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title: "Allianz Trade: “Liberation Day” e ritorno al protezionismo"
url: https://giornaledellepmi.it/allianz-trade-liberation-day-e-ritorno-al-protezionismo/
author: "Redazione"
published: 2025-04-09T07:20:20+02:00
modified: 2025-04-08T18:31:31+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INTERNAZIONALIZZAZIONE"]
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# Allianz Trade: “Liberation Day” e ritorno al protezionismo

*Redazione · 9 Aprile 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Gli Stati Uniti alzano le tariffe con conseguenze globali significative. Made in Italy: attesa una perdita di oltre 8 miliardi per l’export nel 2025. In Italia i settori dei macchinari, dell’agroalimentare, delle bevande e del tessile (che da soli rappresentano il 30% delle esportazioni negli Stati Uniti) saranno i più esposti.

**Allianz Trade,** il leader mondiale dell’assicurazione del credito, **ha aggiornato** le **stime** di **crescita** del **Pil globale** e del **commercio internazionale**, a seguito dell’improvviso cambio di rotta degli **Stati Uniti** che entrerà in vigore il **9 aprile**.

 

Le nuove misure tariffarie – annunciate dal Presidente Trump sotto il nome di “**Liberation Day**” – rappresentano un **ritorno al protezionismo** su **scala globale**, con effetti rilevanti per il commercio internazionale, per i mercati finanziari e, in generale, per le prospettive economiche globali.

 

Con l’introduzione di un **dazio minimo** del **10%** su tutte le importazioni e altri aumenti ben più significativi in oltre 50 Paesi, la **tariffa media di importazione statunitense sale al 20,6%**, un livello che non si registrava dal 1890. La Cina risulta il Paese più colpito, con dazi complessivi del 59%, ma l’impatto riguarderà tutto il Sud-est asiatico (Vietnam, India, Thailandia, Taiwan) e coinvolgerà anche l’**Unione Europea**, che vedrà crescere i dazi medi di importazione **fino** **al 13,3%**.

 

### **Ritorsioni e strategie divergenti: le reazioni internazionali**

 

L’impatto geopolitico di queste misure è immediato. La **Cina** ha già annunciato una contro-mossa tariffaria, con dazi aggiuntivi su beni statunitensi **pari a 34 punti percentuali**, colpendo potenzialmente circa 64 miliardi di dollari di esportazioni USA.

 

L’**Unione Europea** adotta un approccio più cauto e non ha ancora annunciato contromisure. Settori strategici come quello farmaceutico e quello dei macchinari e delle attrezzature rimangono i più esposti ai dazi commerciali. Altri Paesi, come India, Vietnam e Israele, sembrano invece intenzionati a cogliere l’opportunità per rafforzare i legami commerciali con gli Stati Uniti, anche attraverso nuove concessioni o negoziati bilaterali.

 

### **Conseguenze economiche globali: un freno alla crescita**

 

Secondo le stime aggiornate di **Allianz Trade**, il nuovo scenario tariffario avrà effetti rilevanti sull’economia globale:

 

- La **crescita mondiale nel 2025 rallenterà all’1,9%**, vale a dire il ritmo di crescita più lento dalla crisi finanziaria del 2008.
- Il **commercio globale** entrerà in una fase di contrazione, con un **calo** dello **0,5%** in **volume**.
- L’**economia statunitense** subirà **una frenata** nei prossimi trimestri, con una contrazione del PIL stimata a -0,5% tra aprile e settembre 2025, e una crescita annuale dello 0,8%.
- L’**inflazione USA** tornerà a salire, **fino al 4,3%** entro l’estate, a causa del rincaro dei beni importati.
- Le **Banche centrali**saranno in difficoltà: Fed e BCE potrebbero ridurre maggiormente i tassi, anche se negli Stati Uniti si dovranno fronteggiare crescenti rischi inflazionistici.

 

La Cina, invece, potrebbe rispondere con nuovi stimoli fiscali (fino a 800 miliardi di RMB) per sostenere la domanda interna e mantenere una crescita annua intorno al 4,6%. Nuove minacce tariffarie complicano però le prospettive.

 

### **E il Made in Italy?**

 

In questo contesto, la significativa esposizione degli scambi verso gli Stati Uniti rende temibili i provvedimenti di natura tariffaria annunciati dalla nuova amministrazione USA nei prossimi mesi.

 

Nel **2024**, oltre il 48% del valore dell’export totale italiano risultava indirizzato al di fuori dell’Unione Europea, una quota superiore a quelle tedesca e francese (45% in entrambi i Paesi) e a quella spagnola (il 37%).

 

Tra i principali partner commerciali dell’Italia, gli Stati Uniti nel 2024 hanno assorbito oltre il 10% delle vendite italiane totali all’estero (un valore simile a quello della Germania ma superiore a quello della Francia e della Spagna), e oltre un quinto delle vendite di prodotti italiani destinati ai mercati extra europei. Rispetto al 2019, nel 2024 le vendite di prodotti italiani verso gli Stati Uniti sono fortemente aumentate (+42%), in particolare per i prodotti farmaceutici e i macchinari; al contrario, nel caso degli autoveicoli, navi e imbarcazioni, le esportazioni sono invece diminuite.

 

Nell’ultimo anno, questi ultimi hanno invece registrato un crollo (rispettivamente del -29% e -62%).

 

Tra i principali gruppi di prodotti esportati, rimangono rilevanti i tipici prodotti del **Made in Italy** come le bevande (vini), gli articoli di abbigliamento e altri prodotti tradizionali come i mobili.

 

Secondo Allianz Trade si ipotizza che la tariffa media possa scendere dal 20,6% all’11,8% (entro il quarto trimestre del 2025), tenendo conto degli accordi bilaterali che invertirebbero parzialmente gli aumenti tariffari annunciati il 2 aprile, mentre, alcuni Paesi verrebbero colpiti da aumenti tariffari che erano stati esclusi il giorno della Liberazione.

 

L’**impatto delle tariffe annunciate sul Pil dell’Italia** **sarà** **di circa -0.2 punti percentuali per il 2025**.

 

Anche i rischi di inflazione sono indirizzati al ribasso, poiché la minore domanda degli Stati Uniti e la sovraccapacità globale nel resto del mondo, nonché i prezzi più bassi dell’energia, avranno un effetto negativo sui prezzi dei beni nazionali e importati. Per il Made in Italy, la **perdita massima** attesa è di oltre **8 miliardi di dollari nel 2025**, preceduta in Europa solo dalla Germania e dall’Irlanda.

 

I settori dei macchinari, dell’agroalimentare e delle bevande, e quello del tessile, che da soli rappresentano il 30% delle esportazioni negli Stati Uniti, saranno i più esposti alla stretta commerciale.

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Fonte: [Allianz Trade: “Liberation Day” e ritorno al protezionismo](https://giornaledellepmi.it/allianz-trade-liberation-day-e-ritorno-al-protezionismo/), Il Giornale delle PMI.
