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title: "Allarme danni ambientali, in Italia più del 70% sono causati dalle imprese: ecco il decalogo per la tutela delle risorse naturali"
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author: "Redazione"
published: 2025-07-30T06:50:00+02:00
modified: 2025-07-29T18:32:13+02:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["AMBIENTE"]
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# Allarme danni ambientali, in Italia più del 70% sono causati dalle imprese: ecco il decalogo per la tutela delle risorse naturali

*Redazione · 30 Luglio 2025 · Il Giornale delle PMI*

> Ogni anno, centinaia di aziende italiane falliscono in conseguenza di incidenti con ripercussioni sulle risorse naturali. I costi di ripristino dei danni all’ambiente sono infatti spesso ingenti e farsi trovare impreparati ad affrontarli può essere letale per l’impresa.

“*Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare*”: **purezza** e **bellezza** artistica, così le parole di **Andy Warhol** riassumono alla perfezione tutto il **fascino del pianeta Terra**. Purezza e bellezza artistiche che andrebbero **tutelate** e **conservate** ogni giorno, per poter permettere agli **ecosistemi** esistenti di essere anche funzionali. Tuttavia queste **forme d’arte** potenzialmente perfette, spesso sono messe in pericolo dall’**azione dell’uomo**, sempre poco attento a rispettare **l’ambiente** e conservarlo al meglio in tutta la sua essenza. Questo non si limita solo alle **azioni dei singoli**, ma soprattutto alle **pratiche delle imprese**: le principali **responsabili** di buona parte dei **danni all’ambiente accumulati negli anni**. Il tema più grave, però, è che solo una piccolissima percentuale delle **aziende del Bel Paese** è assicurata per questo genere di incidenti: secondo i dati emersi dall’ultima indagine di settore sono, infatti, **solo lo** **0,64%** delle **imprese** ***made in Italy*** (microimprese, PMI e multinazionali) che si sono dotate di una **polizza assicurativa per i danni alle risorse naturali**. È quanto risulta da [**un’elaborazione**](https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMkLGu4yAQRb8Gd7bIAMYUFG4sbbOK9gciMONkJGyQIYmUr1-xq6f3qtHc4sydEyxXBjbVob1oJUApo02Hu6N4KxkDfSgdaMfNj1IENwkm-V7uIww7BnIhnFjKQLV7WC9XwYMH5aUcDRqhebhsk5dhHIVxU0cWOCiuQXAtQJlBboLLdZrAaO0Fjo39g4olt5nWtO_Pg1ZXKR3tVrSPWnNhYmawMFje7_eQU4pu94RHxYFqS3O_pqPi0ZZnjsmFwmBpHRgsXDBY_lDEl_v3Yj___jX31xTp88F-_k9ykXqMzg_9NaX4lWIPHOSQw9adNtCJtaYTmeR3SufhIgaMEfNOreu3xBsFC1I3v9V2Lwt_AwAA__9X4HsI) effettuata dal [***Pool Ambiente***](https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzz1uxCAQxfHTQGmxw3dBkcbXWGHPeHckMJYhsZTTR66y1et-T39MykbYrKT08FaDtdFHSTVzefaDkH-57ZTctjijMQctjKr95WCqhJwRT-p94iHfySkM4aFjdNFF0mpTBrNdAwFlykFLTqDAKg9aeQ02TmbTyqwhQPR-0eRu-0Olftzb1lbr985rHtz2-6uk9xhHF_pLwCxgvq5rOloruS5M-6CJh4BZngn5pDHaScKoF7dzz4WQSqGj8g39Fz4ZExh_x48kfxL8BQAA__983ln8), consorzio di coriassicurazione e centro d’eccellenza nazionale sui rischi di responsabilità ambientale, sulla base della **seconda rilevazione statistica**\[1\] condotta da ***ANIA – Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici***, a livello nazionale, in merito alla **diffusione delle polizze di responsabilità ambientale tra le aziende**.

 

Ogni anno in **Italia** si verificano circa **1.000-1.500 nuovi casi di contaminazione ambientale**, di questi ben **700-1.200 sono causati da imprese**. **Circa 500-900** **sono** quindi **i casi** **dovuti a** **imprese** “**regolari**“, escludendo reati ambientali e condotte criminali. Eppure il numero totale dei siti potenzialmente contaminati è molto più alto: **41.000** sono i siti **potenzialmente contaminati**, **12.000** sono quelli **già classificati come contaminati** e **42** sono i **Siti di Interesse Nazionale** (**SIN**) che richiedono **interventi complessi**. Visto che meno dell’**1%** delle imprese è dotato di una copertura per i danni all’ambiente, mediamente nel **99%** di questi casi **non è presente una polizza a copertura delle spese di bonifica e ripristino dei danni**. Le aziende coinvolte in “incidenti ambientali” si trovano quindi ad affrontare **ingenti spese**, che possono arrivare anche a diversi milioni di euro e che in genere **non sono state previste a budget**. Un esborso imprevisto che può mettere in difficoltà la liquidità dell’azienda e minarne la solidità. È acclarato inoltre che il **fallimento dell’impresa** ha pesanti ricadute sui **posti di lavoro** e sul **tessuto economico e sociale del territorio**, oltre che sulla spesa pubblica, dal momento che in tutti questi casi gli interventi necessari di ripristino e bonifica sono finanziati dallo Stato. Studi di settore indicano che tra il **5%** e il **10%** delle **aziende fallite** in settori industriali e ambientali potrebbero aver avuto la **bonifica** come fattore determinante. Dal **2006** al **2023** sono fallite oltre **200.000 imprese italiane** in tutti i settori, tra cui, ad esempio, industria chimica e metallurgica, costruzioni, immobiliare e gestione rifiuti. In base a questo numero potremmo quindi stimare tra **10.000 e 20.000 imprese fallite a causa dei costi di bonifica**. “Il nostro **decalogo** per la gestione dei **rischi di responsabilità ambientale** nasce dall’esigenza di creare un **vademecum** dedicato alle aziende con le pratiche più efficaci da portare avanti per limitare i possibili danni agli **ecosistemi**. La nostra speranza è che nei prossimi anni, oltre a una maggior **diffusione del nostro decalogo**, ci sia un notevole aumento nella diffusione delle **polizze** di responsabilità ambientale. Per ottenere ciò dovrebbero essere messe in pratica misure mirate come la valorizzazione della stipula dell’assicurazione nel **rating ESG**, nel **Report di Sostenibilità** e nell’applicazione del **Regolamento Tassonomia**. In generale per raggiungere l’obiettivo di una maggiore diffusione di questo tipo di coperture sarebbe importante sviluppare **un’azione coordinata**, a livello nazionale ed europeo, per contribuire allo **sviluppo di un’attenzione al rischio ambientale** e a una **maggiore cultura assicurativa**” afferma **Roberto Ferrari,** Responsabile sinistri di ***Pool Ambiente***.

 

Ecco quindi il **decalogo** individuato dagli esperti di ***Pool Ambiente*** per una **gestione efficace dei rischi di** **responsabilità ambientale**, che riassume gli interventi prioritari da parte delle imprese per la tutela dell’ambiente e della salute delle persone:

 

1. **Mappatura proattiva**: identificazione delle potenziali sorgenti di rischio e degli scenari di danno all’ambiente.
2. **Affidabilità tecnica**: manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e dispositivi effettuata conformemente alle indicazioni fornite dal costruttore e secondo le best practice di riferimento.
3. **Gestione responsabile**: introduzione di procedure che garantiscano il rispetto di raccomandazioni e linee guida di settore, anche rispetto alle sostanze non normate usate/prodotte.
4. **Linee Guida**: adozione della PdR UNI 107/2021 «Ambiente protetto – Linee guida per la prevenzione dei danni all’ambiente – Criteri tecnici per un’efficace gestione dei rischi ambientali».
5. **Tutela assicurativa**: stipula di una Polizza di Responsabilità Ambientale.
6. **Formazione specializzata**: effettuare una formazione e addestramento adeguato del personale dell’impresa per un’efficace gestione dei rischi di responsabilità ambientale e gestione delle emergenze.
7. **Interventi mirati**: relativamente agli elementi monoparete interrati o direttamente appoggiati al terreno prevedere la conversione/sostituzione a elemento doppia parete con controllo in continuo delle perdite. Laddove non fosse temporaneamente possibile, è importante proteggere l’elemento interrato con una protezione catodica, effettuare regolarmente verifiche strutturali e valutare anche un’eventuale vetrificazione. Rispetto alle tubazioni interrate non metalliche effettuare regolari videoispezioni e test di tenuta.
8. **Protezione strutturata**: rispetto agli elementi fuori terra prevedere un bacino di contenimento adeguatamente dimensionato e impermeabilizzato.
9. **Controllo operativo**: prevedere misure per evitare o contenere sversamenti durante le operazioni di carico e scarico come ad esempio valvola limitatrice di carico, etichettatura dei punti di carico, raccordi di sicurezza e segregazione delle acque meteoriche.
10. **Intervento immediato**: in caso d’incendio, o comunque d’incidente con sversamento di sostanze, chiamare una società di pronto intervento per contenere la contaminazione.

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Fonte: [Allarme danni ambientali, in Italia più del 70% sono causati dalle imprese: ecco il decalogo per la tutela delle risorse naturali](https://giornaledellepmi.it/allarme-danni-ambientali-in-italia-piu-del-70-sono-causati-dalle-imprese-ecco-il-decalogo-per-la-tutela-delle-risorse-naturali/), Il Giornale delle PMI.
