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title: "Attacchi cyber: nel 2023 aumenta del +45% il furto di dati sul dark web"
url: https://giornaledellepmi.it/attacchi-cyber-nel-2023-aumenta-del-45-il-furto-di-dati-sul-dark-web/
author: "Redazione"
published: 2024-03-19T07:00:11+01:00
modified: 2024-03-18T19:50:24+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
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# Attacchi cyber: nel 2023 aumenta del +45% il furto di dati sul dark web

*Redazione · 19 Marzo 2024 · Il Giornale delle PMI*

> I dati in circolazione sul dark web a livello globale sono oltre 7,5 miliardi, con un incremento delle segnalazioni del +15,9%. Anche in Italia il fenomeno è in aumento: +13,9% i consumatori allertati.

*I dati in circolazione sul dark web a livello globale sono oltre 7,5 miliardi, con un incremento delle segnalazioni del +15,9%. Anche in Italia il fenomeno è in aumento: +13,9% i consumatori allertati.*

 

*La gravità degli alert inviati è aumentata del +29% rispetto all’anno precedente.*

 

*Le tecniche dei cybercriminali diventano sempre più sofisticate: con l’uso malevolo dell’Intelligenza Artificiale è più difficile distinguere le comunicazioni vere da quelle false.*

 

Nel 2023 si è assistito a un **aumento di** **credenziali di account compromessi**, in combinazione con altri dati estremamente preziosi per gli hacker. Infatti, si stima che i **dati in circolazione nel dark web**, o accessibili su piattaforme di messaggistica, siano oltre **7,5 miliardi** a livello globale, con una **crescita del** **+****44,8%** rispetto al 2022. Inoltre, le segnalazioni di **dati rilevati sul dark web** sono state **1.801.921**, con una **crescita del +15,9% rispetto al 2022**, mentre facendo un focus sull’Italia il numero di utenti allertati per furto di dati monitorati sul dark web risulta in crescita del +13,9% rispetto all’anno precedente.

 

Queste alcune delle principali evidenze emerse dall’**Osservatorio Cyber di CRIF,** che analizza la vulnerabilità degli utenti e delle aziende agli attacchi cyber, interpretando i trend principali che riguardano i dati scambiati sia in ambienti Open Web che Dark Web.

 

“*Ci sono alcuni trend da tenere in considerazione sui rischi cyber. Per il furto di dati personali, i cybercriminali utilizzano* ***malware e applicativi*** *che col tempo sono diventati sempre più* ***sofisticati*** *e difficili da distinguere da quelli ufficiali, diventando una trappola per le persone. Inoltre, gli hacker che* ***utilizzano anche l’Intelligenza Artificiale per colpire i consumatori*** *stanno diventando una vera minaccia a causa* ***di truffe e-mail sempre più sofisticate****, caratterizzate da un linguaggio corretto e quindi plausibile, e dalla generazione di codice in continua evoluzione per lo sviluppo di app malevole. A tutto questo si aggiunge che molti utenti continuano a tenere* ***comportamenti poco cauti in rete****, come mostra il fatto che tendono a* ***riutilizzare la stessa password*** *per account e servizi diversi, e di come salvino le credenziali di accesso direttamente nel browser, esempi di cattive abitudini che li* ***rendono particolarmente vulnerabili***” ***–*** commenta **Beatrice Rubini, Executive Director di CRIF.**

 

### Tipologie e pericolosità delle frodi cyber

 

Nel 2023 **l’indirizzo e-mail** è diventato un dato particolarmente prezioso perché consente di accedere a diversi servizi. Infatti, nell’analisi dell’Osservatorio CRIF è stato trovato in combinazione con la password nel **94,4%** dei casi, esponendo la vittima a ricevere **messaggi fraudolenti più accurati e credibili**, come quelli di finti pagamenti da autorizzare o account bloccati. Questi messaggi di **phishing** contengono link malevoli che inducono la vittima a cliccare e fornire ulteriori dati ai frodatori.

 

**Set di dati** **sempre più** **ricchi** di informazioni di contatto completano il profilo della vittima, rendendola più vulnerabile nei confronti dei frodatori. **La gravità degli alert inviati nel 2023 è aumentata in generale del +29% rispetto all’anno precedente**, a conferma che la vulnerabilità alle frodi per singola esposizione di dati è in crescita. Infatti, in un caso su dieci, oltre al numero telefonico, compare l’indirizzo e-mail e il nome e cognome della vittima. Le liste di dati personali così composte sono una miniera d’oro per i frodatori, che possono compiere **frodi** **molto personalizzate**, sfruttando anche l’**intelligenza artificiale**, spesso menzionata nei forum di scambio di kit phishing e malware. **Nel 2023** questa combinazione multipla di dati personali e di contatto registra **un aumento del +45% rispetto all’anno precedente**.

 

Inoltre, nell’intero 2023 si è assistito a un proliferare di strumenti ad hoc messi a disposizione della comunità di frodatori. Sono ad esempio molto diffusi i “**kit di phishing**” (come Modlishka, Evilginx e molti altri), ovvero strumenti pronti per essere utilizzati anche da hacker meno esperti, per colpire i consumatori con campagne di phishing. **Grazie anche all’uso malevole delle possibilità dell’intelligenza artificiale, le e-mail fraudolente sono sempre più sofisticate**, rendendo ancora più difficile per il destinatario distinguere le comunicazioni vere da quelle false. Inoltre, la possibilità di tradurre rapidamente in diverse lingue aiuta i criminali a diffondere maggiormente gli attacchi di phishing a livello globale.

 

In questo contesto le applicazioni di messaggistica open source – come **Telegram** – stanno diventando sempre di più il **luogo ideale per scambiare i dati rubati**, ma anche per fornire istruzioni per creare malware pronti all’uso o per compravendere strumenti a servizio degli hacker. Basta infatti una semplice ricerca all’interno delle applicazioni per scovare canali e gruppi di scambio di dati personali, tra cui anche carte di credito.

 

Gli **infostealer** (malware progettati per rubare dati personali) sono un’ulteriore minaccia per i consumatori: diffusi tramite link dannosi, e-mail malevole o siti web compromessi, mettono a rischio la sicurezza degli utenti, operando in modo furtivo e catturando informazioni e credenziali durante la navigazione online. Alcune informazioni sono particolarmente preziose per emulare le attività dell’utente in schemi fraudolenti come il furto di account.

 

### I dati più “appetibili” e vulnerabili nel cyberspazio

 

Le principali categorie di dati che sono oggetto di attacco rimangono, anche nel 2023, **password, indirizzi e-mail, username, nome e cognome e numero di telefono**. Queste informazioni circolano prevalentemente sul dark web e pertanto sono più vulnerabili. Rispetto al 2022, la password scavalca l’e-mail raggiungendo la prima posizione, mentre la username sale in terza posizione, scavalcando nome e cognome e numero di telefono, tra i dati più vulnerabili.

 

| Top 5 dati più vulnerabili nel 2023 |
| --- |
| 1. Password |
| 2. E-mail |
| 3. Username |
| 4. Nome e cognome |
| 5. Numero di telefono |

 

*Fonte: Osservatorio Cyber CRIF*

 

Molto spesso le e-mail sono associate a una password, con una quota del 94,4% dei casi (in aumento del +4,4% rispetto al 2022); così come insieme alle password appaiono spesso le username (65,6%). Il **numero di telefono** gioca un ruolo fondamentale in questi casi e, quando associato anche alla **password** (16,6%), aumenta la vulnerabilità della vittima. Questa combinazione è **in aumento del +25,6% rispetto all’anno precedente**.

 

### Le tipologie di account più violate

 

La classifica degli account e-mail più rilevati sul dark web vede nelle prime 3 posizioni **Gmail**, **Yahoo** e **Hotmail**.

 

La maggior parte degli account violati sono riferibili a siti di **intrattenimento** (56,6%), seguiti da **e-commerce** (16,4%) e **social** **media** (11,9%). Il **rischio** di furto di tali dati può portare a conseguenze economiche dirette per le vittime. Al quarto e quinto posto si collocano il furto degli account di forum e siti web di servizi a pagamento (6,2%) e finanziari (4,8%), come per esempio quelli bancari.

 

### I dati sottratti delle carte di credito

 

Relativamente alle **carte di credito**, oltre al numero della carta, molto frequentemente sono presenti nel dark web anche **cvv** e **data di scadenza**: 96,9% dei casi.

 

Tra i continenti più soggetti a questo scambio illecito di dati, il **Nord America** è in cima alla classifica, col **54,5% del volume totale**, seguito dall’**Europa col 23,8%**. Tra i paesi più soggetti a scambio di dati di carte di credito, **Stati Uniti, Francia, Messico, Brasile** **e Russia** occupano le posizioni di testa della classifica globale, mentre l’**Italia** si trova **al 16° posto**.

 

### Le aziende sempre più target del cyber crime

 

Attraverso un’**analisi qualitativa dei domini**, l’Osservatorio Cyber di CRIF ha indagato se gli account e-mail rilevati sul dark web si riferiscono ad account personali o di business. Nel 91,1% dei casi si tratta di **account e-mail** **personali**, mentre nel restante 8,9% dei casi si tratta di **account business**, **in crescita del +2,1%** rispetto al 2022.

 

Diversi i **brand nazionali e internazionali presi di mira dagli attacchi,** non solo nel mondo finanziario ma anche dei settori assicurativo, automobilistico, della selezione del personale, fashion e luxury. Anche le **associazioni e gli enti governativi** sono oggetto di **attacchi**: tra questi ambasciate, uffici ministeriali e postali. I target sono sempre più diversificati, in termini di settori colpiti e dimensione delle **aziende**: **nessuno purtroppo sfugge agli attacchi del cybercrime**.

 

### La situazione in Italia

 

Le attività di monitoraggio e contrasto degli hacker continuano ad avere una grande rilevanza anche nel nostro Paese, dove si registra un **numero di consumatori allertati sul dark web**, grazie ai servizi di CRIF, **in crescita del +13,9%** rispetto all’anno precedente.

 

Infatti, in Italia, dove **il 51,7% degli utenti ha ricevuto almeno un alert** **nel 2023**, si rileva in particolare un aumento delle segnalazioni inviate relativamente a furto di dati monitorati sul **dark web**. In questo caso, **gli utenti allertati** **sono stati il 77,5%**, mentre il 22,5% è la quota degli utenti allertati per dati rilevati sul web pubblico. I tipi di dati più frequentemente rilevati sull’open web, quindi pubblicamente accessibili da chiunque sulla rete, sono stati il codice fiscale (57,5% dei dati rilevati) e l’e-mail (30,1%), seguiti a distanza dal numero di telefono (8,2%).

 

Tra le caratteristiche degli utenti privati italiani che sono stati avvisati, le fasce di età maggiormente coinvolte sono quelle degli over 60 (26,5%) e dei 51-60 anni (25,8%), seguite dagli 41-50 anni (25,3%). Le regioni in cui vengono allertate più persone sono **Lazio** (19,6%), **Lombardia** (13,6%) e **Sicilia** (8,4%).

 

*Bisogna prestare particolare attenzione alle e-mail e ai messaggi che riceviamo ogni giorno, allenandoci a* ***riconoscere i tentativi di truffe e phishing****. È importante non cliccare sui link contenuti nelle e-mail o negli SMS sospetti e, soprattutto, non rispondere fornendo dati personali a messaggi apparentemente inviati dalla nostra banca o da un’altra azienda, controllando sempre il numero di telefono o l’indirizzo e-mail del mittente”* – spiega **Beatrice Rubini***. “Spesso i frodatori utilizzano* ***messaggi che colpiscono l’emotività e fanno leva sul senso di urgenza****: non dobbiamo essere impulsivi ma mantenere alto il nostro livello di attenzione. Diventa quindi sempre più importante per aziende pubbliche e private avere* ***sistemi di vulnerability assessment*** *e fare campagne di sensibilizzazione interna dei dipendenti. Dall’altro lato, è consigliabile per i consumatori gestire i propri dati in maniera scrupolosa, affidandosi anche a strumenti che oggi permettono di proteggere i dispositivi e monitorare i nostri dati”,* conclude **Beatrice Rubini.**

 

[Immagine di freepik](https://it.freepik.com/vettori-gratuito/ruba-il-concetto-di-dati-con-il-ladro-informatico_8051919.htm#fromView=search&page=1&position=9&uuid=7f353cf5-8364-4973-a82f-ce01842525cc)

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Fonte: [Attacchi cyber: nel 2023 aumenta del +45% il furto di dati sul dark web](https://giornaledellepmi.it/attacchi-cyber-nel-2023-aumenta-del-45-il-furto-di-dati-sul-dark-web/), Il Giornale delle PMI.
