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title: "AI ACT: stanno per entrare in vigore le restrizioni sui sistemi di intelligenza artificiale vietati"
url: https://giornaledellepmi.it/ai-act-stanno-per-entrare-in-vigore-le-restrizioni-sui-sistemi-di-intelligenza-artificiale-vietati/
author: "Redazione"
published: 2024-11-26T06:40:28+01:00
modified: 2024-11-25T19:31:39+01:00
publisher: "Il Giornale delle PMI"
language: it
sections: ["INFOIMPRESA"]
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# AI ACT: stanno per entrare in vigore le restrizioni sui sistemi di intelligenza artificiale vietati

*Redazione · 26 Novembre 2024 · Il Giornale delle PMI*

> Le società hanno meno di 10 settimane per rimuovere gli strumenti di intelligenza artificiale (IA) vietati destinati all'utilizzo e/o commercio nell'Unione europea per non rischiare procedimenti e sanzioni nei loro confronti.

**Le** **società hanno meno di** **10** **settimane per** **rimuovere gli strumenti di intelligenza artificiale** **(IA)** **vietati** **destinati all’utilizzo e/o commercio nell’Unione** **e****uropea** **per non** **rischiare procedimenti e** **sanzioni** **nei loro confronti****. In particolare****:**

 

- sono vietati i sistemi che utilizzano tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli e che sfruttano le vulnerabilità delle persone, ad esempio in relazione a età e/o disabilità;
- è vietato l’uso di database di riconoscimento facciale creati attraverso il web-scraping e alcuni casi di utilizzo biometrico;
- sono previste sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale.

 

L’AI Act è entrato in vigore l’1 agosto 2024 ed è il primo quadro giuridico al mondo che affronta i rischi dell’IA e fornisce agli sviluppatori e agli utilizzatori indicazioni chiare su requisiti e obblighi. Tra gli altri, ha identificato alcune categorie di sistemi di IA considerati particolarmente pericolosi, per i quali il divieto di utilizzo decorre a partire dal 2 febbraio 2025.

 

Il loro uso potrebbe comportare, a partire dal 2 agosto 2025, la possibilità per le autorità nazionali dei Paesi dell’Ue di imporre multe fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale del gruppo (a seconda di quale sia il valore più alto) ai sensi dell’[articolo 99(3) dell’AI Act](https://artificialintelligenceact.eu/article/99/).

 

**Gianluigi Marino****,** **Head of** **Digitalisation** **in Italia, Osborne Clarke****:** *“Con meno di* *10* *settimane* *per garantire la conformità, le aziende devono iniziare a valutare il loro rischio in questo settore e sviluppare piani per affrontare qualsiasi area di potenziale non conformità.* *Le multe sono state fissate a un livello* *ancora più alto* *rispetto al GDPR e ci aspettiamo che l’U**e* *applichi il nuovo regime fin dal* *primo* *giorno; non ci aspettiamo un periodo di grazia per la non conformità come nel caso del GDPR. La Commissione* *U**e* *ritiene che sia stato dato un preavviso sufficiente per consentire a tutte le aziende dell’U**e* *di conformarsi**, comprese quelle che rientrano* *nell’ambito* *dello Spazio Economico Europeo (SEE) e le* *aziende* *internazionali con clienti e siti web che operano nell’U**e*“*.*

 

È fondamentale che le aziende inizino ad analizzare quali sistemi e modelli di IA stanno già utilizzando e prevedono di utilizzare nel prossimo futuro. In ambito IT i cicli di sviluppo possono essere piuttosto lunghi, quindi è importante non solo implementare un processo per eliminare l’IA vietata, ma anche valutare quali misure devono essere adottate per conformarsi agli obblighi previsti dall’AI Act. Questi includono i requisiti di trasparenza, i sistemi di gestione del rischio e la necessità di documentazione. La conformità del software diventa sempre più una questione di responsabilità da prodotto, e l’AI Act è ora una parte fondamentale di questo processo.

 

I divieti, stabiliti nell’articolo 5 dell’AI Act, riguardano gli usi dei sistemi di IA che comportano rischi considerati inaccettabili per la salute e la sicurezza o per i diritti fondamentali. Tra questi rientrano:

 

- I sistemi di intelligenza artificiale che utilizzano tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli volte a distorcere materialmente il comportamento di una persona, compromettendo la sua capacità di prendere una decisione informata e inducendola a prendere una decisione che non avrebbe altrimenti preso, derivandone un danno significativo.
- I sistemi di intelligenza artificiale che sfruttano le vulnerabilità di una persona dovute a età, disabilità, condizioni sociali o economiche per distorcerne il comportamento, causando un danno significativo. Come nel caso del divieto di “tecniche ingannevoli”, è probabile che questo aspetto interessi i fornitori di sistemi che consentono la vendita o il gioco online.
- Punteggio sociale (social score) basato sul comportamento o sulle caratteristiche personali che si traduce in un trattamento dannoso nei confronti di una persona in un contesto sociale che non è correlato al luogo in cui i dati di punteggio sono stati originariamente raccolti, o è ingiustificato o sproporzionato. Le preoccupazioni in questo caso riguardano gli strumenti di intelligenza artificiale utilizzati dai social media per classificare i comportamenti.
- I sistemi di intelligenza artificiale che creano o ampliano i database di riconoscimento facciale attraverso lo scraping non mirato di immagini facciali da Internet o da riprese delle telecamere a circuito chiuso. L’obiettivo è quello di impedire esplicitamente l’introduzione nell’Ue di modelli di business analoghi a Clearview, azienda statunitense che ha raccolto immagini facciali pubblicate su Internet in modo illegale e le ha utilizzate in un sistema di riconoscimento facciale fornito alle autorità di polizia nell’Ue.
- I sistemi per inferire le emozioni di una persona utilizzati sul posto di lavoro o in contesti educativi (a meno che non si tratti di ragioni mediche o di sicurezza).
- I sistemi di categorizzazione biometrica in cui informazioni come il volto o l’impronta digitale di una persona vengono utilizzate per dedurre caratteristiche sensibili come la razza, le opinioni politiche, l’appartenenza a sindacati, le convinzioni religiose o filosofiche, la vita sessuale o l’orientamento sessuale (con eccezioni per le forze dell’ordine).
- I sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per prevedere la probabilità che una persona commetta un reato, basandosi esclusivamente sul profilo o sulla valutazione dei suoi tratti di personalità (la cosiddetta esclusione “Minority Report”).
- I sistemi di riconoscimento facciale a distanza in tempo reale utilizzati in spazi accessibili al pubblico per le forze dell’ordine, con alcune eccezioni.

 

L’Ufficio dell’Ue per l’IA deve ancora fornire informazioni dettagliate in merito a ciascuno di questi punti. Per le aziende che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, la legge prevede una serie di disposizioni aggiuntive che entreranno in vigore progressivamente nei prossimi anni:

 

- 2 agosto 2025: entreranno in vigore le disposizioni sull’IA per scopi generali, nonché le disposizioni in materia di notifica, governance, sanzioni e riservatezza.
- 2 agosto 2026: sarà applicabile la maggior parte delle altre disposizioni, comprese le regole per i modelli ad alto rischio definite nell’[Allegato III](https://artificialintelligenceact.eu/annex/3/).
- 2 Agosto 2027: saranno applicabili le norme per le IA ad alto rischio contenute in sistemi o prodotti già soggetti alla normativa Ue sulla sicurezza dei prodotti, come elencato [nell’Allegato I](https://artificialintelligenceact.eu/annex/1/).

 

Image by [Kohji Asakawa](https://pixabay.com/users/deltaworks-37465/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=7768526) from [Pixabay](https://pixabay.com//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=7768526)

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Fonte: [AI ACT: stanno per entrare in vigore le restrizioni sui sistemi di intelligenza artificiale vietati](https://giornaledellepmi.it/ai-act-stanno-per-entrare-in-vigore-le-restrizioni-sui-sistemi-di-intelligenza-artificiale-vietati/), Il Giornale delle PMI.
