numero di dati relativi a **carte di credito** in circolazione, un indicatore significativo di vulnerabilità. Inoltre, il nostro Paese è al **16° posto a livello europeo** (e al 51° posto nella classifica globale) per rilevamento di **numeri di telefono**, che rappresentano un elemento chiave in molte truffe online, come lo **smishing.**

 

“Proteggere i propri dati personali è oggi più importante che mai. Le frodi online sono sempre più sofisticate e credibili, grazie a strumenti basati anche sull’Intelligenza Artificiale come deepfake, phishing personalizzato e tecniche avanzate di ingegneria sociale che sfruttano informazioni personali spesso reperite online o provenienti da violazioni dei dati. In questo scenario, la consapevolezza personale rappresenta la prima linea di difesa. Come CRIF continuiamo a promuovere la cultura della sicurezza digitale, supportando cittadini e consumatori nella tutela della propria identità e nell’adozione di comportamenti consapevoli per riconoscere e prevenire le nuove minacce informatiche” – commenta **Beatrice Rubini**, **Executive Director di CRIF.**

 

**Infostealer**: malware progettato per sottrarre automaticamente informazioni riservate dai dispositivi infettati.  
 **Phishing**: truffa informatica che mira a rubare informazioni personali tramite e-mail ingannevoli.  
  **Smishing**: truffa informatica tramite SMS o app di messaggistica come WhatsApp.  
  **Vishing**: truffa informatica che utilizza telefonate o messaggi vocali per rubare dati personali.  
  **Spear phishing**: truffa informatica che utilizza messaggi personalizzati per rubare informazioni a vittime specifiche.  
 **Stealer-as-a-service:** malware per rubare informazioni, come credenziali e dati finanziari.

 

## **Infostealer: un fenomeno in crescita**

 

L’Osservatorio Cyber di CRIF evidenzia una crescita costante della circolazione di dati sottratti tramite **malware infostealer, una minaccia che nel primo semestre 2026 ha assunto dimensioni rilevanti nel panorama cyber**. Questi malware si diffondono soprattutto attraverso campagne di phishing e software contraffatti e operano in modo silenzioso, raccogliendo credenziali e altre informazioni dai dispositivi digitali e trasmettendole ai criminali informatici. I dati vengono poi distribuiti sul dark web in archivi ULP (URL, Login e Password) o in raccolte più complete, contenenti informazioni sulla vittima e sul dispositivo compromesso. A favorire la diffusione del fenomeno contribuisce il **modello stealer-as-a-service,** che rende disponibili malware, pannelli di controllo, manuali e guide anche a soggetti privi di competenze tecniche, abbassando le barriere di accesso per la criminalità informatica.

 

Analizzando gli **indirizzi e-mail presenti negli archivi ULP**, è stato possibile classificare gli **account** compromessi in base al Paese di appartenenza. **L’Italia** si conferma un bersaglio primario, posizionandosi al terzo posto a livello globale, dopo Stati Uniti e Francia, per numero di account rubati e diffusi sul dark web tramite infostealer.  
 Nell’**Europa dell’Est** si colloca l’**epicentro di questa industria criminale,** con la **Russia** che guida lo sviluppo e la commercializzazione dei principali malware sul mercato. Negli ultimi anni, tuttavia, sono emersi poli del crimine secondari ma estremamente attivi anche in altre aree, tra cui spiccano Sud-est asiatico e Brasile.

 

## **Le combinazioni di dati più esposte alle frodi**

 

Nel primo semestre del 2026 la classifica dei dati personali più vulnerabili conferma la centralità delle c**redenziali digitali,** bersaglio privilegiato degli attacchi informatici. In particolare, le tipologie di dati più diffuse e vulnerabili sul dark web risultano, nell’ordine: **password, e-mail, nomi utente, numeri di telefono, nomi e cognomi.**   
 Analizzando le principali combinazioni di dati esposti si osserva che, nella prima parte del 2026, la combinazione del **numero della carta di credito** con le informazioni di sicurezza e la data di scadenza viene rilevata nel 99,8% dei casi ed è in forte crescita: un dato preoccupante per il rischio di frodi finanziarie. Particolarmente rilevanti le combinazioni legate alla **password**, che compare assieme alla **mail** nel 95,9% dei casi, mentre nel 96% dei casi è associata allo **username**. Questi dati confermano come il **furto dell’account** continui a essere un obiettivo primario per gli hacker, sottolineando la necessità di adottare corrette pratiche di gestione delle proprie password. Un altro dato appetibile per i cybercriminali risulta essere il **numero di telefono**, associato alla **password** nel 61,7% dei casi, e al **nome e cognome** nel 18,8% dei casi.

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/09/osservatorio-cyber-isem26.jpg)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/09/osservatorio-cyber-isem26.jpg)

        

L’incrocio di più informazioni personali facilita la ricostruzione di profili dettagliati delle vittime da parte dei cybercriminali, rendendo gli attacchi di ingegneria sociale molto più efficaci. In particolare, i dati di contatto possono essere utilizzati per realizzare frodi mirate come lo **spear phishing** e gli attacchi **BEC** (Business E-mail Compromise), noti anche come **Truffa del CEO**, nei quali i criminali si fingono dirigenti o figure apicali dell’azienda per convincere i dipendenti a effettuare bonifici, trasferire fondi o condividere informazioni riservate.

 

**Tipologie di account più frequenti sul dark web**  
 Dall’analisi qualitativa dei contesti in cui i dati circolano, l’Osservatorio CRIF ha rilevato che, escludendo i **servizi** di posta elettronica, le username trovate sul dark web sono maggiormente associate agli account di servizi (portali di offerte di lavoro e portali di news web) che occupano il primo posto con una quota del 26,6%, seguiti dagli account relativi ai **social network** (20,8%) e a **forum e siti web** (16,3%).

 

[![](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/09/osscyber_account.jpg)](https://giornaledellepmi.it/wp-content/uploads/2026/09/osscyber_account.jpg)

        

Le credenziali rubate possono essere utilizzate per diversi scopi, ad esempio per entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi in modo fraudolento, inviare messaggi con richieste di denaro o link di phishing, diffondere malware o ransomware per estorcere o rubare denaro. In questo scenario, il **“fattore umano” continua a giocare un ruolo cruciale** in questa tipologia di furto di dati: la disattenzione degli utenti e l’uso di password deboli o riutilizzate sono infatti tra le cause più comuni.  
 Attraverso l’**analisi qualitativa dei domini degli account e-mail esposti sul dark web**, l’Osservatorio CRIF mostra una netta prevalenza di **indirizzi personali,** che rappresentano il **92,1%** del totale, mentre gli **account business** si attestano al **7,9%.** Questa dinamica suggerisce, da un lato, che gli utenti privati continuano a prestare una protezione insufficiente ai propri dati digitali rimanendo così il bersaglio preferito dei criminali informatici; dall’altro lato, indica che le aziende, pur investendo sempre di più in misure di sicurezza, non sono immuni dal fenomeno.

 

## **I Paesi maggiormente colpiti dal furto di dati**

 

Tra i Paesi maggiormente colpiti dal fenomeno del **furto di e-mail e password online**, gli **Stati Uniti** occupano la prima posizione, seguiti nella classifica da **Russia, Germania, Francia e Regno Unito** mentre l’**Italia si posiziona al 6° posto.**   
 Per quanto riguarda lo **scambio illecito di dati relativi alle carte di credito,** gli Stati Uniti risultano essere il Paese più colpito, seguiti da Russia e Regno Unito mentre **l’Italia occupa il 14° posto** della classifica globale, **salendo di 8 posizioni rispetto allo scorso anno.**  
 La classifica dei **continenti più colpiti dallo scambio di dati rubati delle carte di credito** vede in testa il Nord America (55,9%) che supera l’Europa (18,8%). Segue l’Asia, col 13,9% il Sud America (6%). L’Africa si ferma al 3,2%, mentre l’Oceania (1,3%) rimane fanalino di coda di questa poco invidiabile classifica.  
 **Focus sulla situazione italiana**  
 Secondo l’Osservatorio Cyber di CRIF, nel primo semestre 2026 le attività degli hacker hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, con un **aumento della quota** **di alert** inviati relativamente a furto di dati monitorati su**l dark web.** Complessivamente, il **32,3% degli utenti ha ricevuto almeno un alert.**   
 Tra gli utenti privati italiani avvisati dai servizi di protezione CRIF, le **fasce d’età** maggiormente coinvolte sono rispettivamente 51-60 anni (26,7%), 41-50 anni (26,6%) e over 60 (20,3%). Guardando al genere, gli uomini rappresentano la maggioranza degli utenti allertati, con il 64,3%.  
 **Le regioni con il maggior numero di alert** sono Lombardia (15,7%), Lazio (12,3%), Sicilia (11,3%), Emilia-Romagna (9,7%) e Piemonte (9,5%), ma in proporzione sono gli abitanti di Umbria, Molise, Lazio, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia che ricevono più alert. A livello geografico, il Sud (29,2%) e il Nord Ovest (27,5%) registrano il numero maggiore di avvisi mentre in proporzione sono gli abitanti del Nord Ovest e del Centro che ricevono più alert.  
 Per quanto riguarda **i dati più frequentemente rilevati sull’open web**, ovvero accessibili pubblicamente, nel primo semestre 2026 sono stati l’e-mail (51,4%) e l’indirizzo (16,3%), seguiti da codice fiscale (14,8%), numero di telefono (14,3%), e username (3,1%). Nel **dark web** sono state invece le credenziali e-mail ad essere maggiormente rilevate, seguite dal numero di telefono, mentre al terzo posto si colloca il codice fiscale.

 

Tutti i dati e le analisi approfondite, compresa l’infografica, sono disponibili nella pagina dedicata all’**[Osservatorio Cyber CRIF (H1 2026)](https://www.crif.it/risorse/ricerche/osservatorio-cyber-primo-semestre-2026/)**[.](https://www.crif.it/risorse/ricerche/osservatorio-cyber-primo-semestre-2026/)

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Fonte: [Attacchi informatici: 2,5 miliardi di dati esposti sul dark web nel primo semestre 2026](https://giornaledellepmi.it/attacchi-informatici-25-miliardi-di-dati-esposti-sul-dark-web-nel-primo-semestre-2026/), Il Giornale delle PMI.
